Volker Sielaff ( Germania, 1966)
Nachmittagsmond
Er lag über uns, und sie zeigte
mit dem Finger drauf. Da, sagte sie.
Er hob sich kaum ab von dem grauen
Nachmittagshimmel. Es war der erste Tag
des Winterschlußverkaufs, die Leute
liefen in die Kaufhäuser
oder stritten sich heftig
um eine Parklücke.
Sie hatten viel zu tragen
weil es einfach alles
zu reduzierten Preisen gab.
Da, sagte die Kleine. Continua a leggere
Archivi categoria: Poesia
Francesco Balsamo, “Discorso dell’albero alle sue foglie”
tenere sempre con sé
una conchiglia rosa
in mancanza va bene anche
una brocca celeste
non farsi mai mancare
un pesce di carta
e un foglio buono Continua a leggere
una poesia
Io vado con il blues delle filacce
che il macellaio toglie dalla carne
sono i miei talismani nella tasca
portafortuna stopposi di bianco
l’anima mia va giù come un cavallo
quando si azzoppa i garretti su un fiume
sia la pietraia del torrente Torre
sia l’alzaia e la ripa del Naviglio
ecco i miei fiumi della prima guerra
come Ungaretti con il basco nero
vedo scolpite sotto la memoria
delle figure a ulcera nel sasso
la vita me la salvano le bestie
l’oro ed i nervi affioranti da terra
il sogno, il buio, il soprassalto, il tedio
le rughe che si formano sul collo.
Ora il congedo, amici. Io vi saluto.
E il macellaio, e il cavallo, e Ungaretti,
e sassi, e pietre, e bestie, e sogno, e nervi,
ed oro, e buio, e talismani, e stoppa,
ho visto tutto ed ora me ne vado:
e rughe, e blues, e carne, e le figure,
e la memoria, e il basco, e la salvezza,
e i garretti, ed il tedio, e la fortuna!
Corpus Mechanicum
di Fabrizio Corselli
Di un corpo meccanico prende forma il seme
mentre erode come friabile roccia la dura scorza;
Affiorano, possenti, le fitte radici dal terreno fertile
ove inala un crine il dendritico nervo,
così generando da quel florido embrione sintetici frutti.
Sette sapienziali
di Gianmario Lucini,
2008
«Ecco, sono ben piccino, che cosa posso replicare?
Mi porto la mano alla bocca.
Ho parlato una volta, non insisterò;
una seconda volta, non aggiungerò nulla»
Gb. 40, 4-5
Io sono Giobbe e parlo dal passato.
Icona e mito,
àfono
chiamo per nome la Giustizia. Continua a leggere
Luigia Sorrentino, Poesie.
CONTRADA SORA
sommersa dalle acque
dalle pietre erose
l’odore del mare portato ai nostri ante-
nati,
entrando dal retro
da via san Giuseppe alle paludi
verso la torre di Bassano
le teste insanguinate dei garofani
sul petto, nel segno del padre
lampade votive
verso quel poco di mare
guadagnato dalle ringhiere
in mezzo alle foto e alle nicchie
una concessione
la scala
in cima
i nostri gesti
la gloria, sui resti di Villa Sora Continua a leggere
Sanvalentinata fuori programma
di Maria Grazia Calandrone
La clamorosa dolcezza delle clavicole, la percussione cessata
dei finimenti muscolari, le valvole
che l’hanno finalmente abbandonata
sulla terra, l’angolo umile che fa la testa
per celare il sorriso
sulla cruda colonna del corpo
dice: ti ho aspettato per tutta la vita
ho visto la tua vita
nei miei sogni e tutta, notte
dopo notte, si risolveva nel perdono. In certe svolte
Tre poesie per San Valentino – di Francesca Genti
PRIMAVERA-ESTATE 2008
voglio lanciare una nuova moda
la moda dell’amore squadernato:
su tutte le panchine di milano
sui gradini vicino ai cassonetti
in centro in multisala ai giardinetti.
per niente torbido
per niente cerebrale.
un grosso amore.
un bufalo totale.
tremendo e scatenato.
un cubo giallo
un baratro stupendo
un bestia-cinghiale in sfondamento.
voglio vederlo circolare in ogni strada
indossato nelle metropolitane
e in ogni piazza di periferia.
voglio una splendida primavera-estate
voglio la moda dell’amore.
E COSÌ SIA. Continua a leggere
Enzo Galastri, poesie.
