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Per Lui

Gesù vuole che viviamo per Lui, che lo lasciamo parlare al posto nostro, ricordando il Salmo: Signore, apri le mie labbra. Vorrebbe fare tanto, ma spesso non può, perché non gli diamo spazio. Se solo gli facessimo posto, sapendo che ci porta il cielo, come cambierebbe l’esistenza! 

Entriamo

Gesù vuole convincerci che fa di tutto per venirci incontro, che ama la fiducia che si ripone in Lui, come noi ameremmo la fiducia di una povera creatura debole che si rivolge a noi. L’unione dei cuori è quello che desidera di più: non restiamo a metà strada. Entriamo. 

Così è Dio

Gesù chiede a Gabrielle di fare le cose per Lui, come Lui. Dice che la gioia e la grandezza stanno in questo. Chissà perché è così difficile capirlo. Aggiunge che le folle si avvicinavano a lui per egoismo, che solo raramente trovava l’amore. Ma bisogna rispondere con tenerezza. Così è Dio. 

La Sua cura

A volte siamo preoccupati: come andrà quella cosa? Non rischio di perdere quest’altra? Riuscirò a portare a termine un incarico? Saprò fare e dire il giusto? Dimentichiamo che il Cristo ci segue passo passo: non c’è un istante in cui possa mancare la Sua cura. 

Alla porta

Come comprendere, come spiegare l’amore di Gesù? Lui vuole prendere tutti i nostri pesi, portarci sulle spalle. Non è mai stanco, mai troppo carico. Vuole che gli portiamo anime, più che possiamo, non saranno troppe. Vuole che chiediamo: venga il tuo regno! E Lui verrebbe avidamente, senza andarsene più. E se lo cacciassimo – tutto questo lo dice alla Bossis – resterebbe alla porta.

Com’è fatto

Gesù potrebbe guarirci in un istante: c’è qualcosa che non ha in potere? Eppure vuole che facciamo un cammino, con umiltà e lentezza, come quando ha scalato il Calvario. E in tutto questo, chiedergli aiuto, sempre, perché ciò lo onora. Prima o poi capiremo com’è fatto. 

Ripetizioni

Gesù ripete le stesse cose, perché non smette di amarci. Ci chiede fiducia, perché può darci ciò che ci manca. Sarà per noi quello che avremo creduto che sia. Per ottenere, dobbiamo ritenerci nulla, mentre Lui è tutto. Desideriamo solo il Regno del Padre, e si chiarirà ogni cosa. 

Barriere

C’è un tesoro a cui possiamo attingere: la comunione dei santi. Nell’amore, tutto è comune: è proprio rinunciando, che si ha; è rinnegando, che ci si ritrova. Posso dire con s. Agostino: “Tardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova”, o con suor Faustina: “Gesù, confido in Te”. Non ci sono barriere nell’amore, salvo quella che separa dal male. 

Senza saperlo

Il Cristo raccomanda alla Bossis di essere semplice, di non avere che un pensiero: amare Dio. Le ricorda che non può entrare in lei senza alimentarla: è come un libro, che accresce ogni volta la sapienza, la conoscenza dell’amore, che è esperienza. Bisogna portargli i peccatori: in paradiso si vedrà quante luci, senza saperlo, abbiamo acceso.

Insondabile

Gesù dice a Gabrielle di unirsi a Lui nella preghiera per i peccatori, in una comunione di intenzioni, gesti, parole, come quando Lui ha conversato con la Samaritana, al pozzo di Sicar. Fare tutto in unione: una grande potenza d’amore, il cui fondo misterioso è insondabile. 

Cielo e terra

Gesù ha bisogno del nostro affetto, per dimenticare le sofferenze terrene. Mi commuove la confidenza che Lui fa a Gabrielle, perché conferma la mia convinzione che l’amore fra Dio e l’uomo implichi questa reciprocità, questo mutuo bisogno. Cielo e terra tendono a toccarsi, finché non saranno del tutto uniti, in paradiso. 

La Sua

Gesù chiede a Gabrielle di aspettare, prima di parlare o agire, per consultarsi con Lui. Dice che molti lo dimenticano, e che farebbe tutto per l’anima che lo cerca, che lo chiama. Prendiamo l’abitudine di non essere troppo frettolosi. Aspettiamo quel momento che gli permette di dire la Sua, che è sempre la migliore. 

Tutto

Gesù ha bisogno del nostro povero cuore. Come possiamo rispondere alla grandezza del Suo amore? Donandogli tutto di noi stessi: Lui vuole la totalità. Non c’è segreto più grande di questo. Totus tuus, vale per Maria, vale per Gesù. Niente rimanga nostro. 

L’Unico

Gesù ha bisogno di noi più di ogni altro: è il desiderio più intenso, il desiderio di un Dio. Si è fatto Uomo, ha chiesto la compagnia di Pietro, Giacomo, Giovanni. Ci invita ogni giorno a desiderarlo, a cercarlo, a dirgli il nostro amore: è l’Unico veramente indispensabile, che resta per sempre. Che aspettiamo? 

Tra le braccia

Gesù significa Dio salva: desidera salvare i peccatori, convincerli che Lui è perdono, e che solo standogli accanto troveranno la gioia, non nelle abitudini del male. Gabrielle dovrà annunciare tutto questo, insistere a spiegare che il Cristo è come un padre che tiene il bambino tra le braccia, perché non si faccia male. 

Nello Spirito

Gesù dice a Gabrielle di scorgerlo negli avvenimenti quotidiani, perché Lui è il direttore. La esorta ad amare questa direzione, ad attendere con gioia il momento dell’incontro: finale, anzi, iniziale, con l’entusiasmo dell’agnello che saltella nella valle. Certo, perché è con noi, per noi; ma è percepibile solo nello Spirito.