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Cronache dalle rovine, di Emiliano Cribari

di Annalisa Ciampalini

La poesia è un continuo movimento.

Nota di lettura a “Cronache dalle rovine” (peQuod, 2023) di Emiliano Cribari

La nota biografica di Emiliano Cribari posta sul risvolto di copertina del libro inizia con la seguente frase: “Poeta, camminatore, cercatore di luoghi perduti”. E questi tratti biografici sono imprescindibili per chi voglia conoscere e apprezzare pienamente la scrittura del nostro poeta.  Molti testi raccolti in “Cronache dalle rovine” (Pequod, 2023, collana portosepolto) prendono vita grazie a un’osservazione diretta dei luoghi, i versi emergono mentre il poeta cammina, si sposta da un sentiero all’altro, si addentra nel bosco, raggiunge la radura, osserva gli alberi: “la poesia è un continuo movimento. Io non potrei / più scrivere seduto”.  Continua a leggere

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Emiliano Cribari: Cronache dalle rovine

di Franca Alaimo

Pregare senza altare

La montagna, il bosco: figure entrate da sempre nel territorio dei simboli e, dal Novecento, in quello psicoanalitico: luoghi del distacco dalla comunità umana, della prossimità, la prima, al divino; dell’immersione nella primitiva felicità e integrità della Natura, il secondo.

Ascesa ed esplorazione del proprio io.

Emiliano Cribari pratica entrambe percorrendo la catena degli Appennini, spina dorsale della penisola italiana, disegnando una mappa insieme storica, botanica, zoologica, catturando epifanie di luce, voli, ombre misteriose, panorami suggestivi, intridendosi di profumi, di colori, di gioie tattili. Continua a leggere

La parola ai poeti. Emiliano Cribari

Io non mi occupo mai di poesia. È la poesia che occupa tutto il mio tempo mentre io cerco disperatamente gentilezza.

Più invecchio più annaspo.

Certe giornate finiscono liquide in fondo al sonno, precario, insieme ai residui, scadenti, scaduti in sorrisi ammuffiti, di ciò che ho trovato.

Una guerra è imminente. La guerra c’è già.

È la guerra del profitto, del prodotto. È la guerra dell’avidità. Lancia segnali di fumo, sfinita, la carità.

Pieni di diritti, di denaro, gli uomini marciano poveri di desideri, di povertà.

Gli uomini marciscono senza obiezioni, quasi all’unanimità.

C’è un visibilio di calabroni che annaspano in fondo a trappole fatte di birra e di miele: anelano aria, biascicano parole tipo yoga e meditazione.

Mio nonno pregava e non lo sapeva, camminava bestemmiando per ore alla ricerca di un pezzo di pane da dividere con altre persone.

Intervista a Emiliano Cribari

di Luca Pizzolitto

1) Emiliano: poeta, fotografo, guida ambientale escursionistica; hai mollato tutto per dedicarti interamente a queste tre cose. In che misura espressioni artistiche così affini tra loro diventano un tutt’uno nell’espressione della tua persona, e quanto invece mantengono dei confini precisi, amplificando invece diverse sfaccettature di te, del tuo percorso di vita?
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