Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

66. Dal letame

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Quando vieni quaggiù, hai una strana sensazione: come fosse la fine di un viaggio, di cui dimentichi il punto di partenza e il motivo che ti ha spinto a incamminarti. E’ tutto prezioso, come al solito: marmi, colonne, candelabri che pendono dall’alto, sotto l’altare dove ti hanno ordinato. Continua a leggere→

65. E’ ancora lì

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Francesco ha i capelli spettinati, come sempre, gli occhi un po’ spenti, la voce bassa di chi ha imparato a non chiedere troppo dalla vita. Passeggiate nel cortile dove s’intrecciano studenti della scuola d’italiano, bambini che gridano all’uscita dell’ora e mezzo di catechismo della comunione, giovani che chiacchierano dell’ultima partita della squadra del cuore. Continua a leggere→

Winterreise. La traversata occidentale, di Manuel Cohen

Nota al testo poetico Winterreise. La traversata occidentale, di Manuel Cohen edizioni CFR, vincitore del Premio Nazionale di Poesia Franco Fortini.

di Rosa Salvia

Dopo quello che si è sofferto dal Novecento in poi nel nostro mondo occidentale non c’è quasi più nulla da soffrire. Questa riflessione mi è venuta spontanea leggendo il poemetto in ottave decisamente fedele alla rima e all’endecasillabo WINTERREISE La traversata occidentale, di Manuel Cohen, il quale guida noialtri lettori a prendere coscienza fino in fondo, per poi liberarcene, delle storture dolorose legate al tramonto dell’Occidente, così come il filo di Arianna guida Teseo ad uscire dal labirinto. Continua a leggere→

64. Una notte di pioggia e di paura

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E’ tornata. Quanto tempo è passato? Ma poi: il tempo passa? O è una bolla che galleggia nel vuoto, in attesa di scoppiare? Gli occhi nerissimi sono ancora accesi: sì è convinta che puoi cambiare idea? Nelle nuvole si specchia il campo, dove le scarpe s’infangano e il tappeto d’erbacce è una palude piena di zanzare. Continua a leggere→

Fibrarosa. Chiediti cos’è una donna

“Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte. La vita è puro rumore fra due inesorabili silenzi”, scrive Isabel Allende. Pare che il mondo sia molto silenzioso, (debbo averlo ascoltato in un documentario naturalistico). Sono le razze umane e animali a riempirlo di rumore. Ne fanno continuamente. E si parla e parla, come se le parole avessero la forza di portare la vita; come se il tacere, al contrario, la vietasse.
Escludendo il necessario silenzio del raccoglimento nel proprio spirito, evoluzione di un vissuto interiore, la presenza del silenzio ha più spesso competenze negative. Si tace su vergogna e dolore, spesso in poco confrontabili solitudini. Si tace per omertà, per paura, per imposizione, e questi sono anche i silenzi delle donne vittime di violenze e spesso anche quello dei loro figli, che subiscono lo stesso destino, fin quando qualcuna comincia a romperlo il silenzio. Per loro, è dedicato uno degli incontri dei Biblioday di Reggio Emilia, il 6 ottobre presso la Biblioteca di Santa Croce, dove viene presentata un’antologia di donne per le donne, curata da Gabriella Gianfelici e Loretta Sebastianelli, i cui ricavati sono destinati all’associazione BeFree. Fra le firme, Maria Grazia Calandrone, Lucianna Argentino, Fortuna Della Porta, Nadia Chiaverini, Simonetta Filippi, Carla Grementieri. Continua a leggere→

63. La superficie calma del mare

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Siete al cerchio finale, che stavolta non è un cerchio, perché hai dimenticato di dire prendiamoci per mano, ma stai lì, con quelli che rimangono perché non fremono per la pasta al forno, o ripensano alle frasi pronunciate durante l’omelia. Continua a leggere→

