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Per gli altri

Dio non ha bisogno della nostra forza, ma del nostro abbandono. Se volessimo davvero continuare la Sua opera, basterebbe chiederglielo. Il nostro respiro, il battito del cuore si trasformerebbero, tutto diverrebbe amore. È meglio vivere per gli altri che non per sé stessi. Chi lo comprende, comincia a conoscere la gioia. 

Fiducia

Gesù ci rassicura: se non troviamo le parole, Lui le troverà, se il pensiero si allontana, torneremo col Suo aiuto. È più intimo a noi di chiunque, conosce ogni moto del cuore, ogni minuscola particella di vita. Penserà a tutto, se gli diamo fiducia. 

Sbirciare

Fare tutto per Gesù: può cambiare le cose? Ciò che cambia è la vita, non più centrata nell’io – la fonte dei problemi -, ma nel nucleo autentico dell’essere. Da lì si gode di un’altra prospettiva, si prova l’ebrezza di sbirciare il mondo dal punto di vista di Dio. 

Ogni bene

Dobbiamo raccogliere le forze nel momento presente, la potenza di credere, sperare e amare, e offrirle al Cristo. Lui ci darà la luce necessaria, la guarigione di tutte le ferite. L’essenziale è non servire l’io, ma Dio. Fatto questo, ne consegue ogni bene. 

Gli aprono

L’amor proprio ci nasconde il Cristo: scegli l’amore-Dio, Egli dice alla Bossis. Il peccato è la tristezza, l’amore è leggerezza, è infinito, ciò per cui siamo fatti da sempre. Se Gesù vive in noi, finirà quel senso di vuoto che perseguita e tormenta, comincia una vita che pochi sperimentano, perché pochi gli aprono la porta. 

Più bello

La morte è una festa da preparare bene, per Gesù. Come quando ci si impegna a celebrare un evento e si va in cerca dei piatti, dei bicchieri, delle stoviglie migliori. Tutto sarà più bello: non avremo parole per esprimere la gioia che sentiremo in cuore. 

Bellissimo finale

Abbiamo il timore di non essere all’altezza. Si può essere all’altezza di un Dio? Per questo Gesù ci rassicura: dobbiamo fare soltanto il primo passo, al resto pensa Lui. Lui che ripete sempre: vieni. Com’è scritto nel bellissimo finale della Bibbia. 

Incontro

Gesù dice a Gabrielle di mettersi davanti al Suo volto, di aprire l’anima e stenderla come un tessuto spiegato, ricordando i suoi peccati, senza dir nulla. Quest’atto di umiltà diventa comunione, rivela che tutto è motivo di unità. Anche gli scarti ci avvicinano a Lui, diventano amore di riparazione, contrizione del cuore. Tutto conduce all’amore che ci viene incontro. 

La prova

Gesù vuole che siamo disposti a fare e disfare, perché ciò che conta è Lui. L’amore mette alla prova, perché è nella prova che si rinforza e cresce. Siamo ancora sulla terra, a imparare che la nostra grandezza non è nelle nostre povere risorse, ma solo nel Suo aiuto. 

L’esito

Trasmettere Gesù, sempre e comunque. Non sappiamo come e quando funzioni questa trasmissione, non conosciamo l’anima dell’altro, ma possiamo essere certi che lo Spirito lavora, plasma, converte, come e quando vuole. La vita è una fiamma che si chiama fiducia, un gettito continuo di speranza, fino allo sbocco, all’esito anelato. 

L’oblio

Considera la terra come niente, dice il Cristo alla Bossis. Svalutazione della creazione da parte del Creatore? Logicamente impossibile. È piuttosto la valutazione corretta della dimora cui siamo destinati, che troppo spesso cade nell’oblio. 

Col cuore

Facciamo programmi su programmi, ma c’è un solo progetto, quello di Dio. I programmi affondano nella precarietà, il progetto originario non fallisce, perché è la verità che splende oltre, la metafisica, tanto disprezzata. Dobbiamo ricuperare l’essenziale. Come sappiamo, non si vede bene che col cuore. 

Quello che non è

Possiamo vedere Dio nel prossimo, anzi dobbiamo. La carità non toglie nulla all’amore per Gesù: piuttosto aggiunge la concretezza e la forza dell’Incarnazione. Confidiamo nella Sua presenza ogni momento, altrimenti la preghiera diventa forma sterile, cioè quello che non è. 

Sulla terra

Tutto quello che l’amore tocca abbellisce, dice il Cristo alla Bossis. Lui è ricco per noi, è felice se i Suoi meriti ci fanno crescere. Riusciamo anche noi a vivere solo per Gesù, a cercare il Suo sguardo come l’unico riferimento della nostra vita? Se così fosse, faremmo esperienza del cielo sulla terra. 

Da adesso

Abitare con il cuore in cielo: perché lì ci sono il Padre, il Figlio, l’Amore, perché quello è il nostro posto, preparato dai secoli dei secoli. Le cose della terra non valgono un nostro sospiro, un solo desiderio di tornare. Sì, conversione è ritorno, da subito, da adesso.