Archivio mensile:Novembre 2020

Frammenti di Cinema # 33

I disaster movies sono uno dei generi più esplorati dal cinema, almeno a partire dalla metà degli anni ’70. E’ probabile che la crisi petrolifera ed economica, più che la guerra fredda, abbia influito sulle paure apocalittiche degli spettatori e così sulla scelta dei registi e dei produttori di esorcizzarle assecondandole. In realtà, il primo film di genere è La distruzione del mondo (Deluge, Il diluvio) diretto nel 1933 Felix E. Feist. Sono trascorsi, però, appena quattro anni dal il Crack del 1929. Tratto da un romanzo inglese del 1928 racconta la fine del mondo a causa di una serie di disastri naturali. Nel 1973 George A. Romero, vero e proprio padrino di questo filone, lo inaugura (altri considerano Airport ’70 il primo film del genere, ma non si tratta di un disastro “collettivo”) con La città verrà distrutta all’alba (The Crazies). A causa di un incidente, il Trixie, un’arma batteriologica che fa impazzire gli esseri umani inducendoli alla violenza, si diffonde nell’ambiente mettendo in pericolo la vita degli abitanti. Il film che, però, ha consacrato il genere, è Meteor (1979) diretto da Ronald Neame, con Sean Connery e Martin Landau tra i protagonisti. Questa volta siamo in piena “guerra fredda” ma le due super-potenze mettono in comune i loro sforzi per impedire, grazie al lancio di missili, la collisione con la terra di un asteroide. La fonte del film, direi non a caso, non è un romanzo di fantascienza ma un vero progetto sperimentale, chiamato Project Icarus.

Continua a leggere→

Riccardo Ferrazzi recensisce Mascarò, di Haroldo Conti

“Mascarò” è, dopo “Sudeste”, il secondo romanzo di Haroldo Conti che appare per i tipi della casa editrice Exorma. 

È l’ultima fatica letteraria di Conti che, non molto tempo dopo averla conclusa, fu sequestrato dai sicari del dittatore Videla, giunto al potere con un colpo di stato, tragico contraccolpo alla discutibile gestione di Juan Domingo e Isabelita Peron.

Al testo del romanzo è opportunamente premessa una prefazione di Gabriel Garcia Marquez: spoglia, giornalistica e proprio per questo impressionante cronaca degli ultimi giorni di libertà per Conti e la sua famiglia, seguiti da una desolante trafila di indiscrezioni filtrate attraverso il vergognoso silenzio sulle torture e sulla morte inflitta allo scrittore. 

Continua a leggere→

Buona lettura 25: “Non finirò di scrivere sul mare”, di Giuseppe Conte

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

—

Un viaggio fonte di visioni, avventure, ricordi. Un modo di vivere il mare che diventa possibilità di tempestiva e sottile consonanza con le reazioni interiori di chi ne scopre i molteplici impulsi.

Il mare, “l’amico immenso della luna”, “libero per i liberi” e “preghiera degli innocenti”, mare “sirena” e mare “amore”, mare “sacro”, “divino”, “padre e madre”, “altare”, “ossessione”: una fecondità di scambi prodotta dal ritmo delle vicende ondose, capaci di distrarre dal silenzio e di continuare senza interruzioni tra i malinconici affanni del poeta che tenta di carpirne i segreti, le vibrazioni interne del figlio che ricorda l’infanzia, le ansie dolci e amare di chi vorrebbe veder esaudite le proprie preghiere.

Perché è la potenza di ispirare finemente i diversi stati d’animo che rivela quanto sia profonda la penna di Giuseppe Conte in Non finirò di scrivere sul mare (Mondadori).

Continua a leggere→

Cio che è

Sarebbe bello se in ogni cristiano si vedesse Gesù Cristo: se ognuno trasmettesse l’esperienza che di Dio fa nella sua vita. Niente sarebbe d’ostacolo alla gioia: anche il dolore si trasformerebbe, tutto diventerebbe ciò che è.

Nothing is far di Robert Francis ( USA, 1901-1987)

Nothing is far

Though I have never caught the word
Of God from any calling bird,
I hear all that the ancients heard.

Though I have seen no deity
Enter or leave a twilit tree,
I see all that the seers see.