Eta Beta

Sono i ricercatori, nella notte che l’Europa dedica loro, i protagonisti di questa puntata di Eta Beta, il settimanale di Radio1 Rai sui nuovi mestieri e i nuovi linguaggi, ideato e condotto da Massimo Cerofolini, in onda il sabato dalle 23.35 a mezzanotte. Collegamenti con il Trieste Next, il salone europeo della ricerca in corso a Trieste, con il Festival dell’innovazione che si chiude a Bolzano, con il Festival della Spiritualità di Torino e con il Techcrunch, la gara delle migliori start up svoltasi in settimana a Roma. Questi gli ospiti: la virologa Ilaria Capua, eletta tra i 50 scienziati più influenti del mondo, che ha rivoluzionato la gestione internazionale dei dati sulle emergenze legate ai virus; Ilaria Chirico, 19 anni, inventrice delle scarpette che correndo accumulano l’energia per ricaricare il cellulare; Viviana Cattelan, coordinatrice di Trieste Next; Andrea Squartini, ideatore del fertimetro, il kit per misurare la fertilità della terra; Giacomo Vianello, fondatore di designer wannabe, il sito che mette in contatto designer e aziende; Mauro Zamarian, creatore del passeggino che protegge i bebè dai gas di scarico; Fabrizio Centofanti, parroco di Acilia che cura due blog seguitissimi in campo letterario (La poesia e lo spirito) e nel dialogo coi non credenti (Gesù per atei), Alessandro Bruzzi, creatore del sito yoodeal.it, il google degli sconti su internet.

Un libro ancora da leggere

Di Elisabetta Bordieri

Quando Martina si affacciò alla finestra, quello che vide fu solo neve e freddo e ghiaccio e sale. Si affacciava tutti i giorni, tutte le mattine alla stessa finestra, ma il paese di cinque anime, dove era finita a sopravvivere ormai da anni e anni, non concedeva altro. Tutte le migliori aspettative, nel giro di poco, tutte andate in fumo, così il dolce paesino piccolo, isolato e di gente semplice si era rivelato uno stucchevole agglomerato gretto, dimenticato e di gente ottusa. Continua a leggere→

61. Le stesse ali

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E’ la quarta notte consecutiva che succede. Ti senti in balia della violenza di gente senza nome, né ti va di fare ipotesi inutili o di perdere tempo in denunce contro ignoti. L’ignoto, poi, sei tu, nella casa senza sbarre perché non c’è nulla da difendere, neanche la vita. Continua a leggere→

60. Non riesci a vedere più la fine

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Col sole è tutto troppo chiaro: una luce bianca che avvolge le moto, i furgoncini, la macchia verde e nera dei cespugli. Anche le persone che camminano in fila, aggrappate alla ringhiera del guard rail, sono alieni piovuti da un sogno, perché c’è sempre un sogno che ti riporta qua, dove terra, cielo e mare si accordano per confondere i confini, per fornire alla memoria uno sfondo buono per tutte le stagioni, soprattutto per gli stati d’animo, che hanno sempre il potere di sorprenderti, il suo passare come niente fosse dalle parole tenere all’indifferenza, chissà cosa gli prende, mentre chiede di aprirgliene un’altra, e tu gli porgi la Ceres, rassegnata, prevedendo che sarà quella di troppo, e la linea della mezzeria si muterà in serpente impazzito pronto a stritolarvi. Continua a leggere→

59. Alex

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E’ il tempo in cui non sai come vestirti, con le ultimi propaggini di caldo estivo e le prime avvisaglie dell’autunno. Per stare sotto i ponti, pensi, è il periodo migliore. Ti affacci alla porta della tua baracca, la mattina presto, e vedi gli autobus dell’Atac uscire lentamente dal deposito. Continua a leggere→

Fondo librario di poesia contemporanea

Domenica 30 settembre, alle ore 17,00
si inaugura
IL CENTRO LIBELLULA
e l’apertura alla consultazione del
FONDO LIBRARIO DI POESIA CONTEMPORANEA
raccolto dall’Associazione Culturale PoEtica
presso la nuova sede sociale in via San Michele, 8 Morlupo RM
con il patrocinio gratuito
di Biblioteche di Roma e del Comune di Morlupo

