Archivio mensile:Agosto 2018

Solo


Per Gesù, ogni anima è unica. Se lo lascio solo, rimane solo, lo privo della mia consolazione. Così è l’amore. Le statistiche lasciamole alle società pubblicitarie, alla politica. L’amore è un’altra cosa.

Gloria in excelsis


Non si dirà mai abbastanza quanto sia importante il desiderio. Dio guarda a questo, non al risultato. Occorre elevare i desideri, portarli spesso, durante la giornata, a quell’apice che è la gloria di Dio. Siamo nati per questo, e non potremo essere felici finché l’io non sarà stato sfrattato, per avviare l’attività che avrà un successo sicuro: glorificare il Signore e gioire in Lui per sempre.

Il salotto


Abbiamo bisogno di Maria, degli angeli, dei santi per accedere al cospetto di Dio. Quando un bambino entra in salotto, tra gli adulti, bisogna che qualcuno lo presenti. I grandi, allora, gli faranno festa. Il Signore ci accarezza, ci coccola: dobbiamo sperarne i beni più inimmaginabili, perché nessuno ci ama – e ci amerà – così.

IL TERZO SGUARDO n.57: Adriano Tilgher, “La filosofia di Leopardi e altri scritti leopardiani”

Adriano Tilgher, La filosofia di Leopardi e altri scritti leopardiani, a cura e con un introduzione di Raoul Bruni, Torino, Aragno, 2018

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di Giuseppe Panella*

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Adriano Tilgher è certamente più famoso per i suoi studi sulla filosofia teatrale di Luigi Pirandello e le sue analisi del teatro contemporaneo (Studi sul teatro contemporaneo, Roma, Libreria di Scienze e Lettere, 1923 e sgg.) e per la sua grottesca e sconcertante liquidazione del pensiero di Giovanni Gentile (Lo spaccio del Bestione trionfante, Torino, Gobetti, 1926) che per la sua analisi del pensiero di Leopardi. Eppure è stato uno dei primi a valutare positivamente Leopardi come pensatore e a rifiutare la stroncatura che della sua poesia aveva fatto proprio Benedetto Croce (la celebre definizione di una “vita strozzata” che si trova in Poesia e non poesia del 1923, anno della sua prima edizione). Scrive Raoul Bruni nel suo intelligente saggio introduttivo a questo volume che raccoglie tutti gli interventi leopardiani del pensatore di Ercolano:

«Con La filosofia di Leopardi, Tilgher fornì un contributo fondamentale alla conoscenza del pensiero leopardiano. Eppure questo saggio viene quasi sempre ignorato o trascurato nei manuali di storia letteraria, che attribuiscono il merito di aver scoperto il valore filosofico dell’opera di Leopardi a Cesare Luporini, e al suo fortunatissimo saggio Leopardi progressivo» (p. IX).

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Liberi


Siamo liberi. È il segno decisivo dell’essere persona. Chi può impedirmi di consolare Gesù nell’agonia? Nessuno. Posso comprendere il senso del dolore, la gioia del Cristo nell’abbracciare la croce, nell’obbedire al Padre, nel salvare il mondo. Posso donargli la mia libertà. Non sono fredde le catene dell’amore: rendono tutto facile, anche i momenti più duri della vita. Posso provare gratitudine, sono libero. Grazie a Dio, nessuno può impedirmelo.

Wild geese di Mary Oliver (USA, 1935)

Wild Geese

You do not have to be good.
You do not have to walk on your knees
for a hundred miles through the desert, repenting.
You only have to let the soft animal of your body
love what it loves.
Tell me about despair, yours, and I will tell you mine.
Meanwhile the world goes on.
Meanwhile the sun and the clear pebbles of the rain
are moving across the landscapes,
over the prairies and the deep trees,
the mountains and the rivers.
Meanwhile the wild geese, high in the clean blue air,
are heading home again.
Whoever you are, no matter how lonely,
the world offers itself to your imagination,
calls to you like the wild geese, harsh and exciting–
over and over announcing your place
in the family of things. Continua a leggere→

Una giornata


Un principio di saggezza è vivere ogni giorno come fosse l’ultimo, l’unico. Il risveglio è la nascita. Poi la messa, la prima comunione, le gioie e i dolori della vita. Tutto offerto a Dio, fino alla sera, in cui ci si prepara alla morte, anch’essa a gloria di Dio. Lui ci farà risorgere nel giorno seguente, fino all’incontro decisivo, l’abbraccio senza fine.

Il monte


Dio è un ricco Signore, con uno splendido palazzo in cima a un monte. Invita gli abitanti della valle a risiedere con Lui, ma essi rifiutano di fare la salita. Il padrone del castello è addolorato: propone di collaborare a coloro che accolgono il progetto, e di chiedere aiuto a quelli già arrivati sulla vetta. Quanti si lasceranno convincere, alla fine?