da qui
Archivio mensile:Maggio 2021
Di là

È il 5 maggio, il compleanno di don Mario. Ci sono presenze e ricorrenze da onorare, perché non solo hanno riempito la vita, ma sono la tua vita. Don Mario è qui, davanti a me, con Gesù e Maria. Insieme facciamo grandi cose, che nessuno vede. Perché le cose veramente grandi restano invisibili: il distillato dell’anima che solo Dio conosce. In questo giorno, per me così importante, auguro anche a voi di trovare qualcosa di vero e potente, che nemmeno impegnandovi allo stremo potreste contraddire. Per me è lo spirito che don Mario mi ha trasmesso, per cui non finirò di ringraziarlo. Neanche di là.
La scintilla

Alla fine restano in due, la misera e la Misericordia: la folgorante conclusione di Agostino, nel commento all’episodio dell’adultera, riguarda tutti noi. Grandezza di Dio e piccolezza dell’uomo si incontrano, con risultati imprevedibili. È lì che scocca la scintilla, è lì che si accende la speranza.
CRESTOMAZIA: “Dio” e “La morte è la curva della strada” di Fernando Pessoa
A volte sono il Dio che porto in me
e allora sono il Dio e il credente e la preghiera
e l’effigie d’avorio
in cui questo Dio si oblia.
A volte non sono altro se non un ateo
di questo dio che sono quando mi esalto.
Vedo in me tutto un cielo
ed è solo un alto cielo vuoto.
Il materiale
Flowers di Cynthia Zarin, USA ( 1959)
This morning I was walking upstairs
from the kitchen, carrying your
beautiful flowers, the flowers you
brought me last night, calla lilies
and something else, I am not
sure what to call them, white flowers,
of course you had no way of knowing
it has been years since I bought
white flowers—but now you have
and here they are again. I was carrying
your flowers and a coffee cup
and a soft yellow handbag and a book
of poems by a Chinese poet, in
which I had just read the words “come
or go but don’t just stand there
in the doorway,” as usual I was
carrying too many things, you
would have laughed if you saw me. Continua a leggere
L’attesa
La vecchia rivoluzione e quella sempre nuova

di Giampaolo Centofanti
Una radice della crisi attuale sta, come osservato per esempio da diversi filosofi e scrittori, nel razionalismo che svuota, omologa, le persone in un percorso consequenziale che è passato tra l’altro, come se nulla fosse, dalle grandi ideologie rivoluzionarie al dominio della finanza e dei potenti di internet sotto l’ombra di un astratto civismo, solidarismo, che spoglia di ogni libera ricerca identitaria e di un solo allora autentico scambio. Su queste scie ogni valore viene manipolato ai fini del potere: il femminismo per esempio può divenire scusa per cooptare persone ad hoc nel sistema. Certo anche con tali rischi vi sono molti validi motivi per dare più spazio alle donne. Ma la vera liberazione della donna non può prescindere dalla vera liberazione di ciascuno.




