Archivi autore: robertorossitesta

Provocazione in forma d’apologo 43

Era una sera di tardo autunno, non fredda e non buia, anche se il cielo era tutto coperto. Dopo la cena in famiglia, coi genitori e i fratelli, Esse si ritirò nella sua stanza provando a ripassare le materie di cui il giorno seguente avrebbero potuto interrogarlo. Ma la sua mente vagava. Da mesi, dapprima di rado e sommessi, poi sempre più forti e frequenti, venivano a tentarlo dei pensieri che Esse si sforzava d’ignorare, isolandoli in un contenitore (che sperava stagno) di calcolata indifferenza e di altri pensieri, altri pensieri qualsiasi, non importa se futili.
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Provocazione in forma d’apologo 42

Cocca Birba è una gallinella bianca, filosofa itinerante. È convinta d’essere apprezzata per le idee che espone con fervore e non per le uova né per le carni, che in un giono non lontano allieteranno una mensa festiva. In questo assomiglia molto alla sua amica Elle, che in cambio di nulla le dà un riparo e la nutre. Anche Elle è convinta d’essere stata ambita non per la sua eleganza e avvenenza, ma per la sua intelligenza e facondia. Naturalmente sbaglia, come le fa notare Erre, l’unico che invece di telefonarle di tanto in tanto le sta vicino sempre, innamorato dei suoi ricordi struggenti e del suo forte carattere.
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Provocazione in forma d’apologo 41

Quando Erre portò a casa la scaletta di legno scuro per salire ai piani alti della sua libreria vide che si adattava a una piccola nicchia del muro in un modo davvero perfetto, ben più di quanto a prima vista gli fosse parso, e di quanto avrebbe potuto sperare.
Anche quando finalmente si conquistò a prezzo ridicolo un’ottima copia del dizionario in oltre venti grossi volumi che desiderava da anni dovette constatare che entrava perfettamente nel solo spazio continuo che i suoi scaffali presentavano in basso, unica collocazione possibile dato il peso dell’opera.
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Provocazione in forma d’apologo 40

Nemmeno in gioventù la donna aveva avuto molte forze; ed ora, con gli anni, anche quelle poche scemavano. Per di più lei le dedicava soprattutto alla cura scientifica dei suoi ninnoli, e di uno in particolare, lasciatole dal padre, il quale le diceva sovente che quell’oggetto aveva bisogno di attenzioni speciali.
Così la donna trascorreva il suo tempo nella manutenzione dei ninnoli, catafratta in una tuta e maneggiando strumenti che la facevano rassomigliare a un extraterrestre; per il ninnolo del padre, poi, periodicamente convocava consulti d’esperti che davano pareri, operavano interventi, rilasciavano e incassavano parcelle.
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Provocazione in forma d’apologo 39

Non offendetevi, non mi guardate così, non è per superbia che non voglio più scendere. Il fatto è che anche volendolo non potrei. Il fatto è che con tanta fatica ho imparato un mestiere tanto innaturale; e adesso la sua natura artificiosa, tanto lontana da quella di tutti, si è imposta, si è sovrapposta alla mia, che era un tempo come quella di uno di voi; e oramai mi riesce di fare soltanto ciò che ai più è impossibile, anzi, persino impensabile: le cose quotidiane, normali, mi sono precluse, per sempre. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 36

Un tale entra in una grande e bella casa per chiedere la mano della figlia del padrone. Gli viene rifiutata. Allora corteggia la cuoca. Riceve un mestolo sulla testa. Allora palpeggia la serva. A quel punto viene giustamente cacciato. Uscendo dalla casa nota un ombrello abbandonato in un angolo. Facendo spallucce lo prende e se ne va. Almeno non a mani vuote.
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Provocazione in forma d’apologo 33

Ben oltre il mezzo del cammin della sua vita, un bel giorno Erre entra in una chiesa, come da quasi quarant’anni non faceva, se non per qualche matrimonio o funerale, e si mette in piedi vicino alla porta: tanto impone il suo peccato, magari non enorme ma irremissibile in terra.
Da quel giorno Erre torna quotidianamente in quella chiesa per la prima Messa, e trascorrono gli anni.
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Provocazione in forma d’apologo 32

Il naufrago, attaccato alla sua tavola, sfiduciato, sfinito in tutte le membra, sta per lasciarsi andare.
A un tratto quattro braccia, appena meno sfinite delle sue, lo afferrano, lo tirano a bordo di una scialuppa.
Sulla scialuppa una dozzina di naufraghi come lui, anche se di un altro naufragio; anche loro agli stremi; alcuni remano con gesti lenti e grotteschi da ubriachi, o da figure di sogno; altri con gesti analoghi, usando i loro berretti, vuotano fuori bordo acqua: perché la scialuppa è danneggiata, e gravemente: chissà per quanto tempo potrà ancora procedere senza affondare.
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Provocazione in forma d’apologo 31

Un venditore ambulante arriva in una cascina dove abita una donna sola. Lei non compera nulla ma lo invita a restare per la cena e la notte. Nella notte lei prova ed assaggia la merce di lui ma non riesce a decidersi. Al mattino lui riparte dicendo che tornerà al termine del suo giro, fra un mese o due. Lei ribatte che è meglio si ripresenti prima, fra una settimana o due al massimo. Lui promette che se potrà lo farà.
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