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L’inganno di “Pleasure” – Esiste un porno etico?

Il film di Ninja Thyberg “Pleasure”, descrive una storia abbastanza semplice: una ragazza svedese di 19 anni si reca a Los Angeles per diventare una pornostar. Inizia con performance più tradizionali ma poi si rende conto che se vuole davvero sfondare dovrà girare scene più estreme, finendo quindi per accettare BDSM e double anal, con apparente indifferenza. L’unica volta che mostra di sentirsi violata è durante un set in cui gli attori maschi sono molto aggressivi e la sua reazione è di angoscia emotiva.
Il film – che ha avuto successo al festival di Sundance e a quello di Göteborg qualche mese fa – viene presentato come un film sul mondo della pornografia, quasi un documentario, dato che Thyberg presenta sé stessa come ricercatrice esperta in materia. Ma è opportuno chiarire subito che “Pleasure” è si occupa esclusivamente dell’industria pornografica realizzata a Los Angeles con standard filmici tradizionali, il che rappresenta meno del 25% di quello che circola in chiaro in rete. Il restante 75% consta di video più o meno amatoriali (o amateur porn) che vengono caricati senza il consenso dei protagonisti, vere e proprie documentazioni di abusi sessuali – molto spesso a danno di minorenni – e poi revenge porn, video realizzati originariamente in modo consensuale ma distribuiti senza il consenso delle protagoniste (si tratta quasi sempre di ragazze o donne), video rubati da videocamere nascoste in bagni pubblici e/o scolastici, eccetera. Le cifre non sono indicate a caso: di recente la più grande compagnia di canali pornografici del mondo, MindGeek, che possiede una serie di siti tra cui spicca il più gigantesco, Pornhub, ha dovuto fare una veloce e improvvisa cancellazione di questo materiale perché dopo un incisivo articolo scritto dal premio Pulitzer Nicholas Kristof per il New York Times le maggiori compagnie di carte di credito Mastercard e Visa si sono finalmente attivate, ritirando Pornhub dai loro clienti, affermando che non avrebbero ripreso se non a patto che Pornhub togliesse dal sito tutto il materiale non garantito da consensi scritti dei protagonisti maggiorenni. Nel giro di un paio di giorni, 10 milioni di video sono spariti dal sito, circa il 75% del totale, stando alle cifre indicate da Laila Mickelwait, la famosa ricercatrice americana che ha fornito l’ispirazione per l’articolo di Kristof, e contribuito portare in tribunale i vertici dell’azienda attraverso una class action. Continua a leggere

«Non c’è pace per gli empi», dice il mio Dio (Isaia 57:21)


Guido Reni, Susanna e i vecchioni (Auckland, City Art Gallery)

Arrivammo appena in tempo su in paese, stipando all’inverosimile due SUV e una Golf, quattordici tornanti in salita fatti a velocità di ciclista stanco, che se no gli ammortizzatori toccano il fondo corsa e le gomme grattano il parafango.

Arrivammo appena appena in tempo per quello che ci aspettava: la cena in piazza preparata per l’evento dall’Agenzia turistica, le premiazioni, i discorsi, e il clou, la presentazione del torneo triangolare a inaugurare il nuovo campo, e delle due squadre ospiti. «Ai massimi livelli europei!», avrebbe detto il sindaco al microfono, e giù applausi su di noi, schierati in piedi e in divisa sociale e le facce ebeti dietro bottiglie svuotate e avanzi di dessert, magari sotto i fari della TV locale. Continua a leggere