Archivi categoria: Fabrizio Centofanti

36. La fede di Abramo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=MyUkJ2YiT4I]

da qui

I momenti di grande amarezza non mancavano, quando tutto il dolore accumulato sembrava riversarsi in un colloquio, in una frase, in un tono magari equivocato, o nello sfogo in cui si rinfacciava tutto quello che si era dovuto sopportare. In quei frangenti, riemergevano potenti le paure incrociate, lo spettro di nuovi fallimenti ed abbandoni, come se tutte le rassicurazioni che venivano dall’alto si polverizzassero in un attimo, perdessero a un tratto consistenza, non fossero più degne di fede. Già, era questa la parola che avrebbe dovuto orientarci e sostenerci: la fede nuda di Abramo che Kierkegaard, in Timore e tremore, aveva evocato così magistralmente. Nel punto di rottura, quando tutto il Progetto rischiava di saltare, toccava a uno dei due effettuare le manovre complesse di riavvicinamento. Spettava a chi aveva più amore resistere agli assalti del maligno, che già prevedeva di mandare tutto all’aria. Era il segreto che avrebbe salvato gli eletti nella conflagrazione planetaria: il nesso con il Tutto, l’amore che ricuce, la carità che guarisce le ferite, che guarda con gli occhi di Cristo dalla croce, raccoglie le parole di perdono, si lascia squarciare il costato perché ne esca un sacramento di pace e di unità. Erano quelli i momenti in cui si comprendeva chi davvero credesse nelle promesse fatte dal Signore dai tempi del biglietto rosa, quando il sogno sbocciava tra le spine e i cardi degli assalti tenaci del demonio, l’incidente automobilistico di lei, le parole che non potevano più uscire, la tensione che sembrava bloccare sul nascere un’energia capace di cambiare il mondo. Ma era proprio il gesto generoso di riconciliazione a dimostrare che eravamo cambiati veramente, che Gesù aveva ben riposto le speranze di un cosmo rinnovato dal suo Spirito Santo.

34. Una volta per tutte

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=P0xdpQASh8g]

da qui

Era come se i fili della mia esistenza, i frammenti in cui m’ero disperso a causa della conflagrazione devastante delle prime ore di vita, fossero riuniti da una mano capace di tenerli insieme, in attesa di un’altra conflagrazione ben più estesa, che avrebbe isolato in una sola immagine di morte e distruzione le incoerenze e ostinazioni irriducibili di un’umanità disubbidiente, rassegnata, una volta per tutte, all’indifferenza e alla violenza. Continua a leggere→

33. La triade

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=EfMZZz-nl9o]

da qui

Da quella sera, facemmo un ulteriore passo avanti. Accogliemmo la rivelazione che il punto focale era il rapporto fra di noi, condizione necessaria e sufficiente a far emergere la vera identità, a stanare le paure che solo a quel punto si potevano, insieme, scoprire e superare. La mattina dopo, i miei amici librai mi portarono i quattro, poderosi tomi della Filocalia, che avevo ordinato giorni prima e attendevo trepidante: salutai la coincidenza come un segno del consenso divino. Il titolo dell’opera – in italiano: amore per la bellezza -, era a sua volta la conferma che in quella direzione avremmo rinvenuto i beni promessi all’inizio col biglietto rosa, sintesi perfetta del Progetto. Il paradosso era che il bene scatenava la paura, scopriva le corde più intime e sensibili, rievocava sentimenti e sensazioni che ci avevano segnato, per sempre, dall’infanzia; ma ciò si agitava, d’ora in poi, sotto lo sguardo di Gesù, l’unico in grado di calmare la tempesta. Riemergeva la triade tanto cara a don Mario – amore, verità e libertà -, come fosse destinato a presiedere allo sciogliersi dei nodi, perché tutto avveniva per la sua martellante intercessione. All’alba, visitavo con fervore raddoppiato la sua tomba, quasi che, da quel simbolo di morte, potesse rifluire la vita a cui entrambi anelavamo.

Dall’alto

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=sdaPoUNk5R8]

da qui

Non riesco più a distinguere, laggiù,
il mare e l’orizzonte: due ricordi
s’intrecciano e tra loro non c’è più
separazione. Da quassù ti vedo
confusa con il vento, con le piante
che piegano la testa, col rintocco
di campane sorprese dall’assenza
dei versi, dal silenzio che rigurgita
nel bosco. Si prepara il temporale,
forme strane di nuvole si sfanno
nei vicoli ingrigiti, nella porta
scoperta solo ora, dove il Dio
bambino si protende per attrarci
a sé, dove lo Spirito si stende
come un manto di stelle, che ci scorta.

29. La miscela

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=E1tQOz1k76w]

da qui

Facendo un poco d’ordine tra le carte accatastate sopra il tavolo, mi venne incontro un’immagine che mai avrei supposto di trovare: un Gesù misericordioso uguale a quello rinvenuto nel santuario abruzzese, che nel frattempo si andava rivelando una presenza decisiva nel nostro percorso verso Dio. Continua a leggere→