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Giornata

Pensiamo che Gesù si interessi solo delle grandi cose: questioni trinitarie, escatologiche, salvifiche. E invece no: come dice alla Bossis, non possiamo immaginare quanto sia sensibile alle piccole cose. È bello saperlo. Organizziamo meglio la giornata.

Cosa manca

Gesù ci conosce. È la certezza primordiale, contemporanea all’altra: che ci ama. Due dati di fatto che dovrebbero bastare per cambiare una vita. Tutto ciò che accade è propedeutico a questa presa di coscienza: mi conosce, mi ama. Cosa manca per essere felici?

Il test

Due che si amano si guardano negli occhi, si cercano. Il pensiero cade lì, si ferma, si riposa. Fai tante cose, ma pensi al momento dell’incontro, alla porta che si apre, alle parole che si abbracciano. Succede con Gesù? È questo il test a cui il credente dovrebbe sottoporsi.

Posti

La vita è una questione di priorità e di precedenze. Chi sta al primo posto? A chi cedere il passo? La tentazione è quella di mettersi davanti: agli altri, e poi, persino a Dio. Ecco perché Gesù intima a Pietro: vai dietro di me, satana. A ognuno il suo posto: il primo è Cristo, se vogliamo scegliere la vita.

Chi sia

È facile giudicare: ci facciamo un’idea e diventa un pregiudizio. La legge del branco accentua il fenomeno in modo esponenziale: la vittima predestinata non ha scampo. Ma il vangelo insegna: non giudicare. Perché non conosci l’anima dell’altro. Perché, in realtà, non sai chi sia.

Pensieri

Tendiamo a fare di Gesù una specie di marziano. Gli attribuiamo un distacco olimpico estraneo al suo cuore. Lui tiene a noi molto di più di quanto teniamo ai nostri affetti. E il fatto che lo pensiamo o meno, è per Lui di importanza capitale.

Cinque pani

È nota la storiella di quello che chiedeva il miracolo di vincere la lotteria, ma non comprava il biglietto. Anche noi pretendiamo da Dio di venire esauditi, e ci dimentichiamo di pregare. La cosiddetta moltiplicazione dei pani insegna che Gesù ha bisogno di collaborazione: poi farà tutto Lui, sfamando migliaia di persone. Ma cominciando da cinque pani e due pesci, il nostro modesto contribuito.

La memoria dell’amore

Mi convinco sempre più che il peccato non sia altro che una dimenticanza. Se, entrando in camera, il mio primo atto non è guardare il grande volto di Gesù, appoggiato alla parete in fondo, c’è qualcosa che non va. Dimenticare Dio è l’origine del male, come aveva capito Dostoevskij, e con lui i Padri della Chiesa. Ricordare è il frutto della grazia, il dono più importante: la memoria dell’amore.

Trasmettere

È impossibile non trasmettere qualcosa, lo intuiamo facilmente. Le recenti scoperte della fisica dei campi hanno svelato l’intreccio inestricabile di atomi e particelle subatomiche che costituisce l’universo. Questa coscienza aumenta la responsabilità di ciascuno nei confronti degli altri. Cosa trasmettiamo? Il Cristo invita la Bossis a essere per tutti la sua grazia: scelta migliore non può esistere.

Purificarsi

La vita è purificazione, in pochi lo capiscono. Ma ancora meno sanno che amare Gesù è purificarsi: è un fuoco che brucia ogni residuo tossico, contagia la salvezza, e rende eternamente giovani. Il mistero è come si possa rinunciare, per sempre, a tutto questo.

Sofferenze

Siamo allergici alle sofferenze. Interi sistemi di vita si fondano sull’evitarle, come la peste. Eppure sono loro che edificano il mondo, in modo invisibile, nascosto. L’unione con Dio avviene nella sofferenza, questo mistero tanto incompreso e disprezzato, quanto salvifico.

Rovescio

Siamo pronti a giudicare. Con gli altri siamo molto severi. E dolci con noi stessi. Invece, dice il Cristo alla Bossis, dovremmo fare il contrario. A pensarci, il mondo andrebbe meglio. Esigere da sé, e comprendere gli altri: quanti attriti risparmiati, quante guerre scongiurate, e quanto ordine in più.

Dare del tu

Non dobbiamo fare complimenti, con Gesù. È uno di famiglia. Più confidenza abbiamo, più naturalmente farà parte delle nostre abitudini, dei riti quotidiani, delle gioie e delle fatiche, insomma, di tutta l’esistenza. Dare del tu a Dio: cosa c’è di più grandioso?

Bellezza

Dio è bellezza. La verifica della verità, dunque, è quando affiora sulle la labbra questa esclamazione: che bello! È un impulso primordiale, la sensazione insuperabile dell’anima che, finalmente, respira. Predisponiamoci a questo evento quotidiano, speriamo ardentemente di poter dire, oggi, ora, anche noi: che bello!

Passepartout

Il Cielo comincia qui: lasciandosi amare da Gesù, e riamandolo. Le cose importanti sono semplici, nonostante lo spessore e la complessità. Amore è la parola chiave, come se Dio avesse voluto consegnarci un passepartout, che desse accesso a Lui in qualunque istante della nostra vita.