
Per noi abbiamo il Re del Castello, ma anche sua Madre. Ha sofferto per farci nascere al cielo, vedendo morire suo Figlio. Chi soffre di piu, più ama. Maria ha vissuto per Dio: lasciamo che lo insegni anche a noi. La vita spirituale è complessa, faticosa, segnata da alti e bassi: chi ci aiuterà a ricevere la grazia necessaria per percorrere il cammino? Maria, I Santi. Stiamo con Lei, stiamo con Gesù, con loro sentiamoci in famiglia.
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L’atomo
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Vivere d’amore, con uno sguardo d’amore, per cominciare a capire. Occorre volere solo questo: respirare col respiro di Cristo, attendere tutto e solo da Lui, convincersi che al di fuori della sua Persona nulla ha valore. Ma con Lui, anche l’atomo più insignificante è come l’oro purissimo, la perla più preziosa che esista.
Pensiero positivo?
Che conta?
Il regno

Facciamo spazio a Gesù, chiediamogli che venga il suo regno, come in cielo così in terra, e Lui invaderà tutti gli spazi. Portiamogli anime: non sono mai troppe, non ne ha mai abbastanza. Vuole altri pesi sulle spalle, è il Buon Pastore. Parliamogli di coloro che vorremmo salvasse, non abbiamo timore di sovraccaricarlo: chiamerà con insistenza tutti quelli il cui nome noi pronunceremo.
Camminare
Limiti

Siamo pieni di limiti, di pressapochismi, come li chiama la Bossis. Ma Gesù raccomanda di non scoraggiarci, di affidarci, perché sia Lui a colmarci, con la misura che gli è propria. Dobbiamo solo riconoscerci nulla, incapaci di tutto. Egli è per noi quello che crediamo possa essere: di là rimpiangeremo di aver creduto così poco.
Non amare abbastanza

Possiamo chiedere ai santi di darci il loro modo di amare: è un tesoro disponibile, perché tutto, nell’amore, è condivisione, dono generoso. Impetriamo, per esempio, il loro pentimento, e raccontiamo i nostri errori a Gesù, deplorandoli, addolorandoci per essi: la sofferenza più profonda che possiamo avere, infatti, è non amare abbastanza.
Vedranno Dio
Il direttore

Gesù è il direttore d’orchestra: conosce le note della nostra anima, le orienta, le corregge, le armonizza, per presentarle al Padre come un canto capace di coinvolgere. Per questo è bene parlargli, attendere le sue risposte, che sono le più profonde e le più sagge; perciò è conveniente pensarlo il più possibile, parlargli, dichiarargli, senza vergogna, il nostro amore.
L’intenzione
Beatitudine

Non dobbiamo avere che un pensiero: amare Dio, estendere il Suo regno, proclamare la Sua gloria. Così dice il Cristo alla Bossis. Solo di là capiremo quanto abbiamo fatto, con l’aiuto della grazia, in questo senso. E, soprattutto, occorre credere che senza di questa siamo nulla. Saremmo tristi e persi senza il soccorso dell’Amore: Gesù avrebbe affrontato la passione anche solo per me, per salvare soltanto la mia anima: è già beatitudine comprenderlo.
Portare a Dio

Riportare i peccatori a Dio: un bel progetto. Quando cammini, pensa di andarne a prendere uno per condurlo a Me, suggerisce il Cristo alla Bossis. Come convincere i lontani? Lasciando parlare la grazia, che comunica il sapore, l’odore del cielo. Possiamo affascinare solo se in noi, nella settima stanza, dimora l’Amore. Quell’Amore che dimentica di essere Dio pur di donare, e accogliere il dono che gli offriamo.
Dimenticare
Contare

Contare fino a dieci è una bella invenzione. Siamo troppo precipitosi, e così commettiamo tanti errori. Perché non lasciare alla grazia il tempo di fare il suo lavoro? Quanti migliori esiti vedremmo! Potremmo imparare a offrire l’intervallo temporale, approfittarne per rivolgerci a Gesù, con premura e tenerezza. Lui ci aspetta: attende per anni che qualcuno lo degni di un pensiero, di uno sguardo. Ed è attratto irresistibilmente dall’umile che ne invoca la presenza.
Non so se mi spiego
Il punto di vista di Dio

Gesù ha bisogno di noi, perché ci ama. E ci ama con l’amore di un Dio. Possiamo immaginarlo? Nessuno ci desidera così. Ricambiandolo, avendolo sempre davanti al nostro volto, vedremo tutto attraverso di Lui. Gli occhi di un Dio! Non potremo più tornare indietro, non vorremo nulla di meno del suo punto di vista originale.
Medicine

Signore, da chi andremo? si chiedeva Pietro. E aveva ragione. Ne so qualcosa: quante strade sbagliate, per trovare la Via. Per capire che le altre sono false gioie. Come spiegarlo, come convincere di questa verità? Sono arrivato a una conclusione provvisoria: la guarigione profonda è l’argomento più efficace che ci sia. Se si accorgono che sei guarito, cercheranno la stessa medicina.
Passiamo all’altra riva

Passiamo all’altra riva: Gesù lo dice spesso, nel Vangelo. È un simbolo pregnante del noto cammino dall’io al tu, del percorso bello e faticoso dell’amore. Ma uno sguardo più acuto permette di capire che è anche il simbolo del passaggio ultimo, dell’approdo finale della vita: l’incontro con Cristo, che sarà tutto in tutti. Lo desideriamo? Saltelliamo di gioia, al pensiero, come l’agnello nella valle? Questa è la fede, la fiducia di chi attende un Bene senza pari.
Un giorno di Dio

Gesù chiede alla Bossis di dividere il giorno in tre parti: la mattina col Padre; da mezzogiorno, lasciarsi dare il Figlio, che la sera e la notte la consegna allo Spirito Santo. È una giornata all’insegna della Trinità, che prende sempre più spazio, guida la persona nei pensieri, nelle parole, nelle azioni. C’è qualcosa di meglio? I Padri della Chiesa dicevano che l’uomo abbandona il peccato solo se trova qualcosa di più bello: un giorno tutto di Dio ne è l’esempio più eloquente.







