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La lotta

Fare tutto per piacere a Gesù: è questo che aiuta a cambiare, perché è un criterio personale. Lui fa tutto per noi, ma non ce ne accorgiamo. Basterebbe partire da qui: lottare in delicatezza, suggerisce il Cristo alla Bossis, come l’Angelo e Giacobbe. È Dio che fornisce le armi. 

In direzione ostinata e contraria

Io sono lo stesso Cristo che è in cielo, cerca di essere la stessa che sarai più tardi, dice Gesù a Gabrielle. Qui ci sono segreti decisivi. Dobbiamo credere, anche se tutto dice contro. Dobbiamo pensare alle cose di lassù, alla beatitudine che attende. Dobbiamo, come Abramo, sperare contro ogni speranza. Viaggiare, insomma, sempre e comunque, in direzione ostinata e contraria. 

L’effetto dell’incontro

Gesù sceglie. Si sceglie i Suoi. Come satana ha i suoi agenti, così anche Lui manda a diffondere il messaggio, un messaggio di gioia. Invita la Bossis a ricordare le reazioni dei guariti, sulle strade della Palestina. Questo è l’effetto dell’incontro, questo bisogna annunciare agli affaticati e agli oppressi della storia. 

Calma piatta

Gesù vuole che facciamo meglio: che dimostriamo l’amore che proviamo, con tante sfumature, come gli uccelli che cantano in modo diverso, a seconda di stagioni e situazioni. È la sfida dell’amore, che tutto tollera tranne la calma piatta. 

Nulla

Desiderare il cielo, sentirsi esiliati in questa terra, in attesa di ricongiungersi con Lui: questo chiede il Cristo alla Bossis, spronandola ad amarlo coi pensieri e coi gesti, cogliendo ogni occasione per manifestargli il cuore. La vita è amare Lui: tutto il resto, senza questo, è nulla. 

Insieme con il Cielo

Non dobbiamo contare su noi stessi. Gesù dice a Gabrielle di ritirarsi da sé, di far vivere Lui al posto suo, di essere un’anima spogliata e rivestita. Non è risorto per la Sua gloria, ma perché attendessimo la risurrezione anche per noi. Le raccomanda di gioire, insieme con il Cielo. 

Locuzioni

Gesù vuole che facciamo ogni cosa in unione con Lui. Desidera che gli diciamo: prego con la Tua preghiera, lavoro con Te che lavori, parlo con la Tua parola. E chiede di metterci tutta la tenerezza possibile. Quanto sono preziose queste locuzioni alla mistica Gabrielle Bossis! 

Paradossi

Desideriamo confidarci con qualcuno, perché è il gesto terapeutico per eccellenza. A volte non sappiamo con chi farlo, proviamo i morsi della solitudine, e magari ci arrabbiamo con Dio. Intanto, Gesù è lì che aspetta, sempre disposto ad ascoltarci, tutto per noi. I paradossi della vita, prima poi, vengono a galla. 

Semplice

Essere più santi di ieri: è questo il nostro compito, giorno dopo giorno. La grazia dona e noi le andiamo incontro, con il libero arbitrio. La vita cristiana è più semplice di quanto si pensi, ma è la semplicità di Dio, solo Lui può farcene partecipi. 

Santi

Bastano pochi santi per salvare un’intera città. Bisogna pregare perché ci siano persone che si fanno fare sante dall’alto. Mi viene in mente la preghiera che si recita al Santuario: Vergine Immacolata, Maria, Madre del Divino Amore, fateci santi! 

La gloria

Siamo nati per essere santi. Perciò il criterio-guida è fare tutto per la gloria di Gesù. Nel momento della morte, sarà bello scoprire che quello che abbiamo pensato, detto e fatto è stato a questo fine: saremo nel nostro, anche nell’ultima tappa dell’esilio. 

Pause

Gabrielle dice a Gesù che non potrà riceverlo, a causa della neve e della strada scivolosa. Lui le confida che ogni tanto decreta una pausa, per accrescere il desiderio: come quando due amanti, separati per un poco, si ritrovano con un amore più ardente. 

Macchie

Gesù dice a Gabrielle di guardarsi dalle macchie del peccato, quelle volontarie. Se, passeggiando in campagna, l’erba le lasciasse tracce sulla gonna bianca, sarebbe poca cosa; ma se la tagliasse con le forbici o vi gettasse dell’inchiostro, sarebbe uno sfregio alla bellezza. Voi, le ricorda, siete immagine di Dio, dunque la macchia fatta all’anima è più grave. 

Il criterio vincente

È nelle piccole cose che si incontra Gesù: è nel farle con amore, con rinnovato entusiasmo. Perché dovremmo riservargli i momenti noiosi, obbligatori? Perché dovremmo inserire, con Lui, il pilota automatico dei riti sempre uguali? È Lui la sorpresa quotidiana, la profondità in cui scopriamo sempre qualcosa di nuovo di noi stessi. Dio nelle piccole cose: è questo il criterio vincente.