Archivi categoria: Fabrizio Centofanti

C’è tempo (ha ragione chi ha fame)

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Qualcuno raccomandò di raccogliere gli avanzi, perché non andassero perduti. Un valore simbolico, dice l’esegeta, nel senso che chi credeva non sarebbe stato abbandonato. Ma il pane stesso può essere un simbolo nell’unica preghiera che Gesù ha insegnato ufficialmente: dacci oggi il nostro pane, come dire, quello che basta, non chiediamo oltre. Da noi invece ne avanza a tonnellate, e nessuno lo raccoglie. Sarà un simbolo anche questo? Quale preghiera potrebbe risolvere il problema? Fa’ che i fornai di buona volontà producano lo stretto necessario, noncuranti delle smorfie dei clienti. Il cliente non ha sempre ragione. Ha ragione chi ha fame e forse non sa che in qualche posto del mondo si getta ciò che salverebbe la sua vita. Perché non ne parliamo, perché non risolvere presto questo assurdo? C’è tempo, dice qualcuno, c’è tempo.

Omero e Tiger Woods

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Ci vuole una predisposizione, senza dubbio. Mi colpirono precocemente i giornali che investivano capitali ed energie per inseguire un vuoto che non ho mai decifrato fino in fondo. L’unica spiegazione è l’assenza di significato della vita, per cui si cerca nel vip il successo mai arrivato a coronare i propri sforzi. Lei o lui sono gli eroi di cui si seguono le gesta passo dopo passo, fra trionfi e capitomboli. Un tempo si leggevano o ascoltavano l’Iliade e l’Odissea; oggi ci si accontenta dei tracolli del primo milionario incappato in riviste demenziali e paparazzi.

Valzer

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Naturalmente, è solo un’impressione. Si dice, volgarmente, dalla padella alla brace, ma altre definizioni calzerebbero per la situazione in cui ti vieni a trovare certe volte. Candidamente, sogniamo un mondo in cui ognuno faccia la sua parte, niente di più o di meno, semplicemente la sua parte. Poi ci svegliamo, e ci accorgiamo di voler restare soli, lavorare il doppio o il triplo, pur di non scoprire lo sfacelo che si palesa intorno, il valzer degli aiuti inutili che ci servono su un piatto d’argento. Hai ancora la forza di tirare la volata, ma non sai più per quanto, questa volta.

Prima di avere il tempo (buon anno)

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Perché sarete ricompensati nei cieli.
Questa frase può generare equivoci. Come se la ricompensa fosse un al di là non meglio precisato. Che errore fatale. Matteo, da buon ebreo, non osa  pronunciare il nome santissimo di Dio. Vuol dire che la vita è data a chi la cerca. Dio la dona qui, e ora: è lui il cielo, lui la ricompensa. L’uomo è ricompensa a se stesso quando scopre che la vita è nell’offrire vita.
Buon anno, se ci regala questa ricompensa: sulla terra, tra i nostri problemi, nel mezzo delle nostre speranze. Lascio questa piccola cosa, un testamento povero, se dovessi morire prima di avere il tempo di trasmetterlo.

Disperata sintonia (l’anno nuovo)

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Ultimo giorno dell’anno: è tempo di petardi e fuochi artificiali, di tappi di spumante o di champagne che volano portando con sé improbabili speranze. La svolta è segnata dal chiasso e dall’oblio, come se il rumore soffocasse l’onda lunga di un vuoto sul punto di esondare. La vocazione dei botti, oggi, è più complessa: coprire altre possibili esplosioni, fuochi altrettanto artificiali, ma ancora più distanti dalla vitalità genuina del creato. In mezzo a tanto strepito proporrei una serata di silenzio, per capire quale sia la lunghezza d’onda con la quale val la pena di cercare un’ormai disperata sintonia.

Della ragione umana

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Sarà possibile vivere felici se non si può esprimere un parere contrario a chi ha il potere? La libertà non è anarchia, ma adesione a un bene, a qualche verità; ma se non credo, devo essere ammazzato? Se propongo una via diversa, devo essere arrestato? Fino a che punto una nazione può decidere in proprio sui diritti umani? Fino a quando si può nascondere il dissenso, o un’aperta condanna della dittatura? Se la violenza mette fine alla libertà di pensiero, dico che bisogna opporsi: mai con la medesima violenza, ma con la forza serena e coraggiosa della ragione umana.

Stupire

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Rimasi colpito dal concetto di biblia pauperum: immagini per istruire gli ignoranti, che non sapevano leggere. Gli affreschi delle chiese erano pagine aperte per i semplici, una luce si accendeva sull’abisso della non conoscenza. Me li vedevo davanti, stupiti di tanto generoso donarsi di forme e di colori. I semplici oggi sono altri, altre le forme, generose anch’esse, forse un po’ meno luminose, ma altrettanto disponibili a stupire.

Darsi comunque ( Fede Alvarez)

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E’ facile dar corpo alla paura che nasce dai giochi dei bambini, fantasie di onnipotenza e di perdita totale, senso di abbandono, minaccia alla fragilità insuperabile dell’io. C’è solo un modo per vincere il terrore di perdersi: darsi comunque, senza aspettare ricompense.

Aspettava te (Michael Oher)

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E’ il sogno di molti, di tutti, direbbe qualcuno. Il brutto anatroccolo che diventa cigno, la cenerentola che incontra il principe inatteso. I sogni sono nascosti in qualche parte del mondo, bisogna cercarli, o sono loro a trovarti, magari sotto un ponte. All’improvviso vedi un angelo con le ali troppo grandi: aspettava te, per poter volare.