Amore
Ma cos’è quest’amore
che improvviso ti coglie
senza lasciarti pensare.
Ti ruba il corpo e l’anima,
il tempo scorre senza ore,
può volare,fermarsi,rallentare,
ogni cosa funziona come vuole.
Questa notte ti sognerò
preparati all’incontro
non ci sono limiti o barriere
non sei persona ma spirito.
Puoi svanire,ma non lo fare.
***
Veltroni’s Gospel
muoiono gli operai nelle fabbriche
si ammala la gente nelle discariche
e il popolo stenta a sopravvivere
yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change
si continua a morire negli ospedali
mentre i politici si arrichiscono
e la sanità edifica le sue cattedrali
yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change
un bianco con il sangue neroblusy
scimmiotta il cambiamento
e le moratorie uccidono le donne
e i killer d’azienda scaricano i dipendenti
yes, we can change
yes, we can change
yes, we can change
il porpora è il colore dominante
uno stato nello stato con l’antistato
una guerra nella guerra con la guerra
una casta nella casta con la casta
no, we cannot change
no, we cannot change
no, we cannot change
Paul Celan ha guadato la Senna + Origami – di Michele Ortore
Paul Celan ha guadato la Senna
I fragori capitolini sono
come il colpo di tosse
di una febbre bambina:
lontani.
Anche lei, il fiocco di feltro
del mio ultimo anno,
il Ponentino l’ha sciolto,
dal sonno senza rumori,
dalla lenza dell’inesperienza,
o dal crocco tirato nel lago
e ripescato come fede d’argento. Continua a leggere
“L’impresa dei mille” di Giovanni NUSCIS
Faranno un monumento alla pazienza
dei testicoli strappati agli italiani.
Nel cuore della capitale,
in Piazza del popolo.
Sarà attrazione per turisti
e per i posteri il dono di quell’oro
per la patria. Non lamentatevi. Continua a leggere
Delle reti, i nodi. Poesie di Serena Granatelli.
Qui la mia concubina
ha posato gli escrementi
e le femmine dei gatti
stanno sopra i letti
coi piedi infossati
le code tese alle sere
divise
queste sono case
chiuse alla preghiera
dal nostro lato non si spera
l’unica cosa vera
è la tua nuca
***
(lumina et semina in valle d’Agrò) # 12 – 15
12.
Dal passo della Granciara,
utero secco, pietra guanciale dei parti infimi.
In tre, questuanti una veglia
sul passato ed in cerca di cave,
di fornaci, di acciottolati miracolosi nella loro persistenza. Continua a leggere
Declini – di Marina Pizzi
1.
zuppe e declini all’angolo dell’ultima strada
quando le conventicole dell’ombra
a tutta manna brevettano la cenere
lieto il morire finalmente!
Canzone d’amore e di guerra
di Eufemia Griffo
Il bavero alzato
contro il freddo d’Inverno
a tagliare lembi di pelle
nella città che dorme
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Bildungsroman di un punk – di Andrea Inglese
a Maria Vittoria
Non sapevo quale fosse la gentilezza
di cui parlavi, lingua per me araba,
né conoscevo il rispetto, la tolleranza,
la ginnastica delle buone maniere. Continua a leggere
La Morte del Cigno, ovvero Fuggitiva Bellezza
Di Fabrizio Corselli
«Più tranquilla è la positura del corpo e più esso è atto ad esprimere il vero carattere dell’anima: in tutte quelle posizioni che troppo si discostano dalla tranquillità, l’anima non è nella condizione che le è più propria, ma in uno stato di violenza e di costrizione. L’anima si conosce e si caratterizza maggiormente nelle passioni violente; grande però e nobile lo è solo nello stato dell’unità, della tranquillità».( Johann Joackim Winckelmann, Pensieri sull’Imitazione, a cura di Michele Cometa, Palermo, Aesthetica Edizioni, 2001, p.38) Continua a leggere
Snack – di Franz Krauspenhaar
1. DONNE
Lo scaricabarile. Il capro espiatorio.
L’ira, il chiodo del litigio, la lama sulla
schiena. Il senso di fine, smaccato
sul dorso delle mani. Ossa, non polpa,
scheletro di carne divorata.
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“PARTO” di Inès HOFFMANN
DESENHO ESMAECIDO
A casa nunca fora habitada
por uma família.
Por muito tempo
permaneceram nela
quatro vultos
desfigurados,
esquartejados
por dores
de infelicidade. Continua a leggere

