[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=WedU7kXYRhw]
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E’ trafelata: si capisce che è successo qualcosa di spiacevole, perché non riesce a spiccicare una parola. Le dico di sedersi, la incoraggio. Continua a leggere
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E’ trafelata: si capisce che è successo qualcosa di spiacevole, perché non riesce a spiccicare una parola. Le dico di sedersi, la incoraggio. Continua a leggere
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Da qualche tempo vado riflettendo sulla differenza tra l’amore umano e l’amore divino. Continua a leggere
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Fra traumi e lotte, conflitti e tensioni insopportabili – a vivere coi santi si finisce impelagati in un mare di guai, comunque sia -, s’insinua una strada in riva al mare, piena di stelle, dove l’unico lampione è una luna chiara come il sole, che si confonde coi fari abbaglianti delle auto a mano a mano che le Ceres fanno effetto. Continua a leggere
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Il tempo ha senso solo se riempito
di Dio, penso nel giorno degli auguri.
Con lui la corsa folle di orologi
sempre troppo rapidi, o inceppati
da sogni e fallimenti inevitabili,
diventa un fiume calmo che si abbraccia
col mare, ogni momento, non soltanto
alla fine del viaggio. Chi capisce,
non teme più la fuga della vita:
la vive e basta, sempre, faccia a faccia.
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La sofferenza è onnipresente, in un cammino così particolare, ma le gioie che ci regala non hanno paragone. Continua a leggere
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E’ difficile spiegare come il diavolo manovri nell’ombra indisturbato: Continua a leggere
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Nella solennità di Cristo Re, l’angoscia cresceva più che mai: mi chiedevo perché la liberazione tardasse ad arrivare. Mi tornavano in mente le parole dell’omelia della mattina: il potere di Cristo è il potere dell’amore. Continua a leggere
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Alti e bassi, insomma, che fanno presto a trasformarsi in baratri. Continua a leggere
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Potessimo vedere più lontano
delle luci che da giorni attraversano
in lungo e in largo la nostra città.
Potessimo sentire che la voce
che conta non è quella d’improbabili
e stolide illusioni. Se cantassimo
sulle note del vento che c’ispira
da dentro, avrebbe senso intasare
la rete di messaggi. Se parlassimo
la lingua degli ultimi, resteremmo
meno soli a fare notte fonda,
in attesa di un’alba che non viene.
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L’amore, dicevo. Pensai spesso, in quell’anno, a cosa mi convinse a imbarcarmi in un’impresa imprevedibile, rinunciando a una vita più normale: la nostalgia dello Spirito, che una volta assaporato, lascia in bocca un gusto che nulla può eguagliare. Continua a leggere
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Fu un giorno triste quello che oggi mi ritorna in mente, costringendomi a sospendere momentaneamente la successione dei ricordi. Continua a leggere
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La novità potente a cui mi riferisco è un desiderio intenso, irresistibile di appartenenza a Cristo, senza compromessi. E la consapevolezza di quanto sia preziosa la purezza che nasce da questo desiderio.
Una chiamata a una consacrazione? Don Mario, con pazienza, mi accompagnò nel corso del discernimento: con lui, capii fino a che punto le esigenze di una vita consacrata creavano in me la divisione interna cui accennavo. Non faceva al caso mio, avrei avuto bisogno di un tipo di vita alternativo.
Dopo la sua morte, continuai a cercare da sola la mia strada: le vie battute si rivelavano vicoli ciechi o labirinti, giravo a vuoto e a quel progetto, ormai, non credevo neanche più.
Mi ero appiattita su un modus vivendi equilibrato, ma privo dell’energia e della passione che avevano segnato l’esperienza precedente, quando ero immersa totalmente nello Spirito.
Nel tempo di Natale, tuttavia, avvertii nel cuore la richiesta: vuoi donare la tua vita per i sacerdoti?
Fui piena di una gioia profonda, un’emozione grande: quella di un amore ritrovato.
Mi piace pensare che il nuovo direttore spirituale, conosciuto in quel periodo, fosse stato un regalo di don Mario, poiché si rivelò per me un abito su misura, come diceva lui.
