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Parte da Napoli il “Gran Tour poetico” lanciato da Tomaso Kemeny

 

Goethe_52b281_cL’Italia sta per essere attraversata da “La freccia della poesia”. Il prossimo 6 dicembre, ovvero il sabato che apre il ponte dell’Immacolata, è in programma la prima azione poetica finalizzata a risvegliare l’Italia attraverso la cultura, e in particolare la poesia, ideata e promossa dal “Grand Tour poetico”, diretto da Pietro .Berra, Flaminia Cruciani, Gianpaolo G. Mastropasqua, nell’ambito del Progetto Mitomodernista lanciato di recente da Tomaso Kemeny, con analoghe finalità.

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Giorgio Manganelli. Il parco dei “suoi” ricordi. Con un cameo esclusivo di Amelia Manganelli

 

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Mio padre, o, per meglio dire, il Manga, nato per volontà materna a Milano, non ha mai amato questa città. Ci si è sempre sentito prigioniero. La percepiva come “una città in bianco e nero”.
Ma… c’è sempre un “ma”. Dopo anni di permanenza a Roma, città nella quale si è subito sentito “se stesso” ed è riuscito ad uscire dal bozzolo e a diventare il Manga, un po’ di ricordi si affollano nella sua mente e nella sua fantasia.

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Fucine Letterarie presenta Scuola Pound

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Fucine Letterarie, in collaborazione con LietoColle Libri e Lupo Editore, è fiera di presentare Scuola Pound.

Scuola Pound è un master di scrittura poetica. È la migliore scuola di poesia italiana, poiché se non è possibile insegnare a scrivere poesia, è possibile riconoscere i massimi attori che la incarnano, conoscerli di persona, dialogare con loro e capire come crescere in un mondo che, oltre al talento, richiede conoscenza e competenze specifiche.
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Giuro di non fare più il giurato di Nicola Vacca

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In Italia esistono due categorie di premi letterari. Alla prima appartengono quelli che nascono già corrotti e in cui il vincitore è il frutto di un accordo tra le varie parrocchie di chierici. Della seconda invece fanno parte quelli che hanno grandi ambizioni ma sono organizzati da dilettanti e provinciali che alla fine non riescono a pianificare proprio nulla e finiscono per naufragare nella loro sciatta approssimazione.

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Il corriere e l’editore (storia vera di uno scempio libresco) di Nicola Vacca

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In questa bassa Italietta letteraria il libro è finito anche perché gli editori scelgono i corrieri sbagliati.
Quella che vi racconterò è la storia di un omicidio libresco: un tipografo che si crede editore e manda i libri in giro con un corriere sbarazzino che li consegna al destinatario già pronti per il macero.
Ma la cosa bella è che questo tipografo travestito da editore è talmente presuntuoso che non ha nemmeno rimediato al disservizio con la persona interessata. Sì, cari lettori, è capitato a me che faccio di mestiere il critico letterario e a volte amo i libri più della stessa mia vita e li leggo e ne scrivo con il massimo e sacro rispetto.

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Il pharmacon della poesia contro l’inciviltà. L’impegno di Giamario Lucini

Gianmario Lucini

Gianmario Lucini

Giamario Lucini è un instancabile testimone di cultura ed impegno civile. In giro per l’Italia promuove attraverso i suoi libri valori smarriti o logorati dalla retorica. Lo fa da editore innovativo e da poeta sapienziale. La persona fisica di Lucini combacia perfettamente con quello che lui rappresenta. Porta la barba ieratica che lo fa assomigliare a Whitman e veste come un missionario “di pace” tanto da richiamare la figura di Alex Zanotelli. Il suo universo etico e letterario sta tutta dentro questa personalità, che non è immagine ma bandiera. Continua a leggere→

Sete di giustizia e diritto all’oblio. Una riflessione

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L’uomo che ha ucciso Yara Gambirasio è un figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, autista morto nel 1999. Il suo Dna è compatibile con una macchia di sangue trovata sul corpo della ragazza. Guerinoni dunque è il padre di “Ignoto 1”, il killer, di cui si sa tutto. Manca solo il suo nome.
E invece di suo padre si sa il nome e non solo. Suo padre, morto nel 1999, non poteva immaginare che un giorno un suo figlio potesse essere un killer. Forse Giuseppe Gurinoni non sapeva neppure di avere un figlio, un figlio illegittimo, nato da una relazione clandestina. Un peccato oppure, chissà, un amore impossibile, di cui pochi o nessuno avrebbe portato il segreto. Ed invece la vita di questo pover’uomo, scomparso da quindici anni, è traboccata fuori dall’oblio, è riemersa dai fondali oscuri delle storie familiari, tirata fuori dal legittimo desiderio di giustizia di fronte all’assassinio orrendo di una ragazzina.

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La freccia e il cerchio. Intervista a Edoardo Sant’Elia

La freccia e il cerchio (The arrow and the circle), La scuola di Pitagora editrice, 2014

La freccia e il cerchio (The arrow and the circle), La scuola di Pitagora editrice, 2014

Puoi raccontarci il progetto “La freccia e il cerchio”?

La scintilla prima del progetto è stata una suggestione, l’eco, fermentato a lungo, di un aforisma della poetessa russa Marina Cvetaeva: “Il pensiero è una freccia. Il sentimento – un cerchio”. E’ partito tutto da qui, da questa sintesi estrema, fulminea: la freccia del pensiero che colpisce al cuore il cerchio del sentimento. Un’arma letale e chiarificatrice: la freccia; un oggetto piatto e misterioso: il cerchio. Un dualismo dialettico su cui ho costruito il percorso di una rivista internazionale bilingue (italiano/inglese) di filosofia, letteratura, linguaggi che, in otto tappe, volta a volta ruota attorno ad un duplice tema, altrettanto dialettico. La griglia, scandita dagli anni di uscita, va a comporre due quartine:

2010. Automa/Anima
2011. Memoria/Limite
2012. Festa/Famiglia
2013. Specchio/Maschera

2014. Assenza/Voci
2015. Destino/Numeri
2016. Illusione/Indizio
2017. Nemico/Scelta

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Chiunque cerca chiunque di Francesco Forlani. Una rilettura

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La mia copia è la numero 37/200, con tanto di tessera, foto e dedica. Ho creduto subito in questa originale proposta di self-publisching quando venne lanciata dal suo autore con la richiesta di prenotazione di una delle 200 copie che poi sarebbero uscite con le Editions Communiste Dandy. La prima opa (offerta-pubblica-di-acquisto) letteraria. Ho letto dunque il romanzo di Forlani prima ancora della successiva e fortunata edizione con la pugliese Laterza, e il nuovo titolo Parigi, senza passare dal via. L’operazione editoriale, in un mondo, quello letterario, che ho imparato a conoscere come chiuso, gretto e immorale almeno quanto quello politico, meritava una menzione speciale iniziale. Anche per riconoscere il valore etico e creativo dell’autore che in questo mondo si muove con la leggerezza di un trovatore, ma anche con lo spessore di uno scrittore di altri tempi.
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