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Quel che è

Gesù dice a Gabrielle di fare caso alla gioia e alla pace che seguono a quello che viene fatto per Lui: niente dà una consolazione così grande, o fa stare così bene. Bisogna moltiplicare le occasioni: di preghiera, di colloquio, di scambio di sguardi e di pensieri. Più si entra nell’intimità, più la vita diventa quel che è. 

Con Lui

Cosa avrebbe fatto o detto Gesù? Come si sarebbe comportato in questa situazione? Cosa avrebbe risposto? Sono queste le domande che contano. Dio si è fatto Uomo per unirsi a noi, e noi siamo chiamati a diventargli simili. Più lo amiamo, più siamo felici: siamo fatti per questo. Fuori di Lui c’è il vuoto, la tristezza. Con Lui la gioia, che sarà pienamente svelata in paradiso.

Vedranno Dio

Gesù dice a Gabrielle che la gioia lo onora. Bisogna unirsi alla Sua gioia nel cielo, come se fossimo noi a donarla a Lui. La gioia, aggiunge, viene dalla purezza d’intenzione. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio e sperimenteranno la Sua gioia. 

La Sua gioia

Gesù raccomanda a Gabrielle di pensare spesso al cielo. Ciò che c’è di più bello, in questa terra, non può paragonarsi a quello che ci aspetta di là. E Lui è felice al pensiero di donarci una felicità pagata a caro prezzo. Ma è come se fossimo noi a offrirgliela, tanto la nostra gioia fa la Sua gioia. 

Così è Dio

Gesù chiede a Gabrielle di fare le cose per Lui, come Lui. Dice che la gioia e la grandezza stanno in questo. Chissà perché è così difficile capirlo. Aggiunge che le folle si avvicinavano a lui per egoismo, che solo raramente trovava l’amore. Ma bisogna rispondere con tenerezza. Così è Dio. 

L’effetto dell’incontro

Gesù sceglie. Si sceglie i Suoi. Come satana ha i suoi agenti, così anche Lui manda a diffondere il messaggio, un messaggio di gioia. Invita la Bossis a ricordare le reazioni dei guariti, sulle strade della Palestina. Questo è l’effetto dell’incontro, questo bisogna annunciare agli affaticati e agli oppressi della storia. 

Gioire

Prima del Natale c’era Dio e c’erano gli uomini. Con la nascita di Gesù, Dio è diventato Uno di loro. Quale amore, quale unione possibile tra Lui e noi! Questo dice il Cristo alla Bossis, invitandola a gioire con tutte le sue forze.

Ogni gioia


Il regno dei cieli subisce violenza, e i violenti se ne impadroniscono: è uno dei passi più enigmatici dei quattro Vangeli. In realtà si spiega bene. Gesù dice che per seguirlo bisogna rinnegare se stessi e prendere la croce. Ecco dove sta la violenza: nel crocifiggere i propri desideri, l’amore di sé. È il preludio della risurrezione, dice il Cristo alla Bossis, vale a dire di ogni gioia.

Abbandono

La forza di Dio è la gioia. È qualcosa che il mondo sperimenta raramente. Per questo bisogna affidarsi, compiere il gesto di lasciarsi andare. L’errore è voler fare da soli, la pretesa testarda dell’autosufficienza. Ma la gioia sta dalla parte opposta, nell’abbandono fiducioso.

Cantare

Cantare andando al sacrificio: così ha fatto Gesù. Uscendo dalla cena, aveva intonato il grande hallel: “il suo amore è per sempre” . È la gioia di Dio la nostra forza, e non dobbiamo temere di attingervi più che possiamo, non preoccupandoci mai di chiedere troppo. Dio non si lascia superare in generosità, diceva sempre don Mario. E quanto aveva ragione.

Piacere e gioia

La gioia viene da Gesù. Il piacere mondano diminuisce l’uomo, la gioia autentica ne aumenta lo zelo, che è il vero segreto della vita. Bisogna chiedere a Dio di dimorare in noi, di essere l’anima delle nostre azioni, di farsi sentire abitualmente: il modo è porre il nome di Gesù davanti a noi, e metterci in cammino.

Gioia

Gesù vuole la gioia, come tutti quelli che amano. Non è possibile desiderare altro, per chi amiamo. Per questo è necessario sentirla, coltivarla. Un modo semplice è fare le cose per Gesù: ciò gli dà gioia e, di conseguenza, la trasmette a noi. La vita è più semplice di quanto si creda. Ma bisogna farne l’esperienza.