Anna Bertini, Il tema di Ethna (Arkadia, 2025)
Forse non è un caso se ho finito di leggere questo libro e ho scritto la prima stesura di questa recensione durante il mio recente volo verso la Florida per alcuni incontri universitari, mentre ero sospeso tra due continenti. Il tema di Ethna di Anna Bertini è il secondo romanzo della scrittrice toscana edito da Arkadia dopo Le stelle doppie (del 2020). La storia qui raccontata è anch’essa, infatti, sospesa tra molti mondi, ma principalmente tra due, l’Irlanda e l’Italia – cosa che mi trova quanto mai in linea, dato che la verde isola è per me, spiritualmente, una seconda casa.
La vicenda narrata è quella di Ethna Sarfatti, figlia di Enzo, un tipografo italiano (e in seguito professore d’inglese) emigrato a Dublino negli anni ’30 (ma figlia solo sul piano legale, perché biologicamente era nata da un irlandese scapestrato, Jeffrey, che ben presto avrebbe abbandonato sua madre Lora). Ethna (pronunciato “Enna”) è una violoncellista e compositrice che si fa strada nonostante il segreto che, a partire dalla confessione di Enzo poco prima di morire, deve portarsi dentro, e che la carica di rabbia e rancore.