A common stone can still reveal
Something not stone, not seen, yet real.
What may a common stone conceal?

Nothing is far that once was near.
Nothing is hid that once was clear.
Nothing was God that is not here.

Here is the bird, the tree, the stone.
Here in the sun I sit alone
Between the known and the unknown. Continua a leggere→

Riccardo Ferrazzi, Essere e tempo

 

    Scoprii di essere uno scherzo di natura il giorno del mio diciannovesimo compleanno. A dir la verità, non posso escludere di aver commesso qualche stranezza anche da bambino, magari per evitare uno scappellotto o un’indigestione o una caduta dal sesto piano; ma di queste eventuali esperienze non ho ricordi. Non so che dire: può darsi che la mia facoltà non fosse ancora sviluppata. Ciò che non dimentico è l’inizio di una strada che, ormai, ho percorso troppe volte avanti e indietro.

Continua a leggere→

Andrea legge nel tubo: “Le parole sono pietre” di Carlo Levi.

Le ‘letture’ di Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi vi proponiamo una sua video-lettura dal titolo Le parole sono pietre di Carlo Levi.

La lettura, uscita a metà maggio del 2020, è ancora una volta, come sempre quando si ha a che fare con i “classici” di grandissima attualità.

Buon ascolto!

Lirico terapia. Giovanni Giudici, La vita in versi

Metti in versi la vita, trascrivi

fedelmente, senza tacere

particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

Ma non dimenticare che vedere non è

sapere, né potere, bensì ridicolo

un altro voler essere che te.

Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano

complicità di visceri, saettano occhiate

d’accordi. E gli astanti s’affacciano

al limbo delle intermedie balaustre:

applaudono, compiangono

entrambi i sensi 

del sublime – l’infame, l’illustre.

Inoltre metti in versi che morire

è possibile a tutti più che nascere

e in ogni caso l’essere è più del dire.”

Continua a leggere→
1
2

Identità

Desiderare Dio come un torrente si precipita nel mare: percepire il bisogno folle di perdersi in Colui che si ama. Non è questo l’amore? Non temere la propria miseria, perché è questa che il Cristo abbraccia con la Sua misericordia. Confidare nell’infinito come nel proprio ambiente naturale, nella rivelazione della propria identità.

Piccolo Magnificat, di Giampaolo Centofanti

Seconda Ave Maria

Sempre la sera quando scende la tua pace

domando che sia del mondo che non spera.

Potenti affannati a dominare gente

che cerca solo una vita più serena.

Oh Signore, tu sai perché permetti

queste cose, questi dolori, queste ferite

astruse. Quando le cose semplici e buone?

Quando la fede coltivata a scuola,

pure lo scambio col pensare altro?

Lasciateci campare, siamo stanchi.

Viene la sera, ogni voce si fa eco distesa,

si quieta il campo di girasoli, il faggio riposa.

Fuma il comignolo del casolare nella tenue rossastra

luce diffusa. E l’allodola dal nido ai margini del bosco

canta che questa vostra vita non è vera.

***

Continua a leggere→

Poesía contra el bloqueo

Poesía contra el bloqueo — Oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a Cuba e Venezuela, a cura di Geraldina Colotti, Gabriele Frasca, Lucidi, Argolibri, 2020, €5.00, versione ebook

L’ebook è disponibile per l’acquisto da questo sito o su tutti gli store online.
I proventi delle vendite saranno usati per aiutare le popolazioni di Cuba e Venezuela, impoverite dal blocco economico.

Poesia contra el bloqueo — Oltre cento voci cubane, italiane e venezuelane contro il blocco a Cuba e Venezuela
Con muy diversas voces la poesía italiana se posiciona a favor de una postura radical contra el bloqueo económico, financiero y comercial del imperio norteamericano contra Cuba y Venezuela, mantenido y recrudecido incluso en plena emergencia sanitaria de la Covid,  simplemente porque son dos países disidentes que resisten la embestida del capital y del modelo único que se quiere imponer a escala planetaria. Las dos naciones latinoamericanas ni responden  a los parámetros del capitalismo sin salida en el que nos encontramos sumidos, y del cual por su precaria visión del ser humano como algo desechable, ahora corremos el riesgo de morir.  El encuentro con la poesía cubana y venezolana hace de este eBook, una expresión  de lo que debe ser el diálogo entre pueblos que aunque diferentes, independientemente de credos filosóficos, políticos, religiosos o ideológicos se encuentran unidos en una misma lucha por la paz,  la justicia y la preservación de la vida en la tierra, empeñados en ejercer su derecho a elegir su propio destino como pueblos, naciones y culturas.

