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Richieste

Gesù dice a Gabrielle di consolarlo, perché la Sua passione è sempre, e sempre ha bisogno della nostra vicinanza. Le raccomanda le virtù teologali, cui tiene tanto: la fede e la speranza sono i primi gradini dell’amore, che va sempre alimentato, con piccoli sacrifici che lo tengano vivo. Solo l’amore conta. Dice di chiedergli di agire in lei: Lui lo farà.

Aiutare Dio

Gesù dice a Gabrielle che un po’ dell’affetto umano che riceve viene anche da Sua Madre. Per questo raccomanda di avere pensieri teneri per Lei. Poi chiede di aiutarlo a salvare certe anime alle quali vuol trasmettere grazie. Aiutare Dio: una missione straordinaria.

Uniti

Il Cristo dice alla Bossis di chiedere anche le cose impossibili, perché Lui può tutto. L’amore approfitta di questa potenza senza limiti, che si mette a disposizione dei nostri desideri più profondi. Gesù ha sofferto, per questo, tutte le pene, perché in ogni dolore potessimo consolarci, uniti a Dio, partecipi della sua natura, intimi con l’Infinito.

Grazie

Gesù dice a Gabrielle – che ha provato una grande gioia – di ringraziare: Lui non dà soltanto sofferenze, anche se queste sembrano sempre in primo piano. Il nostro grazie gli dà gioia, lo aspetta, non lasciamolo deluso.

Il paradosso

Il giovedì santo è l’invenzione dell’Eucaristia. Gesù immagina di salvare tutti con un mezzo potente, ma vede anche i sacrilegi e le profanazioni: la grande gioia e il grande, solitario dolore. Il paradosso del cuore, anche del Dio Uomo.

Sofferenze

Il Cristo ricorda alla Bossis l’importanza della sofferenza. Le dice che, presa in sé, la natura umana non può amarla, ma la soprannatura se ne impadronisce come uno strumento al servizio del progetto di Dio, e un modo per ottenere grazie che corrispondano alla Sua volontà. Aggiunge che occorre attingere al gran deposito delle Sue sofferenze, a seconda del momento che si vive: quelle dell’infanzia, dell’adolescenza, della vita pubblica. Non bisogna perderne nessuna, perché sono tutte preziose per la nostra vita.

Slanci

Gesù dice a Gabrielle di pensare a Sua Madre che si slancia verso di Lui per aiutarlo, sulla via del Calvario. Non risolve nulla, ma quello slancio, per Lui, è di gran consolazione. Così dobbiamo fare: slanciarci anche nei momenti oscuri, poi sapremo quanta gioia gli abbiamo dato.

Sia sia

Sul mettere alla prova, queste parole di Cristo alla Bossis potrebbero essere definitive.

Vedi, Io vorrei sia non metterti alla prova perché ti amo, sia metterti alla prova perché ti amo e perché tu veda la ricompensa.

Cominciamo noi

Siamo noi che permettiamo a Dio di vivere sulla terra: ciò accade quando gli offriamo ogni nostra azione, quando facciamo tutto insieme con Lui. E così lo rendiamo felice. Gesù dice a Gabrielle: pensa se in tutto il mondo si facesse questo. Sarebbe uno spettacolo per il cielo. Cominciamo da adesso, cominciamo noi.

Il più grande donatore del mondo

Gesù ha un solo, intenso desiderio: darsi. Non si lascia fermare dalla nostra ingratitudine, o dall’indifferenza. Sta alla porta e bussa. Ha bussato anche alla porta di Giuda. Ha bussato e bussa alla nostra. Possiamo rispondergli offrendogli ogni piccola cosa, col sorriso di chi dona al più grande donatore del mondo.

La piccola parte

Gesù dice a Gabrielle di riservargli sempre una parte della soddisfazione: la Sua parte. Vuole entrare nella nostra vita, per farci sentire di quale amore sia capace. Lui da sempre ci pensa, provvede a noi in ogni minimo dettaglio, non ci lascia un momento. Per una piccola prova di fedeltà, ci dona una vita d’amore eterno. Cosa può fare di più? Dunque, facciamo anche noi la piccola parte che ci spetta.

Persino

Gesù conosce la natura umana, perché l’ha creata. È al corrente delle debolezze, delle falle che si aprono, delle contraddizioni che si annidano nel cuore. Eppure ci ama, e raccomanda soltanto di fidarci dell’amore senza limiti che prova, persino, per chi lo tradisce.

Cambiare

Dovremmo accogliere gli altri come se accogliessimo Gesù: con le stesse attenzioni delicate, la stessa cura delle sfumature. Sarebbe un modo sicuro per cambiare il mondo. E, udite udite, anche il modo migliore per cambiare noi.

Comunione

Gesù raccomanda a Gabrielle di abbandonarsi, di confidargli i desideri, di lasciarsi guidare in tutto, per gustare le delizie del Suo amore. E quando lei gli chiede di benedire i momenti di tutta una vita, Lui la esorta a ricordare soprattutto quelli delle umiliazioni, dove Dio si trova meglio: insomma, di restare sempre in comunione con la Sua vita nascosta.

La vittoria

Al disappunto di Gabrielle per la disfatta dell’esercito francese, Gesù risponde: non è meglio conquistare il paradiso, che vincere la guerra? E aggiunge che bisogna essere come bambini molto piccoli che si gettano nelle braccia del papà e, accarezzandolo, gli dicono ti amo.