
Devo dire la verità. E’ più facile scrivere poesia che leggerla. Nonostante, come ripeto spesso, sono più orgoglioso delle cose che ho letto che di quelle che ho scritto, mi sta diventando faticoso leggere la poesia. E’ accaduto come se mi fossi anestetizzato. Qualcosa deve accadere tra me e il testo perché riesca a scriverne. Ecco, così mi è capitato leggendo Passeggeri solitari (Edizioni La Gru, 2022) di Stefano Lorefice. Intanto, questa raccolta è un esempio raro di poesia-in-prosa. Mi faccio aiutare dal saggio di Claudio Crocco e, infatti, trovo conferma che la “poeticità” non deriva dalla presenza del verso ma dal “contenuto e dalla struttura enunciativa del testo.”




