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Sulla felicità. Appunti di lettura, di Edoardo Sant’Elia

È un saggio multiplo, ricco di echi, quello imbastito attorno a La forma della felicità da Fabrizio Centofanti e Sabrina Trane (Effatà, 2021). Un sacerdote, con una significativa formazione letteraria, e una psicologa, con specializzazione in psicoterapia cognitiva. Che però non si affrontano schematicamente, non si schierano dietro le proprie idee ma piuttosto intrecciano nel corpo del testo riflessioni e suggestioni, tracciando un percorso che offre vari livelli di lettura, varie possibilità di confronto: di cui approfitto, misurandomi in estrema sintesi con alcuni dei numerosi temi messi in campo.  Continua a leggere

Da “La forma della felicità. Una spiritualità per il mondo contemporaneo”

Dall’individualismo alla logica trinitaria

La carne, secondo Paolo, porta all’egoismo: si pensa per sé, al proprio interesse; tutto è in funzione del proprio tornaconto. È facile verificare come questo accada anche nell’apparente socialità promossa dalla tecnologia: gli scenari dei social media sono una fiera di edonismo narcisistico, di vanità, di idolatria. La rincorsa al «mi piace» rivela un’insicurezza profonda, che necessita di continue conterme e approvazioni, fino a diventare una sorta di dipendenza patologica. È un individualismo all’ennesima potenza quello delle comunità virtuali, proprio in quanto mascherato da condivisione. Non si considera l’altro in quanto altro, ma solo per il suo potere di approvare o condannare, di fischiare o applaudire, in una sorta di talk show infinito, da cui emerge un’immagine sfigurata della dignità della persona.

L’icona della Trinità, di Andrej Rublev, si pone agli antipodi di questo quadro deprimente: i tre Personaggi si guardano l’un l’altro in una contemplazione amorosa ed estatica. Ecco dove nasce e si radica la vera immagine dell’uomo, la sua vocazione a superare se stesso per approdare all’altro, per passare all’altra riva, come dice Gesù nel Vangelo. Tutto ciò che siamo, dobbiamo vederlo alla luce di questo kenegdo, occhi negli occhi; che appare, nella Bibbia, in seguito alla creazione della donna: non un aiuto per l’uomo, come recita una traduzione insufficiente, ma un volto da contemplare con meraviglia ogni volta rinnovata. Solo il Dio Trinità permette il passaggio a questa logica nuova, il cui senso è: «Mai senza l’altro».

La forma della felicità

di Fernando Altieri

Questo non è un manuale come tanti. È un libro che ti prende per mano e ti affascina parlandoti di Dio, dell’uomo, del loro ritrovarsi. Nel caos nichilistico che attraversiamo, nell’Occidente della disintegrazione dei valori, questo testo fa affiorare un senso: una bellezza che abbiamo smarrito, intasati come siamo da immagini triviali; una bontà che sembra evaporata, a causa del cinismo imperante; una verità che pare stravolta dall’ondata di fake news.

Leggere un paragrafo alla volta de La forma della felicità permette di sentirsi ancora vivi, protagonisti di un progetto straordinario, in cui Cielo e terra non sono più distanti, in cui il paradiso non è “un mondo lontanissimo da qui”, come canta una star dei nostri tempi.

Questo libro non è affatto un manuale come tanti: è una finestra sulla realtà così come l’ha pensata Dio.

Fabrizio Centofanti, Sabrina Trane, La forma della felicità. Una spiritualità per il mondo contemporaneo, Effatà, 2021.

La forma della felicità. Una lettura di Riccardo Ferrazzi.

 

Fabrizio Centofanti, sacerdote, poeta e narratore, e Sabrina Trane, psicologa cognitivista, affrontano in un breve saggio una sfida monumentale: una vera e propria rifondazione dei motivi per scegliere di credere in Dio. Non il Dio astratto della filosofia, ma quello annunziato da Gesù Cristo. Questo saggio mette da parte un vuoto teologico che rischia di diventare destabilizzante e individua per la fede presupposti adatti a chi vive nel mondo attuale, dove il successo sembra essere la regola di tutte le cose.

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La forma della felicità. Dal 22 aprile nelle librerie.

di Barbara Pesaresi

“Le stelle brillano dalle loro vedette

 e gioiscono; 

egli le chiama e rispondono: «Eccoci!» 

e brillano di gioia per colui che le ha create.” (Baruc 3,34-35)

Don Fabrizio Centofanti, sacerdote e scrittore, e Sabrina Trane, psicologa, con “La forma della felicità” lastricano di un altro tassello quel cammino di vita nello Spirito che hanno iniziato a proporre a partire da “Piccolo manuale di spiritualità”. 

La nostra vita è un continuo rimpallo tra interiorità ed esteriorità, luce ed ombra. Il rischio, se non si trova una sintesi armoniosa tra i due stati, è quello di scivolare o in un esasperato soggettivismo, venendo a mancare il vitale confronto con l’altro, o in una sterile superficialità perché votati all’apparenza. 

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