Archivi categoria: Interzona
Pasolini parla di Cesare Pavese. Intervista di Franco Contini del 1972 (Interzona)
Antonio Pizzuto e il romanzo Ravenna (Interzona)
“Se questo è un uomo” di Primo Levi (radiodramma 1964)
Intervista a Salvatore Quasimodo (Interzona)
Pier Paolo Pasolini intervista Ezra Pound (Interzona)
Tre interviste a Natalia Ginzburg [Ti ho sposato per allegria & intervista del 1964 & su Elsa Morante] (Interzona)
Castelporziano 1979. L’estate dei poeti (Interzona)
Intervista a Raffaele La Capria (Interzona)
Raffaele La Capria (Napoli, 3 ottobre 1922) è uno scrittore, sceneggiatore e traduttore italiano. Autore di Ferito a morte, si è imposto come una delle voci più significative della letteratura italiana del secondo ‘900.
Eduardo De Filippo: l’Arte di invecchiare (Interzona)
Eduardo De Filippo, noto anche più semplicemente come Eduardo (Napoli, 24 maggio 1900 – Roma, 31 ottobre 1984), è stato un drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta italiano.
Giovanni Raboni. Intervista 2003 (Interzona)
Giorgio Caproni: Legge le sue poesie e si racconta 1969 & Oltre la parola & Cos’è la poesia (Interzona)
A cosa servono i poeti [E. Montale, A. Zanzotto, A. Gatto, S. Penna, G. Ungaretti] (Interzona)
L’amicizia fra Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini & Moravia parla di Pasolini (Interzona)
Carlo Emilio Gadda: la memoria, gli scrittori che ho conosciuto (Interzona)
Intervista a Sciascia, Bufalino e Consolo del 1983 & “Una civile inquietudine”: intervista a Gesualdo Bufalino (Interzona)
Intervista a Primo Levi [1984] (Interzona)
Intervista a Primo Levi del 1984 (fascismo, Auschwitz, ritorno a casa, la vita, l’umanità, la memoria)
Dove va la poesia? di Renato Barilli [1979] (Interzona)
Dal programma “Duepersette” a cura di Bruno Modugno. Fotografia di Giulio Albonico, montaggio di Gino Bartolini, regia di Paolo Brunatto. Con Victor Cavallo, Franco Cordelli, Maurizio Cucchi, Cesare Viviani, Antonio Porta. 1979
Sinisgalli, il poeta ingegnere (Interzona)
Leonardo Rocco Antonio Maria Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981) è stato un poeta, saggista e critico d’arte italiano. È noto come Il poeta ingegnere o Il poeta delle due muse, per il fatto che in tutte le sue opere ha sempre fatto convivere cultura umanistica e cultura scientifica. Per la sua versatilità è stato definito “un Leonardo del Novecento” in quanto è stato narratore, pubblicista, direttore artistico, direttore di riviste, documentarista, autore radiofonico, disegnatore.
Migrazione, la civiltà come arte della fuga
[ripubblico un articolo dello scrittore Consolo, già pubblicato sull’Unità del 18 settembre 2007, perché mi sembra di grande attualità e perché mi sembra dotato di una notevole e larga prospettiva. a.s.]
di Vincenzo Consolo

Il muro di acciaio che venne eretto a Padova nell’agosto del 2006 per dividere il quartiere degli immigrati dalle zone residenziali
Mondo globale. La storia e il mito insegnano: sono sempre i fuggiaschi a creare nazioni e culture. Il Mediterraneo coi suoi millenari movimenti migratori lo dimostra. E gli italiani, popolo migrante, dovrebbero capirlo piu’ degli altri. Achei, dori, italioti furono tutti popoli esiliati ma capaci di costruire nuovi mondi e nuovi assetti di convivenza etnica. L’esempio dell’Islam in Sicilia a partire dal IX secolo d.C. Una fioritura davvero prodigiosa che lasciò tracce indelebili. Tutta la storia moderna della penisola dopo l’Unità fu segnata dallo sradicamento di milioni di individui trapiantati altrove.
Addio città
un tempo fortunata, tu di belle
rocche superbe; se del tutto Pallade
non ti avesse annientata, certo ancora
oggi ti leveresti alta da terra.
(Euripide, Le Troiane)
Presto, padre mio, dunque: sali sulle mie spalle,
io voglio portarti, né questa sarà fatica per me.
Comunque vadan le cose, insieme un solo pericolo
una sola salvezza avrem l’uno e l’altro. Il piccolo
Iulio mi venga dietro, discosta segua i miei passi la sposa.
(Virgilio, Eneide)
Questi versi di Euripide e di Virgilio vogliamo dedicare ai fuggiaschi di ogni luogo, agli scampati di ogni guerra, di ogni disastro, a ogni uomo costretto a lasciare la propria città, il proprio paese e a emigrare altrove. Sono dedicati, i versi, agli infelici che oggi approdano, quando non annegano in mare, sulle coste dell’Europa mediterranea, approdano, attraverso lo stretto di Gibilterra, a Punta Carmorimal, Tarifa, Algesiras; approdano, attraverso il canale di Sicilia, nell’isola di Lampedusa, di Pantelleria, sulla costa di Mazara del Vallo, Porto Empedocle, Pozzallo… La storia del mondo è storia di emigrazione di popoli – per necessità, per costrizione – da una regione a un’altra. Continua a leggere
