
L’amore ha il potere di rendere bello anche ciò che non lo è. Dio fa così: ci riveste di luce, arricchisce l’anima di beni, come ne avesse solo per donarceli. Di fronte a tanta generosità, dovrebbe essere consequenziale pensare meno a noi che a Lui: amare è dimenticarsi di sé e perdersi nell’altro.
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Misera et Misericordia
Orbite

Alzo gli occhi versi i monti: da dove mi verrà l’aiuto? Così recita il salmo. È il segreto della vita sulla terra: guardare il cielo. Il Padre è lì, Gesù e lo Spirito, la Madre nostra Maria, sono lì. Perché sprofondare negli affanni di un granello di polvere che gira in un’orbita minuscola dell’universo? La svolta, nella vita, è lasciarsi attrarre nell’orbita di Dio: il suo Regno, la sua gloria. Il resto, che conta?
Chiacchiere

Si parla, si chiacchiera di tante cose. A volte si sparla, si denigra, si irride. Regolarmente, ci sentiamo svuotati: ma insistiamo, come se perdere, fallire, in questo campo, fosse diventato inevitabile. Eppure, se parliamo di Dio, se lasciamo che lo Spirito conduca il discorso, sperimentiamo una pienezza duratura, un anticipo di eternità. Pensiamoci bene, alla prossima occasione.
Il dardo dei serafini

Siamo coscienti di non amare abbastanza, soffriamo per il fatto di non sentire a sufficienza l’amore per Gesù. Dobbiamo dirlo a Lui: guarirà questa piaga, magari, con un’altra sofferenza, quella che chiama, parlando con Gabrielle Bossis, il “dardo dei serafini” . Essere trafitti dall’amore: ecco il dono che ci aspetta. Dovremmo desiderarlo più di ogni altra cosa.
Casa

Dimorare nella misericordia: è lì la nostra casa, la patria a cui davvero apparteniamo. Stare a nostro agio nell’intenso desiderio di Gesù di amare e perdonare. Non c’è pericolo di montare in superbia, di cedere a qualche tipo di arroganza: più entriamo nella verità, più ci illumina su quello che siamo.
Eroi
Semplice
Intenzioni

C’è chi si confida di più, e chi di meno. Qualcuno è chiuso in se stesso, come una fortezza; altri non fanno che rovesciarsi, l’uno sull’altro, un mare di parole. Quello che evitiamo è parlare con Gesù: ci sembra assurdo considerarlo un confidente. Se lo facessimo, la vita cambierebbe, perché nessuno ci ama come Lui. Ma forse il problema è proprio questo: non vogliamo cambiare. Che tutto rimanga come prima.
Un gioco da ragazzi
La domanda
Sorrisi
Lui e io

Io sono amato. Gesù confida alla Bossis che la sua passione è prova dell’altra sua passione, quella che nutre per noi. Dovremmo essere sconvolti da questa coscienza: “Lui e io; sono Io e te: in te”. Questo cambia la vita, e basta crederci: ci sarà fatto così come crediamo. Lui e io: cosa posso mai desiderare, più di questo?
Inseguendo chimere

Dio vuol essere amato: questa verità non smette di stupirci. Aspetta un cenno, un nostro desiderio, anche un minimo inizio di cammino, il resto lo fa Lui. Soffre se si sente estraneo, se è messo da parte. La nostra missione è farlo amare, portargli anime, senza stancarci: anche se gli occhi e gli orecchi sembrassero rivolti altrove, inseguendo chimere.
Il più
Memo
Appelli

L’esercizio più bello è andare in cerca di Dio-amore. Non solo in un momento di preghiera, nel raccoglimento di una stanza, di una chiesa, ma anche in strada, tra la folla, in una riunione accesa e conflittuale. Dovunque. Lui mi guarda, è lì, in attesa di un cenno, di un richiamo. Non vuole privarsi del nostro appello, del nostro desiderio.
Radio

Gesù si comunica attraverso di noi, accettando di confondersi con le nostre stanchezze e malattie; non abbiamo scuse per negarci alla sua azione, che si serve di strumenti miseri, che si accontenta di trasmettersi sulle onde emesse da radio che cadono a pezzi. Non è un miracolo che il regno si diffonda grazie a messaggeri gracili e incapaci? Dobbiamo fare un’unica cosa: metterci a sua disposizione.
In paradiso

Ci sono cose che ci piacciono tanto, sulla terra: ognuno ha le sue. Ci sembra impossibile non poterne disporre, o addirittura che in cielo ci possano mancare. Stolti che siamo: tutto in paradiso è più bello, infinitamente migliore, e Gesù non vede l’ora di mostrarcelo. Già gode della festa, per cui ha pagato un prezzo così alto; ma è come se l’offrissimo noi, tanta è la gioia di renderci felici.
Ostie

L’Ostia, nel tabernacolo, è sola e orante, dice il Cristo alla Bossis. Le raccomanda di essere così, di pregare anch’essa nella ricca solitudine di una vita unita a Lui; di lanciare ogni tanto uno sguardo al Santuario, per rinnovare il sentimento di essere due ostie oranti e solitarie, unite in ogni sospiro, in ogni fibra.








