di Giannino Piana
ANITA PISCAZZI, L’erranza, peQuod, Ancona 2023, pp. 65.
Poesia e mistica hanno una radice comune. Ad accomunarle è il modo di guardare la realtà circostante, e ogni evento umano in particolare, non con gli occhi superficiali di chi ragiona in termini utilitaristi e strumentali, ma con un atteggiamento improntato alla gratuità, scendendo in profondità dentro la realtà per coglierne il senso vero e rispettarne il mistero che l’avvolge. Lo sguardo interiore risale poi nella mistica – è questa la sua specificità – fino all’ultima sorgente, al Dio della rivelazione che si manifesta nello splendore della natura e nell’intimità dell’io – l’intimior intimo meo di Agostino di Ippona – anticipando il momento in cui – come ci ricorda Paolo di Tarso – “Egli sarà tutto in tutti”. Continua a leggere




