
Gesù desidera che lo pensiamo. Invita Gabrielle a provare dolore nel caso passasse un giorno senza farlo. Ricordando che Lui soffrirebbe ancor di più.

Anche queste parole che il Cristo rivolge alla Bossis conviene riportarle per intero.
Amo i bambini. Sono Io che ho posto nella loro anima sentimenti squisiti: sono gli stessi sentimenti che bisogna portare con sé attraverso la vita. Sono parte di Me. E amo tanto ritrovarli in voi divenuti uomini! Fiducia senza limiti, docilità, sete di Gesù, candore e purezza, abbandono totale, sguardo limpido. Riprendi la tua anima di bambina per donarmela.

Queste parole di Gesù a Gabrielle Bossis posso solo riportarle così come sono, con gratitudine.
Tu non Mi senti sempre allo stesso modo, ma l’oscurità non ti impedisca di camminare. Diventa umile e cammina fedelmente. Cammina. Tu non Mi vedi. Tu non Mi senti, ma Io sono qui, amore totale che tende le braccia verso te. Nulla sulla terra Mi distrae da voi. Le idee, i pensieri degli uomini sono brevi e Mi si giudica nello stesso modo… Io sono l’Essere stabile, quello che non cambia. Sono la presenza. Sono lo sguardo. Sono Colui che contiene tutto. Sono l’istante così come sono l’eternità. Sono la ricchezza d’amore. Sono Colui che chiama perché voi, senza timore, veniate a gettarvi sul Mio cuore. Io chiamo. Almeno tu, sii la risposta.

Ci stupiamo che Gesù sia stato condannato a morte. Noi non l’avremmo fatto. Contro quelle autorità, religiose e civili, proviamo un senso di rivolta: fossimo stati noi al posto loro, avremmo assolto, anzi, esaltato il Figlio di Dio. Eppure, dice il Cristo alla Bossis, mi condanneresti a una certa morte se, nel tuo spirito, la confusione dei pensieri della terra oscurasse il pensiero di Me.

Il Cristo chiede alla Bossis se sa cosa significhi essere condannato a morte, e a quella morte. La invita ad accettare di morire per la salvezza delle anime (il rinnegamento di sé, così difficile da accogliere). Poi aggiunge che il rumore della croce, nel momento in cui fu conficcata nella buca, fece trasalire di gioia tutte le anime che erano in attesa. La gioia, conclude, non è del mondo: è Mia e dei miei.