Archivi tag: Marina Torossi Tevini

Nella terra del mito di Marina Torossi Tevini

di Chiara Mattioni

Finora della scrittrice triestina Marina Torossi Tevini, con all’attivo tre libri di poesie – quello di esordio Donne senza volto del 1991 (ed. Svevo) – e nove libri di prosa, vincitrice di vari premi letterari – si poteva senz’altro affermare che si tratta di una scrittrice molto generosa, e poliedrica. Ma con la pubblicazione dell’ultimo romanzo Nella terra del mito (Campanotto, 2026), possiamo aggiungere gli aggettivi di coraggiosa, moderna, innovativa, letterariamente agile. Perché in questo libro l’autrice, con una maestria non comune, riesce a infrangere tutte le regole del romanzo classico, a legare generi letterari e registri narrativi diversi amalgamandoli nel racconto del destino tragico di una famiglia. Nel contempo tiene a bada le vicissitudini di un secolo, con salti tra gli inizi del Novecento e gli anni Duemila, arco temporale in cui colloca le vicende dei suoi personaggi, all’inizio apparentemente slegate ma che alla fine si intersecano. Un romanzo non semplice all’approccio, a partire dalla ripartizione non in capitoli ma in parti, ma che, una volta trovato il bandolo, si snoda senza intoppi come un meccanismo oliato fino all’epilogo. Continua a leggere

Anatomia di un tramonto, di Marina Torossi Tevini

di Chiara Mattioni

A cosa serve la poesia? E poi: cos’è la poesia? E’ l’anima in presa diretta di un singolo, attenzione estrema alle cose dentro e fuori, rivelazione fulminea del profondo e dell’universale? E’ ingegneria della parola? La poesia è il progetto, il programma prima della realizzazione – basti pensare che le grandi rivoluzioni hanno trovano sempre il loro poeta – o bilancio e rilancio? Di certo, in poesia, il tempo non è algebrico e non finisce, pertanto c’è un solo bilancio che può stabilire ed è il bilancio dell’avvenire. Sta comunque sempre tra i due fronti della poetica e dell’estetica, della rapsodia e della prosodia. In ogni caso sempre difficile da afferrare e da definire, tanto più se si tratta di raccolte di versi scritti in un arco più o meno lungo di anni, ed è difficile trovare un filo di Arianna che ci guidi. Continua a leggere

Trieste. La resa dei conti, di Marina Torossi Tevini

di Chiara Mattioni

Ci sono almeno tre modi di raccontare la Storia. Il primo è quello ufficiale, quello dei libri di studio che, ricostruito a posteriori, se pure rigoroso, perde l’anima degli avvenimenti. Il secondo, preziosissimo e insostituibile, è quello della testimonianza diretta, che aggiunge dettagli ricchi e tumultuosi e tuttavia ha sempre un’angolazione in qualche misura soggettiva.

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Nord-Sud Europa: note di viaggio

Nord-sud Europa: note di viaggio in compagnia di Stéphane Hessel e di Alexis de Toqueville
di Marina Torossi Tevini

Viaggiare è strappare almeno per un po’ le radici da un luogo – abitudini ripetitività conforto che una vita che si ripete fornisce – e lasciarsi scivolare sul mondo. Al mattino ti ritrovi in un altro ambiente, ripeti le tue abitudini con delle variazioni, fai la tua passeggiata, fai colazione, cerchi una nicchia per scrivere e pensare. Ma non è la solita passeggiata Continua a leggere

Tutta colpa dei Borboni?

Borboni

di Marina Torossi Tevini

L’Italia non smette di sorprendere per la scarsa lungimiranza e per l’irresponsabile leggerezza con cui chi detiene e ha detenuto il potere per anni agisce, perseguendo fini personali più che sociali. Ci capita di ascoltare spesso scandali che non risparmiano nessuno, né a destra né a sinistra, e coinvolgono anche persone che ritenevamo al di sopra di ogni sospetto. Tutto questo dall’opinione pubblica è seguito spesso – ahimé – con un’attenzione morbosa che talvolta cela una quasi-invidia, che di morale ha ben poco. Si biasima insomma quello che si vorrebbe fare, ma che obbiettivi impedimenti non consentono. Come la vecchia di de André che “dà buoni consigli perché non può più dare il cattivo esempio”. Continua a leggere

Marina Torossi Tevini, L’Occidente e le parole

Pietas per l’Occidente
di Giovanna Mozzillo

L’Occidente e parole di Marina Torossi Tevini: una raccolta di racconti scanditi da continui interrogativi, interrogativi a cui l’autrice si impegna a dare risposta attraverso un inesausto spasmodico sforzo di indagine e riflessione. Uno sforzo in cui ella riesce a coinvolgere a pieno il lettore, dal quale è come se si facesse scortare passo dopo passo attraverso il processo conoscitivo e lungo l’avventuroso percorso che dovrebbe condurci a decifrare il mistero della condizione umana. Continua a leggere

Elogio del tatto (con divagazioni su Almodovar)

di Marina Torossi Tevini

I sensi nella società dei consumi

Mi sembra che il tatto sia di gran lunga il senso più trascurato da questa società che pure ai sensi fa ampiamente appello. Ma quali sensi? La vista è indubbiamente privilegiata. L’uomo della società dei consumi è un uomo educato a gustare la vita attraverso gli occhi. Deve vedere per poter desiderare, e la società ha tutto l’interesse a far nascere in lui bisogni insoddisfatti. E insoddisfatto è in effetti mentre se ne sta davanti alla televisione guardando donne bellissime che non saranno mai sue, case splendide che non possederà mai, oggetti (automobili cibi beni superflui) che potrà, con qualche sforzo, avere e che, entrati nella sua vita, forse non gli daranno la soddisfazione che quelle immagini accattivanti gli avevano suggerito. Continua a leggere