“Feisbuuc” di Lorenzo Pezzato – Il libro

Feisbuuc

Era iniziato con la pubblicazione a capitoli sul web, ed è finito sugli scaffali delle librerie stampato su carta.

Si tratta di Feisbuuc, il romanzo del giornalista veneziano Lorenzo Pezzato, di cui avevamo già scritto. Una storia intrigante che parla delle relazioni sociali nell’era di internet, e che usa come “scenografia” proprio Facebook, il social network più famoso del momento.

Il romanzo si può acquistare qui, sul sito dell’editore TerraFerma e in tutte le librerie. C’è anche la possibilità di scaricarlo gratuitamente in formato pdf dal blog dell’autore (www.lorenzopezzato.it).

Propongo di seguito la scheda come già diffusa online, con una piccola integrazione (le ultime due domande sono mie, ed esprimono i miei dubbi personali):

Il fenomeno di Facebook e dei social network è arrivato tardi in Italia ma sta crescendo esponenzialmente, coinvolgendo milioni di utenti e attirando l’attenzione dei sociologi. Più che la possibilità di rintracciare amici e conoscenti e comunicare facilmente con loro, colpisce il fatto che le persone siano disposte a condividere con chiunque, pubblicamente, la propria vita, spesso anche in aspetti intimi, infrangendo il tabù della privacy che solo qualche anno fa pareva destinata a diventare il bene più prezioso di ogni individuo. In questo singolare romanzo, in parte scritto sotto forma di chat, Lorenzo Pezzato indaga sulle potenzialità e il possibile impatto sociale del mezzo, e tramite i suoi personaggi si chiede: cosa potrebbe succedere se questa abitudine alla condivisione diventasse una normalità sociale e non solo un esercizio di relazione via web? Considerando che spesso oggi è più facile costruire una relazione sentimentale su internet che di persona, si arriva alla conclusione che Facebook permette di fatto una specie di poligamia digitale. E se con l’andar del tempo anche quella familiarità con la “poligamia” – inizialmente limitata alla rete sociale elettronica – si trasferisse alla realtà quotidiana, al mondo fisico, entrando nelle case degli italiani? La condivisione può riguardare anche gli affetti e le relazioni reali? Può cambiare, anche per mezzo di Facebook, il concetto tradizionale di “famiglia”? È giusto od opportuno che sia così? O si può quanto meno pensare a una ritrovata capacità di condivisione di sentimenti e affetti, che sembra abbiamo smarrita per strada, nella frenesia competitiva della modernità?

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

4 pensieri su ““Feisbuuc” di Lorenzo Pezzato – Il libro

  1. Iannozzi

    Su facebook ci sono stato un po’, un mese, e mi sono rotto le scatole. Figuriamoci se vado a vedere il film o se mi faccio venire la cervicale per leggere un libro che parla di un social network. Non è per pregiudizio, ma dentro facebook ci sono stato e c’è solo da dire che è come stare in portineria, gossip e chiacchiere. Nient’altro.
    Ecco perché lo uso come lavagna. Che altro uso ne potrei fare?

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  2. Iannozzi

    Franz, non è questione di essere un fesso o meno. FB è un grosso raccoglitori di chiacchiere, di gossip, che peraltro non rimangono confinati all’interno del social network. Vengono fuori, diventano articoli, diventano armi, bombe a mano. Non c’è nessuna regolamentazione, anarchia assoluta per quanto concerne la privacy: se io dicessi ad esempio che tu sei un ebreo, domani chiunque potrebbe prendere questa informazione del tutto falsa e portarla su qualche blog, o ancor peggio su qualche giornale. Questo accade soprattutto per personaggi famosi ma anche per i comuni mortali, in una società dove l’anti-informazione si è sostituita al giornalismo serio. Tieni poi conto che perlopiù i personaggi famosi che hanno un account su FB non rispondono loro in prima persona: ci mancherebbe altro. A rispondere è qualcun altro, pagato dal personaggio perché faccia la “sua” parte. Per non dire dei “cloni” di Tizio e Caio, che si danno da fare più della peste bubbonica. E’ vero, è come una auto ma con un motore taroccato male e coi freni a puttane che alla prima curva presa vai a finire fuori e t’ammazzi, e poco conta che tu sia Schumacher o Senna.

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