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C’è


Basta uno sguardo, una parola, per superare la peggiore tentazione: Gesù, ti amo, so che mi sei vicino, aiutami, sono il tuo piccolo! Non abbiamo le forze per schivare il male, per fare da soli; ma con Lui, tutto è possibile. E allora, all’improvviso, ti riempie il cuore di felicità. Semplicemente perché c’è. Sì, Lui c’è.

Lettere d’oro


Gesù ha scritto sulla sabbia, ma ora scrive nel fondo delle anime, con parole di luce e di gioia. Il nostro compito è leggere le frasi, pronunciarle spesso, finché non sostituiscano le espressioni dello scoraggiamento, della tristezza, della rabbia. Ci nutriamo di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, e che si imprime nel cuore come fosse una memoria tutta d’oro, una lettera d’amore indelebile.

Il mendicante


Gesù ama più di noi, perché è l’amore. È affamato più di noi, perché in Lui non c’è alcun impedimento o tornaconto. È il motivo per cui ci fa del bene senza che noi ce ne accorgiamo, con una discrezione inconcepibile. Pensiamo alla fortuna, al caso. Ma è stato Lui, il mendicante, Lui che sta alla porta e bussa. Lasciamoci scappare un grazie, se possiamo.

Dritto al cuore


Aspettiamo tante cose: la laurea, l’amore, la fine del mese. Le nostre attese sono variegate: una partenza, un incontro, il risultato di un’analisi. Eppure, nel Pater, Cristo ha evidenziato l’unica attesa che conti veramente: venga il tuo regno. Questo è il desiderio più profondo, la cui realizzazione possiamo anticipare con la preghiera intensa, la supplica che mira dritto al cuore, sicura di colpire: vieni, vieni, vieni Signore Gesù.

A due


Dio sposa l’anima, se lei lo vuole. Non c’è niente al mondo di più bello di questo. È il motivo per cui il Signore si accontenta anche della buona volontà: il resto lo fa Lui. Quando, da parte nostra, vede l’umiltà attenta, non resiste. E come ci corteggia! Con un ricordo, un pensiero, qualcosa che ci accade. La meraviglia è questa vita a due. Il resto, che conta?

Il caso


Il caso non esiste. Dio predispone ogni aspetto della vita, anche i più indesiderati, perché impariamo a condividere con Lui non solo la gioia, il benessere, il riposo, ma anche il dolore, la battaglia, la croce. L’impresa è diventare rabdomanti, riconoscere la sua volontà, sentire i suoi passi nel giardino, come Adam, l’uomo prima del peccato. Non ditelo a nessuno, ma il caso non esiste. Solo in pochi crederanno che Cristo è onnipresente, onniprovvidente e onniamante.

Big bang


Comincio a capire cosa significhi che Dio, i tiepidi, li vomita, com’è scritto nell’Apocalisse. Lui è tutto fiamme, ardori, e dovremmo vergognarci d’essere così privi di passione, di calore. Chiediamoli, viviamo solo per questo: per accenderci, vibrare, vivere del fuoco dello Spirito.

Cigni


Riparare il passato con Gesù: anche questo è possibile. Unirsi a Lui significa trasformare ogni cosa, toccare con mano che nulla resta come prima. Ci ha dato tutto: perché non ricambiarlo? Perdersi in Lui e ritrovarsi altri, mutati da anatroccoli in cigni.

La festa


Il Cielo si prepara di qua, lodando, amando. È come allestire una festa, creando l’ambiente, abbellendo la sala, con ghirlande di opere buone e tenerezza. È fare guerra ai pensieri cattivi: l’egoismo, dice il Cristo alla Bossis, è credersi un dio. Lui, che era Dio, ha pensato solo al Padre e a noi. Vale la pena unirsi in questa impresa.

Chiesa militante


I santi, in paradiso, glorificano Dio; glorificare sulla terra è cominciare a essere nel Cielo. Bisogna unirsi ai santi per esaltare, alle anime del purgatorio per purificarsi, ai santi sulla terra per combattere. Siamo la Chiesa militante: crediamo per coloro che non credono, amiamo per coloro che non amano. Salvare un’anima è l’impresa più importante.

La famiglia di Dio


Senza Gesù non possiamo far nulla. Per questo ci invita a chiedere lo Spirito Santo, che santifica anche noi. Se mostriamo la nostra debolezza, il Cristo può agire. E lo fa tramite lo Spirito. Impariamo a invocarlo, senza paura di stancarlo, o di stancarci. Siamo fatti per questo. Per essere santi, per entrare nella famiglia di Dio.

Volontà


Se amiamo, non dobbiamo temere nulla da Gesù. Lodiamo la Trinità, da cui tutto proviene, ringraziamo per le minime cose, domandiamo e chiediamo perdono. Preghiamo, anche se viene da fuggire, anche avvertendo un cuore arido: Dio guarda l’intenzione, come un Padre che spia il respiro del bambino.

Un cero


Siamo candele che hanno bisogno di venire accese. Troppe volte ci ritroviamo spenti e cerchiamo di far luce da soli, ingannandoci con scuse sempre nuove: se farò questo, brillerò. Ma c’è un solo modo per brillare: accendersi a Cristo. Proprio “come un cero a un altro cero”, Gesù dice alla Bossis.

Somiglianza


I padri sono felici quando si dice loro che i figli gli assomigliano; così è per Gesù, se cominciamo a essergli simili. Pensiamo al suo amore, liberiamo la fede, la speranza. Liberiamo la Verità che è in ciascuno di noi. Solo così possiamo essere felici.

Aprire


Ricordiamoci di Giovanni il Battista: non aveva nulla, desiderava solo il Regno e il Messia. Tante rinunce e sofferenze, ma Dio lo ha ben ricompensato. Desideriamo Gesù, soltanto Lui; chiediamogli il suo Spirito sicuri che Lui ci esaudirà, perché ama dare, più di ogni altra cosa. Apriamo il cuore, più che possiamo, per ricevere il suo dono.

Pregare troppo


Non dobbiamo temere di pregare troppo. Il Cristo è abbandonato: chi pensa davvero di lasciare ogni altra cosa per seguirlo, sperimentando che è il suo Tutto? Gesù è un “povero amore”, come dice Lui stesso alla Bossis. Trascurato, incompreso, lasciato solo troppe, troppe volte. Ecco perché non dobbiamo temere di stancarlo, non deve sfiorarci in alcun modo il dubbio di pregare oltremisura.

Il Nome


Il Nome di Gesù è miracoloso. È il più potente che esista: Jehshuah, Dio salva. Un nome che guarisce, che consola. Per conoscere la gioia profonda, occorre affidarsi integralmente ad Esso, alla tenerezza di cui necessitiamo, alla salvezza che agisce solo in questo Nome santo e glorioso. Sentiamoci suoi, e nulla ci farà paura.

I tratti che restano


Amiamo la verità naturalmente, perché così Dio ci ha creati. Lui è verità, e al di fuori c’è il nulla del peccato, la perversione che sfigura l’Immagine, la caricatura che perde i lineamenti del Modello. Ogni nostro atto ha un’eco in Cielo o all’inferno: tutto, di là, prende i tratti che restano per sempre.