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Lettera aperta a Greenpeace di Mario Bertasa

Ciao,
sai che i libri che compri potrebbero contenere tracce di foresta pluviale? Dal Salone Internazionale del Libro di Torino lanciamo la nuova classifica “Salvaforeste” sull’editoria italiana, che rivela come la maggior parte dei libri venduti nel nostro Paese sia una minaccia per le preziose foreste di Sumatra e gli ultimi oranghi indonesiani. L’Italia, infatti, è il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente del campione della deforestazione APP (Asia Pulp and Paper).

Al nostro questionario “Salvaforeste” la maggior parte degli editori ha risposto dimostrando trasparenza, ma ha dichiarato di non poter fornire informazioni chiare sulla propria carta e quindi non ha una politica sostenibile. In questo gruppo si trovano i principali gruppi editoriali italiani  Mondadori, RCS Libri, Gruppo Giunti e Gruppo Mauri Spagnol.  Continua a leggere

Una tazza di tè quasi vuota.

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Una tazza di tè quasi vuota

di Nadia Agustoni

Cinque minuti dopo la mezzanotte tra il due e tre dicembre 1984 a Bhopal si verificò il più grande disastro industriale della storia. Una nuvola di metilisocianato, composto chimico altamente tossico, fuoriuscì per l’esplosione di un serbatoio e uccise complessivamente 30.000 persone ( le prime 8.000 morirono in poche ore). I contaminati furono 500.000 e a 25 anni di distanza il tasso di inquinamento dell’area è sempre altissimo. In una recente intervista apparsa su Il Fatto Quotidiano del 3 dicembre 2009, lo scrittore Dominique Lapierre autore del romanzo-inchiesta Mezzanotte e cinque a Bhopal parla del suo ritorno nella città contaminata e racconta di avere provato a bere l’acqua di un pozzo, ma “ è bastato mezzo bicchiere per far infuocare le nostre bocche per diversi giorni”. Continua a leggere

Pianeta-inferno: cronache di ordinario orrore

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«L’orribile macellazione di migliaia di balene pilota indifese ogni anno nelle isole Fær Øer – ha denunciato la Sea Shepherd Conservation Society – è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso del sangue e si sentono le urla delle balene pilota ferite mortalmente. E’ uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese».

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