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Cominciamo

A forza di portare la propria croce, è lei che ci porta. Sono parole del Cristo alla Bossis. La sofferenza non è la peste da evitare, come spesso insegnano. Il dolore accettato ha una forza che ignoriamo, se vissuto per amore. Per l’amore che è Cristo. Allora, finalmente, si apre una porta: usciamo, e cominciamo a vivere. 

Battaglioni

Il Cristo dice alla Bossis: cerca la Mia gloria nella tua vita, e morirai per la Mia gloria. Glorificarlo quaggiù è anticipare il cielo. Le raccomanda di unirsi ai santi per esaltarlo, alle anime del purgatorio per purificarsi, e ai santi della terra per combattere e salire. Le ricorda che siamo i soldati di Dio, la Sua milizia, la Chiesa militante. Le anime avanzino verso il cielo in battaglioni schierati. 

Da Dio

Gesù ha scritto sulla sabbia, ma ora scrive nelle anime, nei cuori. Gli esseri umani si rassicurano a vicenda sugli affetti che provano, ma è a Gesù che dobbiamo ricordare il nostro amore, il nostro desiderio, perché Lui possa rispondere da Dio. 

Così poco

Ringraziamo Gesù: ci fa battere il cuore, respirare, vivere. Interviene mille volte al giorno per aiutarci, salvarci, incoraggiarci. Ha bisogno di noi più di quanto ne abbiamo di Lui, perché è amore, e l’amore desidera, anela, soffre, finché l’altro non diventi felice. Quando lo vedremo, rimpiangeremo di non averlo ringraziato abbastanza, di averlo amato così poco. Così poco. 

Il segreto

Siamo chiamati a una vita a due: Lui e io. È la divinità che dà una direzione, un senso alla nostra avventura sulla terra. Per questo il segreto è quello che ha insegnato don Mario: io credo, io spero, io amo. È il modo per attaccarsi a Dio, come il tralcio alla vite. È l’unico modo per vivere davvero. 

Il caso

Niente avviene a caso. Quando la sofferenza si affaccia, nella vita, dobbiamo sapere, sentire, che Gesù l’ha voluta per noi: sì, proprio quella, perché fossimo più uniti a Lui, perché insieme con Lui portassimo la croce. Il cuore impara a distinguere il passo dell’amato: quanto è più dolce, meno freddo del caso! Il grande Amico dirige la tua vita, la mia vita. Stringiamo la croce con amore e l’amore crescerà. 

La crescita

Vivere di ardori, di fiamme, di desiderio di Gesù. Invocare continuamente il Suo soccorso: amare il chiedere, come Lui ama il donare. E ritrovarsi a disagio per aver perso tempo vivendo con un cuore tiepido, mediocre: questa è la crescita, il salto di qualità nella vita dello Spirito.

Suoi

Gesù dice a Gabrielle che una vita si può riparare, insieme a Lui. Perdendosi in Lui, vivendo del Suo amore, si ricapitola tutto nel perdono, si trasforma in qualcosa di eterno. Non bisogna pensare: se potessi ricominciare da capo… Con Cristo, tutto è nuovo, non appena siamo Suoi. 

Questo è l’amore

Gesù raccomanda a Gabrielle di preparare l’aldilà con la preghiera di lode. È come predisporre una festa: le ghirlande sono le buone azioni di ogni giorno, le luci le fiamme della tenerezza. Bisogna lottare duramente coi pensieri di egoismo, che è fare di sé stessi dio. Il Cristo, che era Dio, non ha pensato che al Padre e a noi. Questo è il distacco da sé per amore degli altri. Questo è l’amore. 

Null’altro al mondo

Ah, dimenticavo di dirti: sii te stesso, non ti preoccupare di ciò che gli altri pensano. Ti chiederanno, alla fine della vita: sei stato Fabrizio? Sei stato Marco, sei stata Marina? Ti guarderai intorno, mendicando un consiglio. Ma nessuno ti risponderà: sei solo, davanti a Gesù, tu e Lui, come se null’altro al mondo fosse mai esistito.

La Madre

Gesù ci raccomanda di contare su Sua Madre, che ci ama più della nostra. Lei è talmente umile che non si prenderebbe mai dei meriti, non avanzerebbe pretese: vuole solo portarci a Suo Figlio. Dobbiamo stare con Loro, non lasciarli mai, perché il senso della vita è questo: riconoscere, una volta per tutte, la nostra famiglia. Solo lì troviamo pace, sicurezza, gioia.

L’intenzione

C’è una preghiera di volontà, che il Signore non disdegna: vorremmo evadere, ma stiamo lì. Il Signore guarda l’intenzione, che spesso supera l’azione, come quando un malato vorrebbe camminare, ma più di tanto non può. Gesù confida alla Bossis di essere come un padre attento anche al respiro del proprio bambino. 

Santità

Come si diventa santi? Ci sembra impossibile, ci vergogniamo del nostro non essere all’altezza. Eppure il Cristo raccomanda alla Bossis di invocare lo Spirito, perché è Lui l’autore della santità nelle nostre povere vite. È Lui che ci rende capaci di comprendere quanto Dio desideri che diventiamo santi. Gesù è morto per questo. Farà di tutto perché possiamo purificarci e diventare degni. Lui salva, Lui giustifica.

La presenza

La presenza di Gesù è la carta vincente. Con Lui cambia tutto, come per miracolo. Perché ti ama, ti accetta come sei. Senza questo, siamo polvere destinata a disperdersi, come si dice a inizio Quaresima. Ma Gesù è con me, con te. Nel momento in cui ce ne accorgiamo, cominciamo a vivere. 

Capire la vita

Fai vivere la tua fede, fai sperare la tua speranza, dice il Cristo alla Bossis. Non è così difficile avere il cielo nel cuore. Dev’essere l’unico pensiero, quello che mette in fila tutti gli altri. Solo se si ama Dio con tutto il cuore, tutta la mente e tutte le forze si capisce qualcosa della vita. 

Briciole

A volte preferiamo le grazie materiali a quelle spirituali, ma queste ultime sono più importanti. E la grazia delle grazie è il desiderio di Gesù, della Sua intimità, del Suo soccorso. Aprire il cuore, effondere qualunque cosa sentiamo nel Suo cuore generoso: questo è vivere, il resto sono briciole. 

La santità del dono

Gesù, povero amore, abbandonato, ignorato. Quanti sono quelli che, pur di stare con Lui, darebbero ogni cosa? Eppure è il tutto, e nulla può mancare a coloro che si affidano alla Sua cura provvidente. Povero amore: il Cristo conferma alla Bossis la verità di questo titolo, esortandola alla santità del dono di sé stessa.

Sarà felice

Cercare Gesù, solo Lui, perché, trovandolo, noi troviamo tutto. Il mondo lo dimentica, benché abbia ricevuto una salvezza a caro prezzo. Rimediamo noi, cogliamo ogni occasione per parlargli, confidarci, esprimergli la nostra gratitudine. Lui sarà felice di ogni minima attenzione. 

A immagine

Gesù vuole che siamo nella verità, perché ci ha fatti per questo. Ogni nostro atto ha una risonanza in paradiso o all’inferno, dove la verità è eterna. Più cerchiamo di tendere a Cristo, più torniamo a essere a sua somiglianza. Ci sono alcuni che hanno tanto imitato Gesù da sembrare, in Cielo, un altro Cristo. Teniamoci sotto il Suo sguardo.