A costo di essere (Lui Xiaobo)

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Esprimere la propria opinione, chiedere che siano rispettati i diritti elementari, scrivere su internet appellandosi a una ragione semplicemente umana: in qualche parte del mondo questo è reato, punibile con l’arresto e la galera. Non è giusto, bisogno dirlo a voce alta, perché sentano tutti. A costo di essere ingerenti, volgari, stranieri. A costo di essere.

Esercizi

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Tutto dipende dallo sguardo. La stessa cosa puoi vederla in mille modi: basta un dettaglio, un sentimento, un interesse per cambiare prospettiva, mutare colori e lineamenti, capovolgere i tratti più comuni. Gli esercizi spirituali più efficaci sono quelli che proteggono dagli abbagli della vista, dalle illusioni ottiche del nostro pregiudizio.

In uno degli angoli (Natale e gli U2)

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Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, e non indugia sulla via dei peccatori. Se si trova la nota giusta, la sintonia con la lunghezza d’onda di Dio, pare si provi una strana sensazione, qualcosa di simile a ciò che avvertirono i pastori in una notte incomprensibile, in cui rimasero abbagliati dalla scena più normale che si possa immaginare: la madre col bambino, in uno degli angoli oscuri della terra.

Fosse anche per gioco

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E’ bello pensarsi in armonia con la natura, meglio ancora se nelle sue forme più inquietanti, come quelle di uno squalo, il terrore dei mari, secondo un luogo comune. Fa venire i brividi pensarci, o addirittura vederlo. Ci si accorda con tonalità inedite, esaltanti. La potenza animale è un’energia semplice, affascinante nella sua irruenza a volte tenera, a volte travolgente, altre ancora assassina, fosse anche per gioco.

L’aveva detto (rapporto Censis 2009)

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E’ bello pensare che la conclusione di un discorso economico-sociale vada a parare sulla necessità di relazioni rafforzate, contro la concentrazione del potere in poche mani. Anche perché di queste mani si fidano ormai in pochi. Se le leggi ferree della finanza si aprissero alla ricchezza dei rapporti, la miseria riceverebbe un brutto colpo, come già qualcuno aveva detto.

Chi sono

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Cominciare dalla parte opposta, dall’innocenza del desiderio ancora vergine, perché il problema, lo sappiamo, è la struttura fatiscente dell’interesse personale, della paura di perdere, delle difese alzate appena è minacciato il proprio mondo. Partire dall’impulso alla vita, dall’energia che si sprigiona appena mollo la presa, quando finalmente il sogno mi dice chi sono e non chi vorrebbero che fossi.

Senza chiedersi perché (bambini soldato nel Darfur)

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Lasciate che i bambini vengano a me. C’è tanto da fare in questo posto, chi meglio di un bambino può maneggiare un’arma, ammazzare senza chiedersi perché. Sono i soldati migliori, senza mogli né figli, non hanno da perdere se non la vita grama che li aspetta. Ma cos’è la loro vita di fronte a un nemico finalmente morto? Venite bambini, lasciatevi fare una carezza, e poi via, dove vi dico: ricordatevi di premere forte sul grilletto.

Certi ingaggi (New economics foundation)

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Non mi pare una cattiva idea: calcolare lo stipendio sul contributo reale alla società civile. Scopriremmo che certi ingaggi sono un’escrescenza anomala che prescinde da ogni incidenza nella realtà del paese. Sarebbero a rischio presentatori, calciatori, politici, veline. Si capirebbe chi lavora perché riconosce dignità all’operare umano e chi cerca una scorciatoia per paradisi contraffatti e artificiali.

Soltanto le spine (Alberto Stasi)

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Per noi è un giallo, magari avvincente: chi sarà stato? Quali prove fanno propendere per l’una o l’altra soluzione? Siamo in attesa della novità, del dettaglio che poteva essere sfuggito, quello che incastra una volta per tutte il colpevole di turno. Un gioco. E’ la tensione che fonda il successo del thriller, anche quello nobile, come Il nome della rosa, uno sguardo ludico sulle geometrie brillanti del delitto. Ma dalla parte della storia la vista è diversa, si affaccia sull’angolo oscuro dei rifiuti, il tanfo dei residui rancidi, l’angoscia senza nome, che della rosa non ha più le tracce del profumo che fu, ma soltanto le spine.

L’unico peso (ladri di supermercati)

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Ci sono giorni che non c’è da mangiare. Non tutti sono disposti a un digiuno d’avvento, soprattutto se la vita è una penitenza continua. Allora ti tocca decidere: trasgredire il settimo comandamento, la legge umana, la buona educazione, l’immagine sociale; o morire di fame, tu e i tuoi, l’unico possesso che rimane, l’unico peso che grava sul cuore.

In questo mondo (nuove norme su cortei e siti)

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Sulla libertà si condensano le opinioni più diverse: difficile che un militare e un anarchico la pensino allo stesso modo. Quando poi bisogna decidere per tutti, la questione si fa ancora più spinosa: come distinguere tra repressione e garanzia del vivere civile? Da quale parte sbilanciarsi? Da quella del divieto, che rischia di soffocare la libera espressione nel suo nascere, o della fiducia, col dubbio che venga tradita in modi intollerabili? Per me la libertà è adesione al bene e alla giustizia: ma abbiamo tutti la stessa idea di bene e di giustizia in questo mondo?