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Archivio mensile:Novembre 2020
Confini
Lirico terapia. Giacomo Leopardi, L’infinito. 1

Sono note, ormai, le potenzialità terapeutiche della poesia: esistono, al riguardo, pubblicazioni, laboratori, figure professionali. Questa rubrica intende promuovere un tipo di esperienza similare: trovare, nella poesia, spunti efficaci per lo scioglimento di nodi che rischiano di appesantire o inquinare i nostri stati d’animo. Non si avanzano pretese di scientificità, ma semplicemente di efficacia. Si tratta della verità indimostrabile di valori accreditati dall’esistenza di chi li sperimenta con successo.
Perdono
Giorgio Stella, PERL[E] D’OSTRICH[E] OCCIDENTAL[E]

PERL[E] D’OSTRICH[E] OCCIDENTAL[E]*
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Giorgio stella [Roma oggi] [20 ottobre 2020]
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Alla memoria di nessun figlio
Potrebbe succedere qualcosa oppure potrebbe non succedere niente,
forse è il vento* sul cero votivo a dividere nel ‘nulla il tutto di n e s [s] u n o ’,
questo verso che mi porto appresso nella paura del rimorso della clausura –
[…] […]
Continua a leggereL’eterno presente
È lì
INEDITI di Enrico Giannetto

30 febbraio:
da molte lune ormai
incessantemente sanguinano statue nascoste
sul sipario inavvertito della mente,
ed io vivo soltanto di miracoli
tra farfalle di pietra e sillabe di luce;
il soffio d’uno sguardo
sul vetro meraviglioso del nulla,
il mare delle cose che sognano senza esistenza
formano coralli di nuvole che s’inanellano dentro;
e potrei camminare sull’acqua
come la resurrezione di tutte le morti,
e trascinarmi dietro per sempre
le innumerevoli stelle,
come una tempesta di labbra che sfiorano
il silenzio divino di questo giorno mai nato
Un tipo d’uomo

Un amico giornalista
L’impressione che ormai ho maturato nell’ambito giornalistico (e non solo) – di fronte a una statistica impressionante di casi a cui ho assistito e che mi sono testimoniati – è che si stia procedendo a far fuori proprio un tipo umano. Un tipo d’uomo cioè che ha delle idee, che risponde a un codice interiore, a principi non negoziabili, per il quale l’onore, la dignità, la parola data, la lealtà non sono parole ma valori irrinunciabili.
Una nuova rivoluzione sociale

di Giampaolo Centofanti
La società della ragione astratta tende a svuotare le persone e a irreggimentarle nei ruoli di un apparato che può venire facilmente telecomandato da pochi veri potenti. Questi infatti si servono di gente che ha bisogno di lavorare o ha smania di denaro e di successo per manipolare attraverso i media, la cultura, il popolo. Nella scuola possono esservi molti insegnanti che vorrebbero aiutare davvero i giovani a sviluppare una ricerca personale autentica ma un falso neutralismo voluto dell’istituzione incatena la loro opera.
Bambini

Bambini 7 novembre
Gesù invita Gabrielle a percepire come gli alberi secchi dell’inverno aspettino il fiorire della primavera. Così l’anima aspetta la grazia, si abbandona al flusso dello Spirito, richiamato dal fluire potente della Loira. Bisogna abbandonarsi così, come bambini: perché sempre siamo bambini.
Intervista a Maria Luisa Vezzali


Maria Luisa, vorrei iniziare da un aspetto che credo importante nella tua vita: il tuo essere “ponte”. Lo sei soprattutto come insegnante e come traduttrice. Si tratta in entrambi i casi di un servizio che comporta la capacità di mettersi a disposizione degli altri. Cosa transita su questo ponte a scorrimento bidirezionale?
Continua a leggereCosì grandi

Gesù invita Gabrielle ad affidarsi a Maria, la Madre dolorosa e immacolata, perché molti problemi sorgono a causa dell’orgoglio, e nessuno meglio di Lei può insegnarle la via dell’umiltà. Le chiede di ammettere che, con un Padre, una Madre e un Fratello così, può sentirsi supportata nel cammino terreno. Deve solo curare di non perdere il contatto con doni così grandi.
Silvia Palatini. Poesie

