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Cronache dalle rovine, di Emiliano Cribari

di Annalisa Ciampalini

La poesia è un continuo movimento.

Nota di lettura a “Cronache dalle rovine” (peQuod, 2023) di Emiliano Cribari

La nota biografica di Emiliano Cribari posta sul risvolto di copertina del libro inizia con la seguente frase: “Poeta, camminatore, cercatore di luoghi perduti”. E questi tratti biografici sono imprescindibili per chi voglia conoscere e apprezzare pienamente la scrittura del nostro poeta.  Molti testi raccolti in “Cronache dalle rovine” (Pequod, 2023, collana portosepolto) prendono vita grazie a un’osservazione diretta dei luoghi, i versi emergono mentre il poeta cammina, si sposta da un sentiero all’altro, si addentra nel bosco, raggiunge la radura, osserva gli alberi: “la poesia è un continuo movimento. Io non potrei / più scrivere seduto”.  Continua a leggere

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Annalisa Ciampalini, “Tutte le cose che chiudono gli occhi”.

di Franca Alaimo

Annalisa Ciampalini Tutte le cose che chiudono gli occhi, peQuod Edizioni, 2022

 

Annalisa Ciampalini ama la matematica e la poesia. Secondo un pregiudizio diffuso, due cose quasi inconciliabili, sebbene non manchino esempi nella storia della letteratura anche recente. Ricordo di avere letto tempo fa sul quotidiano “Il Corriere della sera” un articolo di Umberto Curi che prendendo le mosse dalla distinzione tra nous e metis  (le due forme d’intelligenza secondo il mondo greco antico, la prima contemplativa, la seconda attiva-creatrice) osserva che «ciò che nella nozione originaria di metis appare ancora implicito ed indistinto» esplode «nella cultura moderna e contemporanea talora in forma di contrapposizione insanabile», per poi subire un simmetrico rovesciamento dopo l’affermarsi della Gestaltpsychologie e del cognitivismo, secondo i quali «non l’arte, ma la scienza, non gli affetti, ma la razionalità, costituiscono il terreno di espressione della creatività».  Continua a leggere

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Annalisa Ciampalini, Tutte le cose che chiudono gli occhi, recensione di Giannino Piana.

Annalisa Ciampalini, Tutte le cose che chiudono gli occhi, peQuod, Ancona 2022, pp, 75.

       La poesia, anche quando affronta temi consueti che si riferiscono a situazioni umane e naturali comuni, non cessa di proporre una varietà di approcci che rivelano la pluralità e la ricchezza dei sentimenti e delle emozioni proprie dello spirito umano. In essa si concentrano, colte nella loro forza sorgiva visioni del mondo e della vita scolpite nel vivo della coscienza e proposte senza bisogno di pletoriche argomentazioni. Questa immediatezza, che ha nella freschezza del linguaggio evocativo (non dimostrativo) la propria “cifra”, è ciò che anzitutto emerge accostando le liriche di grande eleganza che Annalisa Ciampalini ci propone con questo prezioso volumetto. Continua a leggere

Intervista ad Annalisa Ciampalini

di Luca Pizzolitto

  1. Il tuo ultimo libro è stato pubblicato nel 2018 (“Le distrazioni del viaggio” Samuele editore) sono passati quasi 4 anni. Com’è stato il tuo rapporto con la poesia (sia letta che scritta) in questo arco di tempo?

 

In questo arco di tempo il mio rapporto con la poesia è stato molto intenso, e posso dire di essere soddisfatta. Non sono una persona metodica e può succedere che passino mesi senza che scriva una poesia compiuta. Scrivo, prendo appunti, annoto riflessioni, ma so che molti tentativi di scrittura resteranno tali: abbozzi di pensiero, accostamenti di parole. Se la scrittura si presenta in modo frammentario rivelandomi una verità che percepisco precaria, voglio assecondarla, anche perché non potrei fare altrimenti. Mi piace quando gli scritti si accumulano e sono indefiniti, incompatibili e non conclusi, è come stare accanto a una cosa viva, che cresce, e non sai quale direzione prenderà. Col tempo ho imparato ad amare questa fase transitoria, ad affidarmi alla lentezza che mi impone la poesia e alle varie contraddizioni, cerco di stare lontana dall’ansia di dover produrre e vicino a quanto mi dà gioia. Poi, a un certo punto, può accadere che gli appunti trovino una struttura con un senso, i versi crescano e le poesie assumano una forma definitiva, anche se tutta questa compiutezza, alla fine, non arriva mai. Continua a leggere