
La poesia oggi
Ci sono persone ovunque, anche in questo paese,
Che siedono attorno a “tavole rotonde”,
Che prendono e danno premi, che scrivono
“La poesia oggi” oppure “la funzione del poeta”.

La poesia oggi
Ci sono persone ovunque, anche in questo paese,
Che siedono attorno a “tavole rotonde”,
Che prendono e danno premi, che scrivono
“La poesia oggi” oppure “la funzione del poeta”.
Arcadie e disincanti. Sebastiano Vassalli poeta della Neoavanguardia
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Dire non significando nulla, dunque;
ma dire, appunto, per necessità di significare.
Pochi sanno, ad oggi, che Sebastiano Vassalli uno dei maggiori scrittori in prosa della nostra letteratura contemporanea, conosciuto esclusivamente per i suoi romanzi, abbia esordito nella veste di poeta. L’esordio vero e proprio avviene nel 1965 con Lui (egli) a cui segue, nel 1968 Disfaso, raccolta di poesie di chiara impronta neoavanguardistica. L’epigrafe, tratta dalla citazione di Franco Cavallo alla raccolta, ben sintetizza lo stile poetico del primo Vassalli, fortemente attratto dai giochi funambolici della Neoavanguardia e da uno sperimentalismo capace di sfruttare tutte le potenzialità della parola.

In principio furono Cesare Pavese, Primo levi, Italo Calvino, Beppe Fenoglio e Natalia Ginzburg, così inizia un articoletto uscito giorni fa sul Sole 24 Ore, nell’inserto dedicato al Piemonte (e già cominciamo maluccio dimenticando un Grande come Giovanni Arpino).
Titolo: Gli scrittori piemontesi scalano le classifiche.
Sottotitolo: L’area subalpina si conferma terreno fertile per giovani talenti.
Segue elenco di autori subalpini più o meno piedistallati, dal più stagionato al più giovane, da Carlo Fruttero alla rivelazione dell’anno, Paolo Giordano. I nomi citati sono parecchi, tutti più o meno noti, anche se mancano i due che prediligo, Sebastiano Vassalli e Davide Longo. Continua a leggere