Frühling con frusta
Vieni, allegrezza:
è primavera, e le finestre
aperte origliano
sul mondo.
Se mi distendo
sul giaciglio
familiare
vieni,
il tenue
gesto del corpo
che si posa
conduce con sé
l’amore.
Davvero
“Non capirete comunque”, di Massimiliano Calloni
Recensione di Emanuele Pettener
Massimiliano Calloni, Non capirete comunque
“Ero vivo! Ma non potevo saperlo”. La cosa che più stupisce di questo libro è che non è cupo. Addirittura, a tratti, attraversato da leggerezza e venato d’umorismo. Eppure la storia di Massimiliano Calloni è terribile: dal 2012 convive con la SLA – che diventa quasi un’entità fisica, una “perfida amica”. Così Massimiliano inizia raccontandoci com’era la sua vita prima, quand’era vivo ma non lo sapeva, quand’era un giovane forte che, pur avendo passato un’infanzia “all’insegna dell’insicurezza interiore,” riusciva “a far fronte alle difficoltà sfoderando un impegno fuori dal comune”. Rugbista, poi calciatore, la vita lo sfida subito con un tumore, da cui Massimiliano guarisce ma che forse comincia a formargli quella tempra per affrontare la sfida tanto più dura che l’aspetta. Anche qui, tuttavia, ad alleggerire l’atmosfera d’ospedale, la prima di una luminosa galleria di figure femminili: Valentina. Le donne attraversano l’intero racconto, presenze dolci, calde, che Massimiliano ama ritrarre nei dettagli. Fra queste spicca Margherita, “la donna che mi ha cambiato, rendendomi un uomo migliore … Lei che ha saputo toccare gli accordi giusti di un pianoforte che sembrava irrimediabilmente stonato”. È una storia serena, la loro, spensierata – una bella foto li ritrae sorridenti a Minorca nell’estate del 2008 – che finisce quasi naturalmente quando Margherita si trasferisce in Sicilia: “Oggi lei fa il magistrato a Catania e con cadenza quasi mensile viene a Mogliano da sua madre Giusy e riesce sempre a dedicarmi parte del suo prezioso tempo per aiutarmi, o per farmi compagnia.
Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 22
In abbondanza
Ilaria Palomba, “Città metafisiche”
Recensione di Francesco Improta
Ilaria Palomba, Città metafisiche, Edizioni Ensemble 2020

Dinanzi a questa silloge, pubblicata da Ensemble (12€), sono rimasto folgorato ed esterrefatto. Folgorato dalla bellezza di questi versi, dalla luce abbacinante che emana da essi ed esterrefatto dinanzi alla loro perfezione. Tralasciando alcune prove giovanili (I buchi neri divorano le stelle) questa è la terza raccolta di poesie di Ilaria Palomba dopo Mancanza e Deserto e ne costituisce il suggello e al tempo stesso, come dice Gabriele Galloni nella bella e succinta prefazione, l’apertura verso nuovi orizzonti. La Palomba ha raggiunto un livello di concentrazione e di condensazione lirica difficilmente immaginabile. Ciò che di composito e di farraginoso l’urgenza del dire portava con sé viene qui completamente accantonato o si scioglie magicamente in un dettato lirico di straordinaria efficacia e resa artistica. Questa silloge nasce da un processo di prosciugamento e di politezza. Eliminato, come ho già detto, tutto il superfluo, prevalgono la brevitas alessandrina e al contempo la condensazione ungarettiana. Splendida sintesi di antico, nel senso di classico, e di moderno, che non può e non deve meravigliarci, vista la padronanza con cui maneggia coppie opposizionali e a livello concettuale e a livello figurativo.
Continua a leggereStefania Onidi, Archivio del bianco

Stefania Onidi – Archivio del bianco (Terra d’ulivi Edizioni, 2020)
di Fabrizio Bregoli
“Si viene al mondo senza intenzione”: si apre con questa affermazione perentoria la raccolta di Stefania Onidi, rimarcata dopo con una citazione da Mark Strand: “Not the life you wanted. / Not the life you had.” L’autrice ci pone immediatamente di fronte a una parola poetica lapidaria che tutto cerca tranne di essere equivoca; una parola allusiva ma al tempo stesso circostanziata, mai imprecisa o vaga. La scelta formale di Stefania Onidi punta soprattutto su componimenti brevi o brevissimi, in cui avviene un processo molto spinto di sottrazione semantica e di concentrazione verbale, con un verso libero spesso molto breve ma intercalato da misure più ampie con funzione esplicativa o per mettere a fuoco dettagli: tuttavia non c’è nessun intendimento ermetico né orfico, piuttosto una forma di reticenza che solo a sprazzi sente il bisogno di palesarsi, più spesso propende per eloquenti omissioni.
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