di Ezio Tarantino
4. Il segreto, il perdono, la giustizia
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Di tanto in tanto, sulla stampa, escono nuovi casi di abusi, silenzi, ritardi, omertà. In Belgio, in Germania, in Irlanda, in Brasile.
Cosa ha fatto e cosa sta facendo la Chiesa per far fronte a questo stillicidio mortificante e apparentemente infinito di accuse? E perché sono così frequenti? E come li giustifica? Come se li spiega?
Fra parentesi: comincia la parte per me più difficile dell’inchiesta: ho come la sensazione che, a partire da ora, me la dovrò cavare da solo; lasciati i compagni di cordata all’ultimo campo-base proseguo in solitaria, senza il conforto della cronaca, delle opinioni condivise. L’ho detto sin dall’inizio: il mondo cattolico, se e quando si è espresso, lo ha quasi sempre fatto schierandosi, come in un derby, a difesa del Papa, come se fosse un referendum pro o contro Benedetto XVI (e dico “quasi” solo perché ritengo improbabile che qualche voce critica ci sia stata: io però non l’ho trovata). Ora rimango, da una parte, con la tentazione di un “noi” di cui non conosco l’estensione, di un plurale generico senza volto (“i cattolici”), della cui solidarietà implicita mi prendo la responsabilità al buio ignorandone la misura; e dall’altra con la consapevolezza di non poter contare più sulla adesione morale di chi non si sente ed effettivamente non fa parte della Chiesa e molti aspetti intrinseci all’appartenenza non può ovviamente sperimentare.
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