Archivio mensile:Novembre 2020

Il grande passo

Gesù dice a Gabrielle di sforzarsi di pensare la Sua presenza reale. Nei tabernacoli custodisce una quantità immensa di doni, ma nessuno glieli chiede. Prima o poi lasceremo tutto per attaccarci solo a Dio: questo è il segreto. Ogni giorno ci addestriamo al grande passo.

Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio, di Massimiliano Bardotti e Gregorio Jacopini

di Luciana Argentino

Ci sono due cuori pulsanti, due anime vive e profonde nel libro di poesie “Il colore dei ciliegi da febbraio a maggio” (Fara Editore, 2020) scritto da Massimiliano Bardotti e Gregorio Jacopini, ma quello che si dispiega sotto i nostri occhi sfogliandone e leggendone le pagine non è solo un dialogo a due, è un dialogo con l’universo intero e il suo mistero, la sua bellezza e le sue ombre oscure. E’ un dialogo con l’umanità tutta la cui bellezza e la cui ombra  ritroviamo anche in noi stessi e sono espressione vibrante di quell’inquietudine buona che spinge i poeti a scrivere.

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A poco a poco

Bisogna pregare per le anime, avere il desiderio di salvezza di Gesù. Contemplando il Suo volto, attingiamo sempre più precisamente al modello a cui ispirarci, perché siamo Sua immagine. Lui si svela a poco a poco, per non turbarci con qualcosa che può anche apparirci irraggiungibile.

Mia madre non sopporta le installazioni

di Kika Bohr

Ma cos’è un’installazione?

“Ah! Hai fatto ancora un’installazione, lo sai che non mi piacciono le installazioni!” Un gentile rimprovero che suona come quando, da bambina, facevo troppo disordine con i miei giocattoli, magari mischiando vari giochi come gli animaletti dello zoo di plastica, i cubi di legno della sorellina, i vestiti delle antiche bambole della zia e anche qualche elemento del Meccano di mio fratello. Era proprio necessario?
Sì, un installazione artistica è una cosa seria, dovrebbe avere la stessa serietà entusiasta e giocosa (e spesso la stessa complessità) che si nota nei giochi infiniti di alcuni bambini quando non sono davanti alla tele.
C’è in effetti nell’installazione una parte ludica, il “facciamo che…” o “come se…” e combiniamo elementi nello spazio lasciando poi navigare la fantasia come Alexander Calder già faceva col suo circo alla fine degli anni ‘20. (vedi qui o anche qui per la sua storia).

Ma l’arte non è solo fantasia è anche necessità di comunicazione,

Conversazioni di fondo di Charlotte Menin (installazione con oggetti rinvenuti su una spiaggia di Ponza, 2014)


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