Archivi tag: Giannino Piana

Anita Piscazzi, L’erranza

di Giannino Piana

ANITA PISCAZZI, L’erranza, peQuod, Ancona 2023, pp. 65.

          Poesia e mistica hanno una radice comune.  Ad accomunarle è il modo di guardare la realtà circostante, e ogni evento umano in particolare, non con gli occhi superficiali di chi ragiona in termini utilitaristi e strumentali, ma con un atteggiamento improntato alla gratuità, scendendo in profondità dentro la realtà per coglierne il senso vero e rispettarne il mistero che l’avvolge. Lo sguardo interiore risale poi nella mistica – è questa la sua specificità – fino all’ultima sorgente, al Dio della rivelazione che si manifesta nello splendore della natura e nell’intimità dell’io – l’intimior intimo meo di Agostino di Ippona – anticipando il momento in cui – come ci ricorda Paolo di Tarso – “Egli sarà tutto in tutti”.    Continua a leggere

12

Biagio Accardo, Luce del più vasto giorno


di Giannino Piana

La raccolta di queste splendide liriche di Biagio Accardo presenta una ricchezza di motivi accomunati da un coinvolgimento personale, nel quale trova espressione, con rara finezza, il mondo interiore del poeta. La poesia è sempre, al là dei temi affrontati (anche di quelli apparentemente lontani da questa finalità), la “cifra” di una tensione esistenziale della persona. Ma nel caso di Accardo essa presenta connotati del tutto particolari, e non solo per l’insistenza con cui tale tensione ritorna – vi è qui un continuo, diretto riferimento a vicende personali – ma anche (e soprattutto) per l’esistenza di un “filo rosso” che attraversa l’intera narrazione e che forma l’ordito di un tessuto che ha per oggetto il “sacro” nelle sue più variegate manifestazioni. Continua a leggere

Recensione di Giannino Piana a “La disciplina della nebbia”, di Massimiliano Bardotti

Massimiliano Bardotti, La disciplina della nebbia, peQuod, Ancona 2022, p. 81.

       Ho vissuto per un lungo periodo a Novara immerso in una nebbia quotidiana, che iniziava a fine ottobre e si protraeva fino al termine di febbraio. Una nebbia fitta e umida, che penetrava dentro le ossa e creava nello stesso tempo un’atmosfera ovattata, intima, silenziosa, tale da favorire il raccoglimento e la meditazione. Anche la nebbia ha un suo fascino sottile! Essa impone tuttavia – come ci ricorda Massimiliano Bardotti in questa intensa e originale raccolta, che alterna a splendide poesie brani di alta prosa poetica – l’adozione di una particolare disciplina. L’attutirsi dei rumori e la scarsa visibilità suscitano disorientamento e impediscono di muoversi con speditezza, avendo a che fare con un muro apparentemente invalicabile.      Continua a leggere

Luca Pizzolitto, Crocevia dei cammini. Recensione di Giannino Piana

Luca Pizzolitto, Crocevia dei cammini, Edizioni PeQuod, Ancona 2021.

In una società del “fare”, dell’”avere” e del “consumare” la poesia non può che risultare del tutto anacronistica. Essa non è utile, non serve, ed è per di più in aperto contrasto con le logiche dominanti. Ma questo anacronismo e questa inutilità sono – paradossalmente – le ragioni della sua grande attualità. Il disagio esistenziale, che ha assunto in questi ultimi anni connotati inquietanti grazie anche al dilagare della pandemia, ha reso trasparente la fragilità della condizione umana. Serpeggia un senso diffuso di malessere ontologico, dovuto alla percezione del limite o forse, più radicalmente, del fallimento della nostra civiltà. Continua a leggere