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Robert Walser

di Giorgio Stella

Pioggia leggera

Cadeva la pioggia, leggera, leggera
(in una maniera,
che con tutta la mia buona volontà
non riuscirò a dirvi)
su quel grand’uomo dignitoso e pacato,
di genio illuminato,
di fama incoronato,
che stava lì serio e sovrano
tenendo(…) in mano.
Mentre la sua consorte il caffè beve
sui monti c’era, eterna, la neve,
la vedevano chiaramente.
Lui la guardava crudelmente,
freddo ed elegante,
giovane e vecchio, affascinante.
Il grand’uomo mise le mani nelle tasche
e poi gettò uno sguardo fugace
sulla propria attività fino a quel giorno,
al sanatorio c’erano betulle tutt’intorno
e frusciavano.

Trasversalità, di Rosa Pierno. Robert Walser

La scrittura a matita su volatili reperti: “I microgrammi” di Robert Walser

Un succulento libro/catalogo quello ordito in occasione della mostra, tenutasi nel 2015/2016, presso la Casa Croci Mendrisio, a cura di Antonio Rossi, con la collaborazione di Anna Fattori e di Simone Soldini, di parte dei “microgrammi” dello scrittore bernese Robert Walser: circa cinquecento piccoli fogli riempiti da una grafia minutissima al punto da risultare apparentemente illeggibile. È questa davvero un’occasione ghiotta e irripetibile per conoscere alcuni testi, ma soprattutto le modalità dello strabiliante progetto a cui Walser si è dedicato negli ultimi anni della sua vita (1924-1933). Non senza però dimenticare i due studiosi Bernhard Echte e Werner Morlang, i quali per anni hanno lavorato con acribia su questi testi, curando la prima edizione dei Microgrammi in 6 voll. uscita negli anni 1985-2000 con il titolo “Dal territorio alla matita”, e gli studiosi del Robert Walser-Zentrum di Berna, la cui collaborazione si è mostrata preziosa. Continua a leggere

Giorgio Galli, “Le morti felici”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giorgio Galli, Le morti felici, Il Canneto Editore, 2018

Una serie di variazioni, modulate come riflessioni filosofico-narrative, sul tema della morte, del suo approssimarsi e del suo senso. Questa l’essenza de Le morti felici di Giorgio Galli, scrittore colto e raffinato, che abbiamo già conosciuto con La parte muta del canto (ed. Joker, 2016).

Che si tratti di un compositore lungamente dimenticato, come il ceco Leoš Janá?ek, che si dice essere morto in un letto d’ospedale mentre era insieme a una donna che amava, o di Igor Stravinsky, deceduto con la consapevolezza di essere vissuto nell’epoca sbagliata, o ancora del grande Franz Kafka, trapassato con l’amarezza di non aver raggiunto la felicità, ma con la serenità di esservisi adoperato al massimo, la morte, in questi brevi ma intensi ritratti, viene dipinta come una presenza perturbante, capace di condizionare negativamente l’agire umano ma, paradossalmente, di sprigionare, nel suo compiersi, il senso di un’intera esistenza. Continua a leggere