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Giudizio


Non preoccupiamoci del giudizio degli altri: bisogna concentrare le energie, rivolgerle alla meta. Ogni deviazione è una perdita di tempo, e la vita è breve. Preoccupiamoci piuttosto di piacere a Dio: è l’unico a influire veramente sul nostro destino.

Il regno del grazie


Siamo il frutto del perdono: cominciamo a vivere quando Dio comunica la grazia al condannato a morte, l’assoluzione all’imputato sicuro di finire in carcere. Siamo fatti per la gratitudine, programmati per la riconoscenza. In paradiso, il regno del grazie, potremo finalmente essere noi stessi.

Battito


Appoggiare la testa sul cuore di Gesù: chi non vorrebbe essere stato, quella sera, al posto del discepolo amato? Eppure ognuno di noi è amato oltre ogni limite, ognuno di noi può intercettare il battito dell’amore senza fine.

Perfetti


Non siamo perfetti, ma possiamo desiderarlo, e questo è tutto. Il resto lo fa Dio, l’unico detentore di ogni perfezione. Luca ci ricorda che questa comincia dal perdono: siate misericordiosi – per essere perfetti.

Investimenti


Quante volte ci perdiamo e disperdiamo in dettagli senza senso: dovremmo concentrarci soltanto sull’amore dato e ricevuto. Investiamo capitali sulla sabbia effimera del bagnasciuga, invece di fondarci sulle rocce inamovibili, a picco sul mare.

Cambia


Gesù ci ama. Possiamo sentirci lontani, pensare che, visti dal cielo, siamo piccoli e invisibili, atomi sperduti in un cosmo abbandonato a se stesso. E invece no: siamo amati. E questo cambia tutto.

La parte opposta


Il cristiano vive al contrario: non cerca sicurezze, ma affida l’incertezza  all’Unico sicuro, non vive di debolezze, ma di rinunce che aprono allo Spirito, non vive di gratificazioni, ma del dono del cuore, che dà gioia. Vedere il mondo dalla parte opposta: questo è il suo talento.

Pietà


Il cristiano è amabile: se Dio è carità oltre ogni limite, il figlio di Dio partecipa di questa natura. È il motivo per cui il Cristo può dire: amate i nemici, salutate chi non vi saluta, pregate per chi vi perseguita . Tutto ciò si giustifica se visto dal cielo, dove il male muove soltanto a pietà.

Momenti


Ci sono momenti in cui occorre spogliarsi di tutto, per stare in solitudine davanti a Gesù. Momenti in cui il mondo resta fuori e si affaccia l’eterno. Un tempo di là  dal tempo dove Dio parla, nel giardino degli inizi.

Adesso e nell’ora della nostra morte


Il criterio più importante della vita è nascosto nell’Ave Maria, la preghiera più semplice di tutte. C’è un passo che ricorda l’essenziale: “adesso e nell’ora della nostra morte”. Se riusciamo a collegare l’adesso col momento della morte, abbiamo risolto ogni problema. Nell’ora della morte svanisce il superfluo, che appesantisce il momento che viviamo. Collegare il presente con la morte libera dalla zavorra del non senso.

Risposte

Non domandiamo abbastanza, per Gesù. Vuole che chiediamo di più, anche se sembra non sentire. Le preghiere sono provocazioni dirette al Suo Cuore ultrasensibile: risponde a modo Suo, ma risponde, non possiamo dubitarne.

Il regno della pace


Gesù ci dona la pace: è il Suo testamento, una realtà profonda, non la tregua che ogni tanto riusciamo a ottenere con gli altri e con noi stessi. Il regno della pace è dove Lui è presente, dove dispensa il miracolo di un amore indefettibile.

Doni


Tutto è di Dio: ciò che gli offriamo è una restituzione, che gli è gradita, però, come un regalo. Gesù non sa come darci più di quanto meritiamo. O meglio, lo sa bene, per questo il cuore è pieno al di là di ciò che accade.