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I dinosauri psicopompi di Paola Silvia Dolci

 

di Guido Michelone

 

Non è facile commentare e recensire il nuovo libro di Paola Silvia Dolci, perché, innanzitutto, sfugge alle tradizionali logiche della letteratura italiana: la scrittrice cremonese, nota per cinque pubblicazioni di poesia – Bagarre, Amiral Bragueton, I processi di ingrandimento delle immagini, Bestiario metamorfosi, Portolano – più una sesta di prosa autobiografia – Diario del sonno – è qui alle prese con un testo che di proposito sfugge alla catalogazione per generi: materialmente, l’elegante, sobrio volumetto di 45 pagine si compone di 10 disegni (dell’autrice stessa) raffiguranti gli scheletri degli animali preistorici del titolo, contornati non solo dalla linea nera, ma da una frase vergata a mano in stampatello che gira attorno all’intera figura: la frase stampata, poi, nella pagina a fianco, diventa uno o più versi poetici, ai quali si affiancano citazioni e inserti in apparenza caotici, in realtà programmatici, forse nell’ottica degli psicopompi, le divinità che nell’antica Grecia fanno da guida alle anime dei defunti. Ed ecco quindi che, come quasi sempre, Paola Silvia Dolci racconta o suggerisce qualcosa di sé: i piccoli accecanti flash del vissuto passato e presente, tra viaggi, sogni, desideri, amori, ‘impegni’ esistenziali più che psicologici, nello sfoggio discreto delle scoperte letterarie. Come sostiene Maria Cini nella premessa in quarta di copertina esiste una vera e propria “ragnatela dei pensieri: oggi scheletro incerto, domani genealogia vegetale, l’altro ieri ruga d’acqua, un tempo lucertola”. E si tratta altresì di tracce di lessici da intendere come memoriali “dalla forma multipla, approssimativa, assertiva, imprudente”, giacché si mostrano come “scrittura differente ritagliata / con le forbici della carta”. In definitiva con Dinosauri Piscopompi la poetessa – giacché tale è, pure in questo originalissimo libricino – appronta una sorta di “topografia animale, il corpo chirografico, un metabolismo di sogni e di matita, nulla che si possa chiedere: le ipotesi sono già conoscenza”.

Paola Silvia Dolci, Dinosauri Psicopompi, Anterem Edizioni, Verona 2022, pagine 45, euro 10.00.

Il diario del sonno, di Paola Silvia Dolci

A cura di Guido Michelone

 

Dopo sette libri di poesia – Bagarre, NuàdeCocò, Amiral Bragueton, I processi di ingrandimento delle immagini, Bestiario metamorfosi – la scrittrice cremonese approda alla narrativa, o meglio alla prosa in una forma consolidata storicamente – il diario nel senso della confessione e dell’autobiografia – e frequentata soprattutto dai letterati più vicini alla lirica che al romanzo o al racconto.  Continua a leggere

La poesia del ricordo. I processi di ingradimento delle immagini, di Paola Silvia Dolci.


di Guido Michelone

Il nuovo libro della giovane scrittrice Paola Silvia Dolci si pone subito tra quelli più originali, interessanti, riusciti in questa nuova stagione della poesia italiana. I processi di ingrandimento delle immagini è un titolo ambizioso e al contempo difficile, se non viene rapportato al conseguente sottotitolo: Per un’antologia di poeti scomparsi. In tal senso il lavoro della Dolci è innanzitutto metalinguistico, nel senso che si appropria della letteratura per giocare molto seriamente (e talvolta drammaticamente) con la letteratura medesima. Continua a leggere

Intervista a Paola Silvia Dolci


di Guido Michelone

Domanda. Paola Silvia, mi parli del tuo nuovo libro “I processi di ingrandimento delle immagini”?

Risposta. Sei raccolte sotto falso nome che ho fatto girare su riviste e lit blog, è una breve antologia, ogni raccolta è attribuita a un autore scomparso o morto.

La prefazione è di Andrea Raos, le illustrazioni di Michaela D’Astuto.

 

  1. Fin dal titolo si avverte il senso di un’operazione concettuale, quasi di meta-letteratura o di poesia al quadrato: condividi?
  2. “… sono stato fotografato sapendo che lo ero. Orbene, non appena io mi sento guardato dall’obiettivo, tutto cambia: mi metto in un atteggiamento di «posa», mi fabbrico istantaneamente un altro corpo mi trasformo anticipatamente in immagine.” Il titolo, “I processi di ingrandimento delle immagini – per un’antologia di poeti scomparsi” mi è venuto leggendo La camera chiara di Barthes. Continua a leggere

RECENSIONI POETICHE

recensione

di Max Ponte

Bentornati alla mia rubrica dedicata alle recensioni poetiche. La mia intenzione è quella di recensire tutto ciò che mi perviene in ambito poetico (novità ma anche libri trascurati degli ultimi anni), proposito che con lentezza cerco di rispettare. Fino ad ora, dal 2013, ho letto e analizzato 38 libri su LA POESIA E LO SPIRITO. La mia vuole essere una recensione che si mette dalla parte del lettore, per cui non sempre positiva, ma certamente costruttiva e comunque sempre rivolta alla singola opera e non all’autore.

Penso che sia un piccolo servizio per la poesia, un lavoro (del tutto gratuito e necessario) volto a creare un piccolo “filtro” davanti alla grande quantità di pubblicazioni poetiche. Continua a leggere