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Richieste

Gesù dice a Gabrielle di consolarlo, perché la Sua passione è sempre, e sempre ha bisogno della nostra vicinanza. Le raccomanda le virtù teologali, cui tiene tanto: la fede e la speranza sono i primi gradini dell’amore, che va sempre alimentato, con piccoli sacrifici che lo tengano vivo. Solo l’amore conta. Dice di chiedergli di agire in lei: Lui lo farà.

Uniti

Il Cristo dice alla Bossis di chiedere anche le cose impossibili, perché Lui può tutto. L’amore approfitta di questa potenza senza limiti, che si mette a disposizione dei nostri desideri più profondi. Gesù ha sofferto, per questo, tutte le pene, perché in ogni dolore potessimo consolarci, uniti a Dio, partecipi della sua natura, intimi con l’Infinito.

Qui

La preghiera è il segreto. Non la preghiera sciatta e distratta, fatta per semplice dovere. Parliamo della preghiera che va verso il centro, mettendoci in contatto con Dio, con gli altri, con noi stessi. Cerchiamo dappertutto, ma la risposta è qui.

Accontentarlo

Cosa chiediamo a Cristo? Potremmo domandare, per esempio, di non andare in purgatorio, per vederlo al più presto. È quello che Gesù dice a Gabrielle, precisando che questo desiderio gli fa piacere e lo onora. Siamo ancora in tempo per accontentarlo.

In giro

Spesso preghiamo distraendoci, pensando a tutto, meno che a Dio. A Gabrielle che pregava meccanicamente in tram, soffermandosi su passanti e negozi, Gesù dice amabilmente: se fossi semplicemente un uomo, ti domanderei: mi stai prendendo in giro?

Inutile

Gesù raccomanda alla Bossis che non sia una fatica pregare. Che sia una cosa semplice, come una chiacchierata in famiglia. È consolante sentire questo appello: è come smontare, in un momento, un’impalcatura complicata e inutile.

Andare

Perché è così importante la preghiera? Perché è relazione, è credere nell’altro, riconoscere l’importanza della sua presenza. L’eterno bivio della vita è fra l’amore e l’egoismo: cosa vogliamo, l’uno o l’altro? Il primo porta con sé felicità, il secondo tristezza; il primo unità e pace, il secondo divisione. Dove vogliamo andare?

Santi a metà

Non si può essere santi a metà, dice il Cristo alla Bossis. Non si rinasce una sola volta, ma ogni giorno; non bisogna solo vivere di Dio, ma anche morirne. Perché sia possibile, occorre chiedere senza stancarsi: da chi altro potremmo avere la vita, il dono della grazia?

Chiedere

Dobbiamo imparare a chiedere: chiedere molto di più di quanto facciamo. Perché mettere limiti alla prodigalità del Cristo? Lui è Dio! Vuole darci anime, e più gliene chiediamo, più ce ne dà. Dobbiamo credere al suo amore inconcepibile, potente, che può mostrarsi solo poco a poco perché, se lo rivelasse tutto in una volta, verremmo certamente meno.

In noi

Gesù prega in noi, per noi. È Lui che si rivolge al Padre in nome nostro, e quanto più efficace e potente è la sua preghiera! Ti ringrazio, Padre, dice nel Vangelo, perché mi hai ascoltato; Io so che sempre mi ascolti. Ecco, questa è la certezza che dobbiamo avere: Gesù prega in noi. Per noi. E la sua preghiera non può non essere esaudita.

La famiglia di Dio


Senza Gesù non possiamo far nulla. Per questo ci invita a chiedere lo Spirito Santo, che santifica anche noi. Se mostriamo la nostra debolezza, il Cristo può agire. E lo fa tramite lo Spirito. Impariamo a invocarlo, senza paura di stancarlo, o di stancarci. Siamo fatti per questo. Per essere santi, per entrare nella famiglia di Dio.

Pensandoci bene


A volte è difficile pregare: perché c’è chiasso, o dobbiamo lavorare, o perché ci arrendiamo alla stanchezza. Eppure Gesù ha pregato nei frangenti più impossibili: mentre era flagellato, o saliva il Calvario, o pendeva dalla croce. Facciamoci due conti, e ripartiamo.