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Dal profondo

Gesù solo riempie il cuore. Ce ne accorgiamo se parliamo di Lui, se i pensieri e i sentimenti si lasciano prendere da quello che è il tema importante della vita. Proviamo a interessarcene di più, e sentiremo una dolcezza inedita sgorgare dal profondo. 

Tutto

Si può offrire ogni cosa, per amore. Gesù ci tiene, perché è una specie di filo diretto: una goccia dopo l’altra, il cuore si riempie. L’essenziale è non distogliere lo sguardo, come quello del servitore alla mano del padrone. Tutto viene da Dio: ce lo possiamo aspettare da altre parti?

Più

Gesù vuole che prendiamo dimora nella Sua misericordia, che ci sentiamo sicuri dell’amore. Ciò non offende l’umiltà, perché più siamo nel vero, più avvertiamo la nostra piccolezza e l’infinita grandezza del Suo amore. 

Anche così

Dobbiamo entrare fin d’ora nella lode, che è l’opera del cielo, insieme ai beati. L’ascensione di Gesù ci ricorda che possiamo vivere con il cuore in paradiso, per muovere i passi giusti sulla terra. In questo modo consoleremo il Cristo, che vuole essere amato anche così. 

Farla crescere

Amiamo confidarci con qualcuno, senza grande profitto. Se parlassimo cuore a cuore con Gesù, la nostra giornata cambierebbe: saremmo protetti, accompagnati, sarebbe Lui a costruirla, colmando le falle sempre aperte della nostra miseria. Abbiamo poca fede: riversiamola in Lui, così com’è, e sarà Dio stesso a farla crescere. 

Da sempre

L’azione nasce dall’amore. Solo se ci diamo totalmente a Dio sboccia l’opera vera, quella che è frutto di un’unione. Più ci abbandoniamo, più Gesù può trasformarci dal di dentro, invadendo ogni spazio, facendo di noi il capolavoro che ha pensato da sempre.

È così

Gesù ha cura dei Suoi, chissà quante volte ce ne siamo accorti. Piccoli e grandi dettagli, nella nostra vita. Allo stesso modo, sia per la Sua gloria tutto ciò che operiamo, nei minimi particolari. È così che il Regno dei cieli si avvicina. 

Pensarci

Pensare all’amore di Gesù, alla Sua passione per noi, dimostrata nell’altra passione, quella sgranata lungo la via crucis; lasciarsi sconvolgere dalla incontrovertibile certezza: sono amato, sono amata. Pensarci così spesso da cominciare a vivere già qui l’unione, l’unità. 

Il più amante

È sempre l’intimità che Gesù vuole da noi. Lui è il più sensibile, il più amante di tutti. Un sorriso gli riempie il cuore. Gli negheremo una parola dolce, un bacio, uno sguardo? Non credete al cristianesimo soltanto orizzontale. Gesù ci ama come nemmeno immaginiamo. Non facciamolo aspettare. 

Vedranno Dio

Gesù dice a Gabrielle che la gioia lo onora. Bisogna unirsi alla Sua gioia nel cielo, come se fossimo noi a donarla a Lui. La gioia, aggiunge, viene dalla purezza d’intenzione. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio e sperimenteranno la Sua gioia. 

Un sospiro

Cercare Gesù nella giornata, negli eventi. Certo, raccogliersi in preghiera, ma anche nel mondo, nella via, sapere che Lui c’è, che si fa desiderare, perché vuole accrescere il nostro desiderio. In paradiso non ci sarà bisogno di chiamarlo, ma ora sì, con un sospiro instancabile, continuo. 

Ci insegue

Gesù ci insegue, vorrebbe essere presente ogni momento: nei nostri pensieri, nei nostri sacrifici quotidiani, nell’offerta di noi stessi che significa apertura confidente, fiducia senza limiti. Questo è il rapporto fra il Creatore e la creatura, tra il Dio Trinità e i figliolini che umilmente lo abbracciano, con gioia.

La Sua gioia

Gesù raccomanda a Gabrielle di pensare spesso al cielo. Ciò che c’è di più bello, in questa terra, non può paragonarsi a quello che ci aspetta di là. E Lui è felice al pensiero di donarci una felicità pagata a caro prezzo. Ma è come se fossimo noi a offrirgliela, tanto la nostra gioia fa la Sua gioia. 

Un sospiro

Essere ostia, unirsi alla presenza incandescente di Gesù nel tabernacolo, per affrettare la venuta del Regno di Dio. Sospirare come i giusti dell’Antico Testamento, perché ogni sospiro sia come il sospiro di un bimbo per suo padre. Questo dice il Cristo alla Bossis. 

Per l’altro

La messa non è solo cena, ma anche sacrificio. È Gesù che va incontro ai suoi nemici, in quel Gat shemanin che non a caso si traduce con pressoio per l’olio. L’orto degli ulivi è l’inizio della celebrazione dell’amore sorprendente di Dio, a perpetua memoria che, chi ama, dà la vita per l’altro. 

Qualcuno

Abbiamo bisogno di una guida. Non di schemi, di mappe concettuali, di criteri. Sì, certo, tutto può servire. Ma abbiamo bisogno, soprattutto, di Qualcuno a cui chiedere: cosa vuoi che io faccia? Cosa vuoi che dica? Qualcuno che ispiri ogni momento della nostra giornata e che ci porti là, dove è la meta. Che ci porti a Sé, la Meta.

Come se

Il Cristo dice alla Bossis che basta uno sguardo a Lui per uscire dalla propria volontà. Bisogna contare su questo aiuto potente, perché privarsene significa morire. È come se il sole smettesse di sorgere, come se fosse sempre notte.