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Tre poesie per Carmelo Bene

“C.B.” di Matteo Maragna

Come in certe cittadelle desolate nell’Oriente
l’anima sedotta dalla Voce
s’abbandonò al delirio iconoclasta,
il tuo svanire vivendo il casellario dei giorni
fu l’assenza di un grido mai intonato,
una tela non squarciata,
“l’imago” di un affresco che si scrosta
in grazia di uno splendore vano.
Noi mai nati o sempre morti,
noi perfetti nell’arto mutilato,
suturati petti di bellezze incolte,
dimenticati nella sabbia delle strade
che non hanno,
e mai l’avranno un nome d’uomo;
noi graziati da disgrazie ricevute,
noi teatranti di un nonnulla che è visione,
noi ipertrofici poeti, oltre l’alba e l’imbrunire
prigionieri d’un confino,
adoriamo scarse le orme del tuo piede salentino
che in fondo,
non ha mai sfiorato alcuna terra.

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TIME TO DIE: IL TEMPO DI MORIRE

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I. «Camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti ‘tu muori’» [Lucio Battisti]

«La vita sul palco: sì! Il palco nella vita: no!». Mi disse, pieno di prudente/previdente – profezia. All’epoca, come nell’ora, non è detto: l’autodeterminazione sposi l’autoconservazione. Vero che il corpo è uno strumento. Vero anche che Qualcuno bruciò – il suo strumento. Quello che resta è la Musica. Esistono contenitori che modellano il contenuto. Esistono contenuti che spezzano i contenitori. Per quanto si cerchi di ‘bilanciare’ è sempre una Spada di Brenno, una Spada di Damocle! Si deve: scegliere! Imperativo e Categorico: o sopra o sotto il palco! Aut-Aut: scelta obbligata! E scelgo: non starò sotto! Al di là dell’Alfabeto di Ben-Sira o dell’Anonimo che sia stato, al di là del lignaggio di Lilith che motteggia: «Ella disse ‘Non starò sotto di te’ , ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra’». Continua a leggere