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Sulle strade di Charleston: reportage dal South Carolina

Testo e foto di Giovanni Agnoloni (già pubblicati su AlibiOnline)

Ho realizzato questo viaggio, queste foto e questi filmati con Agnieszka Moroz, che oggi non è più fisicamente con me, ma continua e continuerà sempre ad accompagnarmi. Tutto quello che scrivo, da oggi, è anche e soprattutto per lei.

Quando atterrammo a Charleston, South Carolina, ci accorgemmo subito che il tempo era tutta un’altra cosa, rispetto al Maryland e alla Pennsylvania, da cui arrivavamo. Se lì la primavera era appena agli inizi, qui era quasi sfacciata.
Massimo Maggiari, scrittore e docente di Studi Italiani al College of Charleston, ci aspettava nella sala degli arrivi. Era la prima volta che ci incontravamo, dopo numerosi scambi di e-mail e varie chiacchierate via Skype. Avevo letto il suo Dalle terre del Nord (ed. Vivalda), un bel libro sulle solitudini sub-polari e alpine, e lui era rimasto incuriosito dalle mie ricerche tolkieniane e dalle mie attività letterarie su internet e non. Così mi aveva invitato a parlare ai suoi studenti, non solo di fantasy, ma anche del mestiere di scrittore in Italia, oggi. Continua a leggere

“Genio e patriottismo, come l’anima, non hanno sesso” – Lady Morgan

«Si attraversa il Tevere passando per Ponte Milvio – si arriva alla Porta del Popolo, proprio alla fine di Via Flaminia – e finalmente si entra a Roma. Il cuore del viaggiatore si arresta dall’emozione – anche il cuore dell’umanità si arresta, ma a causa di un’emozione ben diversa…» [1]

Lady Morgan [2] arrivò a Roma nel dicembre del 1819 e soggiornò in Via dell’Agnello: il suo arrivo provocò agitazioni e timori all’interno dei vertici dello Stato della Chiesa, tanto che il Papa fu costretto a farla pedinare durante tutti i suoi spostamenti. La Roma che si presentò agli occhi di Lady Morgan era ben diversa dalla città che fino a due secoli prima dominava incontrastata sul mondo; la scrittrice irlandese detestava ciò che essa rappresentava, ovvero l’alleanza tra Trono e Altare, che nello stato della chiesa trovava la sua più spregevole incarnazione. L’aspetto esteriore di Roma non faceva che confermare il suo estremo grado di corruzione: «Poiché la stessa Roma, ora, non è altro che l’immondezzaio di quel mondo di cui una volta era padrona».

Se si considera la personalità di Lady Morgan, profondamente radicata nei valori della libertà, dell’uguaglianza tra gli uomini, portavoce dei diritti degli emarginati e delle popolazioni oppresse, strenua sostenitrice delle innovazioni che Napoleone mise in atto in Italia – ai danni, soprattutto, degli ordini monastici e del clero – a favore dell’istruzione dei giovani e, in particolare, delle donne, probabilmente si ottiene un quadro più preciso nel quale inserire le sue affermazioni, a dir poco critiche, nei confronti della Chiesa. Continua a leggere