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La parola ai poeti. Rossella Pretto

Nell’ultimo capolavoro di Cormac McCarthy, Stella Maris, durante il lungo, affascinante, astruso dialogo in più sedute con il dottor Cohen, suo psichiatra curante, Alicia Western afferma che nell’essere umano è connaturato il senso della giustizia, e che l’idea di giustizia e l’idea di animo sono forme diverse dello stesso pensiero.
Nascendo, il bambino piange e protesta (al contrario dell’animale che soggiace al pericolo e dunque non si espone all’artiglio segnalando la propria posizione). Il bambino protesta per la rottura del patto, di ciò che doveva essere e non è, cerca di articolare dissenso, rabbia, il supplizio, e così facendo sancisce l’opposizione al mondo.
C’è, però, una tenue fiammella di speranza in lui, perché chi protesta e si arrabbia per la cacciata dall’Eden ancora crede che le cose possano essere modificabili altrimenti la rabbia si trasformerebbe in dolore, immobilità, disperazione.
E mutismo.
Tutto ciò che la poesia non è. O non è nello scontro tra spazi, pieni e vuoti. Tentando cade, ma nel cadere lascia traccia: parole sfarinate che testimoniano – ci provano – il passaggio e il farsi anima di chi le scandisce e in quel suo dire crolla. Sonoramente. Continua a leggere

Rossella Pretto, La vita incauta

a cura di Alberto Fraccacreta

Glasgow

 

C’è un’aria di ferro nell’alba fredda che tenta di farsi largo tra le strade bagnate di Glasgow. Devo raggiungere la sua tomba, quella che si dice sia la sua tomba. A Iona, St. Columba Abbey, estrema propaggine scozzese. Al di là di Oban, al di là dell’isola di Mull, dopo lo stretto braccio di mare che lambisce Fionnphort. 

Scesa dall’albergo, ho raggiunto il bus che mi ha portato a Queen Street Station. Non sono entrata da George Square su cui si affaccia l’imponente ed elaborato municipio di Glasgow progettato dall’architetto William Young, ma da Dundas Street, una stradina abbastanza stretta e occupata dai lavori in corso in cui sfioro il buongiorno di alcune persone che emettono piccole nuvole di fumo denso. Continua a leggere

Sfiorendo

Pretto
di Rossella Pretto

La vedo, un giorno, fare capolino nella vetrina di un negozio.
Bella nella sua fissità.
Immagine di donna che oltrepassa il tempo.
Non resisto. Seguo l’impulso di fermarmi e tornare un pochino indietro: giusto qualche passo per dare una sbirciatina dentro. Le lancio sguardi impertinenti ma così, girando gli occhi all’intorno quasi senza farmene accorgere. Come se non fosse lei l’oggetto del mio desiderio.

– Desiderio immediato puro e fulmineo.
Che non lascia dubbi-.

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