La poesia italiana si schiera con tante voci diverse per una presa di posizione forte e radicale contro il blocco economico, mantenuto persino in piena emergenza Covid, imposto a nazioni come il Venezuela e Cuba semplicemente perché non corrispondono ai parametri del capitalismo senza scampo nel quale siamo immersi, e del quale rischiamo oramai di morire. L’incontro con la poesia cubana e quella venezuelana fa al contrario di questo eBook un esempio di quello che dovrebbe essere il dialogo fra i popoli.

I proventi delle vendite saranno usati per aiutare le popolazioni di Cuba e Venezuela, impoverite dal blocco economico.

Continua a leggere→

In dono

Pregare è rientrare in se stessi. Il Cristianesimo non è una morale, un ritualismo, una delle tante stampelle usate per provare a stare in piedi. Il cristianesimo è essere se stessi, toccare il nucleo incandescente della propria persona. È essere vivi, e donare la vita ricevuta.

Poesia italiana del XXI secolo

Domenico Cipriano è nato nel 1970 a Guardia Lombardi (AV), vive in Irpinia. Vincitore del premio Lerici-Pea 1999 per l’inedito, ha pubblicato: Il continente perso (Fermenti, 2000, premio Camaiore opera prima), Novembre (Transeuropa, 2010, rosa finalista premio Viareggio), Il centro del mondo (Transeuropa, 2014), November (edizione bilingue a cura di Barbara Carle, Gradiva Publications, New York, 2015) e L’Origine (L’arcolaio, 2017). Nel gennaio 2020 è stata pubblicata l’antologia La grazia dei frammenti (poesie scelte 2000-2020) (Giuliano Ladolfi editore, 2020). Ha collaborato con vari artisti e ha realizzato il cd di jazz e poesia JPband: Le note richiamano versi (Abeatrecords, 2004). Guida la formazione di musica e poesia “E.VERSI jazz-poetry”. In questi giorni è nato lo spazio YouTube PAROLE NECESSARIE dalla collaborazione con il chitarrista Alessandro Cataldo. Presente in riviste e antologie, è redattore della rivista “Sinestesie. ”

Continua a leggere→

In me

Senza Gesù non possiamo far nulla. È così difficile capirlo? Si inizia a vivere comprendendo questo, perché Lui comincia a vivere in noi, a compiere il miracolo della trasformazione radicale. Nel momento della morte ci sarà il massimo sforzo; allora sì potremo dire con san Paolo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me.

I vestiti nuovi dell’imperatore Lpels, ovvero la nostra nuova livrea!

 

Abbiamo cambiato l’aspetto ? e forse anche un pochino di sostanza comunicativa! ? di questo sito, speriamo che vi piaccia!

Giovanna ha fatto notare quanto fosse macchinoso navigare tra le nostre pagine, e dalla sua idea è nata una task force capitanata dal Grande Capo Fabrizio, con il genio di WordPress Francesco, l’immancabile Antonello e anche io. In quattro e quattr’otto abbiamo scaravoltato un po’ tutto, ma i contenuti restano gli stessi. E soprattutto, abbiamo ancora da fare delle modifiche, che speriamo lo renderanno ancora più leggibile, trasparente e bello!

Restate qui con noi, come al solito ??

Lirico terapia. L’infinito. 2

Interminati spazi, sovrumani silenzi, profondissima quiete. In questi tre aggettivi si coglie il superamento dell’individuo, dell’io. La persona è se stessa quando trova, in sé, qualcosa che la supera. Solo trascendendosi scopre il senso della vita. È il bivio fondamentale, la scelta tra l’egoismo e l’amore. L’egoismo è il ripiegamento sul proprio interesse, che spegne lo spirito; l’amore è la porta aperta su uno scenario infinito, che ci sorprende sempre. È qui la radice della meraviglia, da sempre considerata il presupposto della vera conoscenza. 

Continua a leggere→