Archivi tag: Ivano Fossati

Quattro frasi in croce

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=NcMBH2yhAec]

da qui

Sembra facile decifrare i segnali che arrivano ogni momento dall’esterno: quante volte prendiamo fischi per fiaschi, leggiamo un’espressione attribuendole un significato che nella realtà è il contrario? Siamo tutti lettori, spesso impreparati: ci vorrebbe un traduttore per interpretare il linguaggio della gente, un vocabolario da afferrare nella sua unicità irripetibile. Molte cause di infelicità risiedono nell’incompetenza recidiva con cui ci misuriamo col lessico dell’altro, convinti di avere le chiavi per decodificarlo mentre replichiamo all’infinito lo stampino delle nostre quattro frasi in croce. Ogni dialogo è una celebrazione liturgica in cui si cerca di cogliere un frammento del mistero, una scheggia di eterno in cui trapela la terra promessa della comprensione.

Goliath

Non sai cosa ti aspetta. Immagini sempre di sfidare il gigante, che ha fatto un passo avanti rispetto alle file del nemico. E’ il più alto e forte, inevitabilmente, la barba nera e folta, sopracciglia marcate, labbra e naso pronunciati, spadone enorme brandito con disinvoltura preoccupante. Una serie di dettagli ti mette in allarme: a parte Antonio e qualche ospite pietoso – Luca, don Bruno, Loredana -, gli astanti sembrano freddi e diffidenti: forse è il carattere del nord, distante dalla mia tendenza facile all’abbraccio. Ma lo sguardo va affilato anche per cogliere i segnali positivi: la presenza di Roberto, compagno di traversie virtuali; Giorgio, sbarcato qui da Roma, mobilitando tre amici residenti in zona; Continua a leggere→

Sentinella

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ALqkzO_Mg4c]

da qui

Vi saluto tutti qui. Non pensavo che il tempo potesse essere ingoiato dal tempo, senza lasciarti un osso. Spolpato vivo, trovo la casella della posta piena, ma non ho la forza di rispondere. Di risposte ne ho date tante, al dolore del mondo. Ci vorrebbe qualcuno che ascoltasse me, ma è tardi, sono tutti a letto. Quanto manca alla fine della Pasqua? Non lo so. Ma tu, ostinato, resisti.
Sentinella, quanto resta della notte?

C’è tempo (ha ragione chi ha fame)

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ALqkzO_Mg4c]

da qui

Qualcuno raccomandò di raccogliere gli avanzi, perché non andassero perduti. Un valore simbolico, dice l’esegeta, nel senso che chi credeva non sarebbe stato abbandonato. Ma il pane stesso può essere un simbolo nell’unica preghiera che Gesù ha insegnato ufficialmente: dacci oggi il nostro pane, come dire, quello che basta, non chiediamo oltre. Da noi invece ne avanza a tonnellate, e nessuno lo raccoglie. Sarà un simbolo anche questo? Quale preghiera potrebbe risolvere il problema? Fa’ che i fornai di buona volontà producano lo stretto necessario, noncuranti delle smorfie dei clienti. Il cliente non ha sempre ragione. Ha ragione chi ha fame e forse non sa che in qualche posto del mondo si getta ciò che salverebbe la sua vita. Perché non ne parliamo, perché non risolvere presto questo assurdo? C’è tempo, dice qualcuno, c’è tempo.

Fratello

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=uBAeFHPqqt0]

da qui

Mi chiedo che significhi, oggi, il termine fratello. Con quelli di sangue mi divertivo e litigavo, rapporti di odio-amore, gelosie, complicità. Non è facile condividere in sei i genitori e tutto il resto. Dal mio letto a castello guardavo il mondo come dall’oblò di una nave fantasma. I compiti fatti di corsa la mattina, le scenate di papà, i campionati con le scatole di mini-soldatini. La parola fratello, all’inizio, è un odore e un sapore, sono urla e botte, risate e trasgressioni. Come prete, i fratelli li ho perduti. Tutti tranne uno: l’altro consacrato di famiglia, schierato su fronti paralleli; ci lanciamo messaggi da una trincea all’altra, quasi senza parlare. Poi i fratelli sono diventati altri, quelli che condividono il rischio quotidiano, la fatica e l’assurdo del vivere. A loro devo dare l’esempio, essere là dove serve, costi quel che costi. Solo da poco il termine fratello mi rimanda a qualcos’altro: l’immagine di un uomo che mi cammina a fianco, e ha conosciuto, non so come, gli stessi odori e sapori dell’infanzia, ha dormito nei letti a castello, subìto la gelosia e le botte, riso e pianto con me, studiato alle sette del mattino, condiviso la lotta e la fatica. Sono sceso nell’ultima trincea? Quando appari all’orizzonte, fratello, ho paura che stia per succedere qualcosa. Spero che stia per succedere qualcosa.

Una cosa

gioventù

Sto traslocando da camera a camera e viene fuori di tutto. Foto a non finire. Mi stupisce vedere l’incoscienza nei miei occhi di allora: un’attesa vaga ma decisa, come se, prima o poi, qualunque desiderio potesse essere esaudito. La gioventù è una follia per certi versi salutare: non ci fosse, nessuno muoverebbe un passo, saremmo pensionati stancamente divisi fra il campo di bocce e la televisione. Continua a leggere→

Ombrelli

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Po4WJfrmUrg]

da qui

Gli ombrelli non servono più: erano enormi, dovevano coprire non solo due persone, ma anche una sedia a rotelle, le gambe e i piedi che tendevano sempre a uscire dal perimetro protetto. Erano anche ridicoli, per i colori sgargianti: verde, rosso, giallo, arancione. Così ce li avevano donati. Anzi, così ce li aveva dati lui, l’ineffabile Agatino, l’uomo oscuro, escluso da ogni contesto sociale, da ogni mondo civile. Lui che conosceva un colore solo, il nero. Continua a leggere→

Tanti anni fa

linosa

Credo si chiami Linosa. Si raggiunge solo in aliscafo, poi, a dorso d’asino, si arriva alla casa che ti accoglie, o nell’albergo. E’ uno scoglio nel mezzo del mediterraneo, non ci sono automobili, non c’è l’armamentario tecnologico del resto del mondo, c’è il mare, il silenzio. Forse, là, ritroverei il punto di partenza, l’esplosione da cui sono scaturiti i miei gesti, i miei pensieri. Il momento in cui ero solo e, nello stesso tempo, radicalmente unito all’esistenza che mi aveva generato. Quattro case, quattro volti, le parole delle origini che risuonano vergini, a pronunciare un senso che rischia di perdersi nel massacro quotidiano. La verità sta su un dorso d’asino, come una mattina di tanti anni fa, a Gerusalemme.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=nVa4WoRisPE]

da qui

Da decifrare

riva-degli-schiavoni

Mi sono accorto all’improvviso di dover celebrare due matrimoni nello stesso giorno: non starò esagerando? Dovrei fermarmi, riposare, trovare la necessaria lucidità. Mi viene in mente un concorso a Venezia per un posto da ricercatore in letteratura italiana: pensavo fosse per titoli e avevo preparato l’elenco delle pubblicazioni. Arrivato in città, bruciai quasi tutti i soldi al parcheggio multipiano. Qualche ora dopo scoprii che il concorso consisteva in una prova scritta. Continua a leggere→