“Il mare immobile”, di Valentina Ferri

Recensione di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli

Un sogno di vacanze passate, un incubo affiorante d’infanzia rubata. Il mare immobile di Valentina Ferri (Galaad Edizioni) è un romanzo che si potrebbe definire di de-formazione. Racconta la storia di una bambina di dieci anni, Lia, che negli anni Settanta va in vacanza in Toscana con la mamma e le sorelle più piccole, ma si porta dietro, e dentro, tutto un mondo di ricordi e sensazioni da incubo. La scrittrice evidenzia molto bene i sottili passaggi del suo tormento, che si manifestano nei suoi nervosismi, nei non detti e nelle tensioni sempre latenti e a tratti affioranti nel rapporto con la madre, donna molto bella ma riluttante al contatto e alla dolcezza.
Poi viene fuori, un frammento dopo l’altro, il boccone caldo ingoiato e rimasto in gola: il contatto improprio e strisciante con un finto amore, frutto dell’inganno di un adulto, che viene perfettamente descritto dal punto di vista della giovanissima protagonista.
Ma Il mare immobile non è solo una storia di violenza e un racconto di dolori intimi. È anche un pallido scorcio di speranza; pallido ma reale. E la speranza è che l’innocenza, sia pur violata, non perda la sua forza di fecondare il mondo; che quel mare non resti per sempre – nelle parole di Lia, che descrivono un suo sogno – “una pellicola (…) incollata come una maschera”, che ricopre la superficie del mare e che lei non riesce a perforare, per poter finalmente nuotare. Ce lo dicono i momenti di gioco e di spensieratezza che la bambina ancora sa vivere con le sue amiche, il desiderio di ritrovare il contatto con la sabbia, il salmastro e tutti i desideri impastati di sole che la costa toscana sa regalare.
In questo c’è molto amarcord, che, se vogliamo, accomuna il romanzo a tanta produzione letteraria italiana minimalista e ambientata in contesti provinciali, che a volte scade in un’ottica rassegnata e ripiegata sulle “piccole cose”. Qui però questo rischio viene scongiurato. Si entra invece sul terreno di una ricerca che non è puramente nostalgica, ma psicologica, direi quasi regressiva, fino alla scoperta della fonte della sofferenza, senza la quale non ci può essere un’autentica rinascita.
Quell’Italia di allora, ricordata e forse rimpianta, insomma, fa anch’essa parte del problema. Viene da chiedersi se quella di oggi, da cui la memoria cerca le risposte, faccia parte della soluzione.

Valentina Ferri, giornalista, attrice teatrale e musicista, è nata a Milano e vive a Pavia. È autrice del saggio La ineluttabile modalità dell’udibile. Allusioni e strategie musicali nell’Ulisse di James Joyce (Deainedi, 2004). Ha collaborato e scrive su diverse testate femminili, periodici musicali e pagine di cultura (tra cui «Famiglia Cristiana», «Donna Moderna», «Confidenze» e «Il Domenicale»). Il mare immobile è il suo romanzo d’esordio.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

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