Mi guardai dentro col suo aiuto, e decisi di accettare.
Sappi che, se accogli la richiesta, la tua vita sarà un martirio quotidiano, mi disse la mia guida. Ma io, sull’onda dell’ amore che provavo, non diedi peso alle possibili riserve, e mi decisi per il sì.
Una sana incoscienza! Se avessi cominciato a fare calcoli, non avrei mai trovato il coraggio di lanciarmi. Comprendo bene, adesso, il grido che la Bibbia attribuisce a Geremia: Signore, tu mi hai sedotto, e io mi sono lasciato sedurre. E’ vero: solo l’amore permette di rischiare, di gettare il cuore oltre l’ostacolo.
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Credo fosse l’assenza il motivo della regressione, del cedimento di strutture faticosamente allestite e collaudate durante l’epoca del seminario: Continua a leggere
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Ho riflettuto spesso su quale fosse l’eredità spirituale ricevuta da don Mario. Non fui mai attiva nel Centro per i giovani da lui fondato, quindi sono poco esperta dei dettagli del carisma. So com’era con me: delicato e tenero nei nostri colloqui personali, esigente e fermo nelle confessioni, addirittura rigoroso, soprattutto di fronte al mio resistere alla volontà di Dio: vuoi deciderti a morire? mi diceva, e quando tornavamo a vederci ripeteva: sei ancora viva? Continua a leggere
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Coincidenze curiose: dovrei scrivere dell’attentato al mio amico sacerdote, che mi cambiò la vita, e oggi è il ventiquattro novembre, solennitá di Cristo Re; Continua a leggere
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Appena sveglia, ho annotato tutto sul primo foglio che ho avuto sottomano: era di colore rosa; il colore della gioia, ho pensato, ricordando i paramenti che i preti indossano nella domenica Gaudete.
Don Mario, la mia guida spirituale, accoglieva sempre con naturalezza ciò che raccontavo, mi incoraggiava a fidarmi del Signore, ad attendere e lasciarlo fare, senza porre ostacoli. Ero innamorata della sua essenzialità, tutto, con lui, diventava lineare: come sei complicata! mi diceva, Dio è semplice!
A dir la verità, così semplice non mi sembrava affatto. Sperimentavo la sua presenza forte, ma al tempo stesso l’imprevedibilità, le luci seguite dal buio pesto, e mi dibattevo cercando di comprendere qualcosa della sua volontà, del suo disegno.
Chi più di don Mario poteva guidarmi in questo discernimento, lui che nel suo Atto di Fede chiedeva: fa che possa conoscere, accogliere e realizzare il disegno che hai su di me? Credevo fermamente che nulla fosse a caso e che, se davvero lo vogliamo, Lui fa capire cos’ha in serbo per ognuno di noi.
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Oggi va meglio. Ho imparato un po’ alla volta a digerire gli alti e i bassi, come fosse risuonata dentro, anche nei momenti disperati, la formula dell’amore sponsale: prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia; come se Dio cominciasse a predispormi a un’avventura, a un cambio continuo di scenari, un balenare di luci subito seguito dalle tenebre più fitte, perché gira e rigira la vita è un vorticare incessante sulle montagne russe degli eventi. Continua a leggere
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Era una notte come tante altre, nel mese di novembre.
Un’ ansia sottile cominciava a serpeggiare in tutto il corpo, fino a stringere la gola, sempre più.
Era una notte d’angoscia, come le chiamava lui, il prete che di recente avevo scelto come guida per dipanare la matassa aggrovigliata di cui non ritrovavo il bandolo.
Mi giravo e rigiravo dentro il letto: credo fosse un sogno.
Una voce chiara mi disse: non temere, ho un Progetto su di te, a cui tengo tantissimo; nulla di quel che ti capita è casuale.
Mi chiedeva di offrire qualunque sofferenza per la sua riuscita.
Mentre parlava, il nodo alla gola si scioglieva, l’ansia si allentava, ero serena.
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Forse non è il momento migliore per cominciare un libro. Continua a leggere
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Il resto sappiamo com’è andato. O forse no. Continua a leggere