Archivi categoria: Poesia

Parole. Tre poesie di Volker Sielaff

giacometti_237_260.jpgVolker Sielaff ( Germania, 1966)
Nachmittagsmond
Er lag über uns, und sie zeigte
mit dem Finger drauf. Da, sagte sie.
Er hob sich kaum ab von dem grauen
Nachmittagshimmel. Es war der erste Tag
des Winterschlußverkaufs, die Leute
liefen in die Kaufhäuser
oder stritten sich heftig
um eine Parklücke.
Sie hatten viel zu tragen
weil es einfach alles
zu reduzierten Preisen gab.
Da, sagte die Kleine. Continua a leggere→

una poesia

Io vado con il blues delle filacce
che il macellaio toglie dalla carne
sono i miei talismani nella tasca
portafortuna stopposi di bianco

l’anima mia va giù come un cavallo
quando si azzoppa i garretti su un fiume
sia la pietraia del torrente Torre
sia l’alzaia e la ripa del Naviglio

ecco i miei fiumi della prima guerra
come Ungaretti con il basco nero
vedo scolpite sotto la memoria
delle figure a ulcera nel sasso

la vita me la salvano le bestie
l’oro ed i nervi affioranti da terra
il sogno, il buio, il soprassalto, il tedio
le rughe che si formano sul collo.

Ora il congedo, amici. Io vi saluto.
E il macellaio, e il cavallo, e Ungaretti,
e sassi, e pietre, e bestie, e sogno, e nervi,
ed oro, e buio, e talismani, e stoppa,

ho visto tutto ed ora me ne vado:
e rughe, e blues, e carne, e le figure,
e la memoria, e il basco, e la salvezza,
e i garretti, ed il tedio, e la fortuna!

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Luigia Sorrentino, Poesie.

CONTRADA SORA

sommersa dalle acque
dalle pietre erose
l’odore del mare portato ai nostri ante-
nati,
entrando dal retro
da via san Giuseppe alle paludi
verso la torre di Bassano
le teste insanguinate dei garofani
sul petto, nel segno del padre
lampade votive
verso quel poco di mare
guadagnato dalle ringhiere
in mezzo alle foto e alle nicchie
una concessione
la scala
in cima
i nostri gesti
la gloria, sui resti di Villa Sora Continua a leggere→

Sanvalentinata fuori programma

svalentino.jpg

di Maria Grazia Calandrone

La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata

dei finimenti muscolari, le valvole

che l’hanno finalmente abbandonata

sulla terra, l’angolo umile che fa la testa

per celare il sorriso

sulla cruda colonna del corpo

dice: ti ho aspettato per tutta la vita

ho visto la tua vita

nei miei sogni e tutta, notte

dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte

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Tre poesie per San Valentino – di Francesca Genti

best-love.jpg

PRIMAVERA-ESTATE 2008

voglio lanciare una nuova moda

la moda dell’amore squadernato:

su tutte le panchine di milano
sui gradini vicino ai cassonetti
in centro in multisala ai giardinetti.

per niente torbido
per niente cerebrale.

un grosso amore.

un bufalo totale.
tremendo e scatenato.

un cubo giallo
un baratro stupendo
un bestia-cinghiale in sfondamento.

voglio vederlo circolare in ogni strada
indossato nelle metropolitane
e in ogni piazza di periferia.

voglio una splendida primavera-estate
voglio la moda dell’amore.
E COSÌ SIA. Continua a leggere→

Enzo Galastri, poesie.

galastri.jpg

Amore

Ma cos’è quest’amore

che improvviso ti coglie

senza lasciarti pensare.

Ti ruba il corpo e l’anima,

il tempo scorre senza ore,

può volare,fermarsi,rallentare,

ogni cosa funziona come vuole.

Questa notte ti sognerò

preparati all’incontro

non ci sono limiti o barriere

non sei persona ma spirito.

Puoi svanire,ma non lo fare.

***

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Veltroni’s Gospel

muoiono gli operai nelle fabbriche
si ammala la gente nelle discariche
e il popolo stenta a sopravvivere

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

si continua a morire negli ospedali
mentre i politici si arrichiscono
e la sanità edifica le sue cattedrali

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

un bianco con il sangue neroblusy
scimmiotta il cambiamento
e le moratorie uccidono le donne
e i killer d’azienda scaricano i dipendenti

yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change

il porpora è il colore dominante
uno stato nello stato con l’antistato
una guerra nella guerra con la guerra
una casta nella casta con la casta

no, we cannot change
no, we cannot change
no, we cannot change

La Morte del Cigno, ovvero Fuggitiva Bellezza

cigno1.jpg

Di Fabrizio Corselli

«Più tranquilla è la positura del corpo e più esso è atto ad esprimere il vero carattere dell’anima: in tutte quelle posizioni che troppo si discostano dalla tranquillità, l’anima non è nella condizione che le è più propria, ma in uno stato di violenza e di costrizione. L’anima si conosce e si caratterizza maggiormente nelle passioni violente; grande però e nobile lo è solo nello stato dell’unità, della tranquillità».( Johann Joackim Winckelmann, Pensieri sull’Imitazione, a cura di Michele Cometa, Palermo, Aesthetica Edizioni, 2001, p.38) Continua a leggere→