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Devo dire


Nessuno ci ama come Dio: basta credere questo. Del resto, non è una gran scoperta: è sufficiente elencare le infinite delusioni incassate dagli altri e da noi stessi. Il Cristo mi ama più di me, molto più del mondo messo insieme. Ecco, mi sento già meglio, devo dire.

Soli

A volte ci sentiamo soli. È un ritornello che il prete sente spesso, a cui si può rispondere in un modo suggerito dal Vangelo: Io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Così l’evangelista Matteo conclude il suo racconto. In realtà, è un punto di partenza: sapere che non basta aprire gli occhi, la mattina; bisogna accorgersi dello straniero che ci cammina accanto, come a Emmaus.

Tra una cosa e l’altra

Abbiamo problemi di chiusura? Ci sembra che l’aridità dell’anima abbia raggiunto un livello di emergenza? Che neanche una tonnellata di tritolo potrebbe far saltare il muro che, giorno dopo giorno, abbiamo eretto in noi? La soluzione c’è. Come può il tuo cuore – dice il Cristo alla Bossis – restare chiuso davanti alle mie piaghe aperte? Pensiamoci, oggi, tra una cosa e l’altra.

Tre fasi

Gesù raccomanda alla Bossis di dividere in tre fasi la giornata, dedicando al Padre il risveglio, al Figlio il tempo successivo alla messa, per poi addormentarsi in compagnia dello Spirito Santo. Si vive, così, in modo trinitario, ricordandosi di Dio in ogni istante.

Il mistero

A offrire non è solo Gesù, bensì anche noi. È il mistero del dolore, che dalla notte dei tempi l’umanità ha provato a investigare, con successi modesti. La questione è che il successo di Cristo è nella Croce, tema fra i più ostici per le nostre corde. L’unica è lasciarsi guidare dal Maestro: il mistero nascosto si svelerà davanti ai nostri occhi.