Archivio mensile:Agosto 2015

Il piccolo felino di Hiraide Takashi. Brevi riflessioni su “Il gatto venuto dal cielo”

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di Guido Michelone

Credo che, quando un libro possegga il dono della naturalezza e della semplicità, dell’amore e del coinvolgimento, sia sempre difficile parlarne, soprattutto se tali qualità si rivelano un ingrediente decisivo della sua bellezza letteraria (che la traduttrice, Laura Testaverde, restituisce nell’arduo passaggio all’italiano da una lingua ideogrammatica come il giapponese). Continua a leggere

Libri per ferragosto

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Dieci titoli per intense giornate culturali

di Guido Michelone

Nella speranza che ciascuno di noi trovi spazio e tempo per la lettura, durante le brevi vacanze ferragostane, è sempre divertente, a mio parere, provare a ragionare su quali testi mettere in valigia: certo, l’e-Book risolverebbe il problema più rapidamente, ma il gusto di ‘appesantire’ i bagagli con qualche tomo cartaceo lo considero impagabile. Continua a leggere

Quando un bambino piangeva. Rapide considerazioni sul nuovo romanzo di Aldo Nove

Aldo Nove
di Guido Michelone

Un bambino piangeva, il nuovo romanzo di Aldo Nove è, come spesso gli accade, di natura autobiografica, poiché tratta le vicende dell’autore bambino, inframmezzate da antiche mitologie sarde, esemplificabili, a loro volta, nella figura di un altro fanciullo di nome Saltaro. Continua a leggere

Klaus Martens : Tre poesie

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Ich durfte lesen

Ich durfte lesen, während
ich langsam älter wurde
in gemieteten Zimmern,
teils unterirdisch, im Keller,
teils unterm heißen Dach,
aber allein gelassen mit mir,
Musik und neuen Büchern,
in unerreichbaren Zeiten ?
höchstens mal ein Brief,
zutiefst bewegt von Trakl,
in Regenwanderungen Stadt
und Land erobernd, lesend
aneignend, an Ostern mit
dem Text in der Hand vor
dem Tor, voll innerer Musik
und gesungenen Zeilen,
die eigene Hitze erzeugend
bei äußerlicher Kälte, wie
eine Kompassnadel in jede
Richtung tastend, fahrend ?
es war eine erlesene Jugend.

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La scienza divulgata. Brevi riflessioni attorno a due successi editoriali

Rovelli
di Guido Michelone

Come avevo annunciato in un intervento sui dieci ‘miei’ libri estivi, ho fra le mani, in contemporanea, il breve testo di Rovelli e quello – lungo il quadruplo – di Odifreddi, che presentano entrambi lo stesso argomento: la divulgazione scientifica. Continua a leggere

Lettera da Berlino

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di Stefanie Golisch

Who killed Bambi?
Pornografie or romance?

Sono degli slogan, scritti su delle borse di stoffa colorate che ondeggiano ai colli della gente in metropolitana. Mi propongo una maggiore attenzione a questo particolare. La città, descritta dal punto di vista di questi messaggi-punti interrogativi. Continua a leggere

Da “Dove non c’è donna, l’uomo geme randagio”, di don Paolo Ricciardi

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Dove non c’è donna, l’uomo geme randagio

(Siracide 36,27)

Un Percorso attraverso lo Sguardo di alcune Donne della Storia Sacra

Poesie di d. Paolo Ricciardi

Eva, la Madre
Genesi 3

L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.
Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì.
Genesi 3,20-21

Da secoli porto il peso della sfiducia originale:
credere nell’Io invece che in Dio.
Da quando mi scoprii nella nudità,
ora non cerco che esser da Lui rivestita.

Eppure, nell’Origine di così tanto Male,
Egli ha seminato ancora e,
nel dolore d’ogni parto, Gen 3,16
ci (mi) ha dato la grazia di procreare.

Ora, ogni volta che un Grembo
si apre,
mi sento “complice” di così straordinario Evento.
E quando, dalla mia stirpe,
una Donna nuova donerà il Figlio,
sarò finalmente libera da ogni peso.

La serpe sarà sotto il suo piede immacolato Gen 3,15
e Lei, per tutti Madre,
per me sarà Sorella.

*** Continua a leggere

Il gruppo, di Joseph O’Connor

Il Gruppo
di Guido Michelone

Riflessioni sul nuovo romanzo del grande autore dublinese

Il grande romanziere irlandese scrive la sua prima opera narrativa interamente dedicata al rock, presentando una storia di pura fantasia, costruendo a tavolino un immaginario, ma credibilissimo quartetto new wave dal nome The Ships, attivo fra il 1981 e il 1987, composto dai compagni di scuola Fran (voce), Rob (chitarre), dai gemelli Trez (basso e violoncello) e Seán (batteria). Continua a leggere

CRESTOMAZIA 9: “RIMPROVERO” di HUMBERTO AK’ABAL

RIMPROVERO

La luna era una grande casa
seduta sulla schiena della collina.

Quando mio padre mi rimproverava,
io andavo dalla luna
e lì dormivo.

(da Tessitore di parole, Le Lettere, Firenze 1998, a cura di Emanuela Jossa).


 

“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi)

Perché di questo si tratta. 12.

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B) Il Vangelo come non l’avete mai letto, (2014), si divide in due parti: una prima più esegetica, dove a parlare è lo studioso di Sacra Scrittura e una seconda dove l’esegesi lascia il posto al racconto. Nella seconda parte del libro procedi per immedesimazione, una tecnica che ricorda quella precedentemente utilizzata in Nessuno è più importante di te, e le voci dell’autore e del protagonista spesso si fondono in un’unica voce. Continua a leggere

Lettera da Berlino

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di Stefanie Golisch

Nel prezzo del biglietto giornaliero dei mezzi pubblici è incluso un giro sul traghetto: da Wannsee, il più grande lago di Berlino fino a Kladow, una piccola località dall’altra parte dell’ampia baia, venti minuti, una crociera in nuce. Faccio una passeggiata lungo il Mauerweg, il sentiero del muro, una pista ciclabile che ripercorre i circa 150 km di muro tra le due parti della città e intorno ad essa. Mi fermo in un vecchio locale con giardino, un poco nascosto, romantico si direbbe. Ordino un cappuccino che non arriva mai e mentre attendo, non proprio pazientemente, ascolto la conversazione del tavolo vicino, un gruppo di film-makers. Continua a leggere

Come per una congiura. Il carteggio Contini-Sinigaglia curato da Gualberto Alvino

Carteggio Contini-Sinigaglia
Dall’Introduzione di Gualberto Alvino

La corrispondenza tra Gianfranco Contini e Sandro Sinigaglia — iniziata nel 1944 e protrattasi quasi ininterrottamente fino al 1989, a pochi mesi dalla scomparsa d’entrambi — costituisce una vistosa eccezione nel folto epistolario del Domese, scaturendo non già, come negli altri casi, da ragioni d’ordine letterario o professionale, ma da un’attrazione indomabile, un’amicizia virile durata mezzo secolo senza l’ombra d’un attrito e scoccata da un «gesto» altrettanto istintivo che disinteressato compiuto all’insegna del pericolo e dell’avventura in uno dei frangenti più dolorosi della nostra storia nazionale. Continua a leggere