Ospite d’onore Luigia Sorrentino
poetessa e conduttrice della trasmissione di Rai Radio Uno “Per il verso giusto” incontri con i poeti contemporanei Continua a leggere→

58. Amen

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Vuoi scrivere un romanzo teologico: è arrivato il momento di affrontare i nodi irrisolti di una fede che non risponde più alle domande della gente, si barrica nel tempio, lo spazio sacro dove l’incredibile dev’essere credibile, dove tutto si spiega con formule del tipo mistero della fede, e le parole piovono da un mondo che forse non è quello di Dio ma l’universo barocco degli uffici della Curia, in cui figure pallide sintetizzano in collette, preghiere sulle offerte, dopocomunioni, la presenza di un cielo che rifiuta di stringersi nei margini angusti di un messale. Continua a leggere→

57. Quel giorno

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L’hai scoperta da poco, questa stanza. Anche qui potresti stare ore, se avessi esorcizzato la mania di non fermarti, che hai contratto nella parrocchia di periferia. Ti ipnotizza la sua forma contenuta, il colore ambrato che induce una specie di torpore, soprattutto in te, perennemente stanco, con gli occhi che si chiudono da un momento all’altro, il mal di testa che sfuma solo raramente. Continua a leggere→

Eta Beta

Vi segnalo un programma su Radio1 Rai, il sabato alle 23,35, ideato e condotto da un nostro collaboratore, Massimo Cerofolini: si chiama “Eta Beta – Nuovi mestieri, nuovi linguaggi” e parla di come le grandi trasformazioni delle nostra epoca stanno cambiando le nostre vite private, le nostre professioni, il nostro tempo libero. Ogni settimana, per circa 20 minuti, c’è un approfondimento sui maggiori fenomeni della modernità: nella puntata ora on line, per esempio si parla delle occasioni e dei rischi delle nanotecnologie (nuovi materiali per l’ambiente, per computer superveloci, per farmaci più efficaci), della Social Media week che si svolgerà a Torino (con il filosofo Maurizio Ferraris che commenta Path, il nuovo social network “antifacebook”, in cui si scelgono pochi amici, ma buoni) e di un sito che permette di risparmiare mille euro l’anno al supermercato (www.risparmiosuper.it). Per ascoltare la puntata in mp3 c’è il podcast al sito www.etabeta.rai.it, per ricevere gli aggiornamenti ogni settimana c’è un profilo facebook (www.facebook.com/pages/Eta-Beta-Radio1-Rai). Continua a leggere→

55. Prima che la musica

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Il violoncello attacca lentamente, senti l’arco che sfrega le corde come se solleticasse il cuore, mentre cerchi le parole come fossero note: non ti puoi sbagliare, sarebbe una catastrofe, perché pendono dalle tue labbra, si aspettano che dica le cose che hanno sognato per un momento come questo, che faccia scorrere le immagini di un film che fa piangere e ridere, proprio come la vita. Continua a leggere→

54. L’officina

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E’ quasi un’ora che sei qui; segno che cominci a invecchiare, che forse stai perdendo il vizio di inanellare un impegno dopo l’altro, anche dopo pranzo, quando tutti cedono al momento di stanchezza, si regalano una pausa rilassante, mentre tu, ostinatamente, accendi il computer e ti rimetti a scrivere: che ci trovi nell’appuntamento che diventa una tortura, per gli occhi che si chiudono, il collegamento che salta all’improvviso, il telefono che squilla, e tu che insegui le immagini che sfuggono, sfuggono, come una chimera? Continua a leggere→

53. Di chi

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Vorresti cominciare da capo: è come se ci fosse qualcosa che ti sfugge, come non fossi tu a tenere le fila del romanzo, ma qualcun altro proponesse i temi, le scene, persino il linguaggio da adottare. La trama finisce col perdersi lungo una strada con il sole a picco, come se il tempo si fermasse, o dovesse tornare lì, per qualche ragione misteriosa. Continua a leggere→