Archivio mensile:Gennaio 2014

Tortorici

boubat tortorici

di Stefanie Golisch

per Johanna Becker (? – 1950)

Qui è mezzanotte.
Mentre cambiava la fasciatura ad un moncone di gamba, dopo averlo pulito e disinfettato, le era balenata questa frase che, seguendo un impulso interiore, aveva prontamente annotato su un foglietto che teneva con sé, come se vi albergasse una forza misteriosa.
Qui è mezzanotte.
Nemmeno lei si sapeva spiegare da dove le fosse giunta questa frase e come mai le avesse attribuito una tale importanza, tanto più che si considerava quella che si definisce una ragazza pratica, non certo una sognatrice, bensì una che non si perdeva d’animo nelle situazioni difficili, ma sapeva tirarsi su le maniche, sebbene nessuno glielo avesse mai insegnato. Continua a leggere

Il dilemma dell’Ilva

di Pasquale Vitagliano

La sfida di Nichi di cambiare la Puglia e l’Italia non sarà affossata da una risata. Per giunta, la sua, inattesa e irriconoscibile, risata. Ma certo i fumi dell’Ilva di Taranto hanno alla fine offuscato l’immagine del presidente della Regione Puglia. Ed hanno fatto balbettare la narrazione che un altro mondo è possibile. “L’unica cosa di cui mi vergogno davvero è di aver riso in quel modo di un giornalista che faceva il suo mestiere, e a cui chiedo scusa”. Continua a leggere

L’essere umano è una belva, amano dire a Hollywood. E invece i fatti dicono il contrario

 

 

di: Guido Tedoldi

 

Nel dicembre 2006 il presidente del Messico, Felipe Calderón, dichiarò guerra ai narcotrafficanti del suo Paese. Da allora ci sono stati 80?000 combattenti caduti, e altri 30?000 messicani sono scomparsi senza che ne venisse più ritrovato il corpo.

Mentre questa mattanza si verificava, i sociologi scoprivano che l’umanità sta vivendo l’epoca meno violenta della storia. Il tasso di omicidi in Europa ha raggiunto un picco massimo intorno al 1450 con circa 75 ammazzati ogni 100?000 abitanti, e poi c’è stata una progressiva diminuzione fino agli 0,85 per 100?000 di oggi.

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Centofanti diventa se stesso

Diventare se stessi
di Guido Michelone

Può uno scrittore diventare se stesso? Quando si tratta di Fabrizio Centofanti la risposta è sicuramente affermativa, per quanto, come sempre, problematica, indagatrice, sofferta e al contempo densissima di fede cristiana e ragione civile: lo è in questo nuovo sforzo letterario, così come in ogni sua precedente opera. Continua a leggere

15. Se non fosse

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da qui

Fra traumi e lotte, conflitti e tensioni insopportabili – a vivere coi santi si finisce impelagati in un mare di guai, comunque sia -, s’insinua una strada in riva al mare, piena di stelle, dove l’unico lampione è una luna chiara come il sole, che si confonde coi fari abbaglianti delle auto a mano a mano che le Ceres fanno effetto. Continua a leggere

Il tempo

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da qui

Il tempo ha senso solo se riempito
di Dio, penso nel giorno degli auguri.
Con lui la corsa folle di orologi
sempre troppo rapidi, o inceppati
da sogni e fallimenti inevitabili,
diventa un fiume calmo che si abbraccia
col mare, ogni momento, non soltanto
alla fine del viaggio. Chi capisce,
non teme più la fuga della vita:
la vive e basta, sempre, faccia a faccia.