Archivi tag: La cura

39. Cioè?

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– C’eri mai venuto, Marius?
– No.
– E perché proprio qui?
– Certe volte si va a fiuto.
– Quando?
– Praticamente sempre.
Una serie di ponti e grattacieli: il colore dominante sembra il grigio – magari non è vero. Arturo è quello dei dettagli; farebbe le pulci persino ai marciapiedi per cogliere differenze e affinità, capire il mondo da particolari in apparenza senza senso. Continua a leggere→

37. Chi sarebbe?

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– Come si potrebbe rimediare?
– Un incidente, una catastrofe: qualcosa che rimescoli le carte, che costringa a rivedere tutto.
– Il duemiladodici?
– Balle. Una cosa vera, che faccia apparire le cose per quello che sono veramente.
– Dovremmo organizzarlo noi? Continua a leggere→

35. La pietra

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– Non ci posso, credere, mi hai portata qui!
– Ti porto dove vuoi.
– Sembra un sogno.
– Chi decide qual è il sogno e quale la realtà?
– Non è pericoloso?
– Cosa?
– Perdersi nei sogni.
– Chi ha detto che nei sogni ci si perde? Continua a leggere→

34. Felici

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– Sei sicuro che non venga?
– Fidati, mi sono informato.
– Non mi ha mai interessato questo posto.
– E’ istruttivo, però.
– Non pensavo ci fossero tutte queste stanze.
– Mi sono presentato come un editore.
– Ne sai una più del diavolo.
– Noi abbiamo una carta in più del diavolo. Continua a leggere→

33. Qualcosa da scrivere

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Come ho fatto ad accettare di dormire qui? Da un momento all’altro può succedere qualcosa. Sento rumori: che faranno a quest’ora? Bevono, preparano colpi? Chi è l’uomo che s’inventa sempre qualcosa per complicare la vita alle persone? Questa tenda puzza, chissà chi ci ha dormito. Non prenderò sonno neanche con il Tavor. Odio la violenza: l’armadio pelato mette ansia, ma anche gli altri non scherzano. Continua a leggere→

31. Il litorale

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– Perché vicino a te mi sento meglio?
La casa è sempre quella: originale, fantasiosa. Oggetti sparsi come segni, o ricordi, o chissà cosa.
– Parlami degli ultimi giorni.
I colori contano: è dare un tono alla vita, decidere se sarà triste o allegra, perché la scelta è nostra; a chi si può impedire di sorridere? Continua a leggere→

30. Dormire qui

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– Dove mi stai portando?
– Guardali, come ti trovi?
– Tu sei matto.
E’ una specie di campo con gente strana, a dire poco. Uno è un armadio con la faccia tonda, pelato.
– Si chiama Marius. Non si sa da dove venga. Potrebbe sradicare il tronco di una quercia con un abbraccio solo.
– Pensi di far ridere? Continua a leggere→

29. Un cantautore

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– Come stai?
Perché è così difficile parlarsi, dopo il tradimento? Ma quale tradimento? Fausto: c’è un giorno in cui sono stata importante nei tuoi progetti, nei tuoi sogni? Qual è la chiave del tuo cuore? Non riconosco più la nostra casa: chi ci è stato? Qual è l’ultima donna?
– Come vuoi che stia?
Non piangere Dalia, non dargli soddisfazione più di quanto meriti. Guarda: ha spostato tutto. La tua foto non c’è più. Eppure dicevi di amarmi, staremo sempre insieme. Dov’è finito, tutto? Dov’è finita la mia foto? Continua a leggere→

28. Conchiglie

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La stanza è piccola, ma fantasiosa. Ester ci sa fare coi gingilli, col colore vivo alle pareti.
– Non devi più vederlo.
Colleziona conchiglie, tutte quelle che trova sulla spiaggia.
– E’ lui che mi cerca: appare all’improvviso nei posti più impensati.
Le conosce per nome: la patella caerulea è una montagna vista dall’alto; le ricorda l’Etna, le lunghe passeggiate con la macchina, tra dossi di lava nera e solida. Continua a leggere→

26. Domani

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Come ho fatto ad arrivare fin qui? Non ho mai messo piede in uno stadio. Tutte queste luci, questi suoni; e lui: quando uscirà? Vedrò i suoi riccioli castani? Mi sento sola, in mezzo a questa gente. Se mi prendesse il panico, dove potrei fuggire? Sento puzza di fumo: non è vietato? Saranno sigarette? La testa mi gira. Suonami la tua canzone, è l’unico modo per uscirne, non ci sono altri posti dove andare. Continua a leggere→

24. Basta

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Andare non andare. Essere, non essere. Non starò esagerando? Da quando Arturo è entrato nel mio mondo – entrato? -, non ho pace. Non riesco a pensare a nulla che non diventi pagina, riga nera che porterà chissà quali sorprese. Devo averlo, la vita non avrebbe senso se dovessi perderlo – perderlo? Basta, ho deciso: vado. Continua a leggere→

23. Per stanotte

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– Come sa che ho un marito?
– Non ho l’abitudine di mettermi seduto e chiedermi perché.
Cos’ha quest’uomo che ti attira tanto? Non hai ancora smaltito la birra: è un buon motivo? Perché hai perso i freni inibitori? Basta per essere felici?
– Mi fa soffrire, sa anche questo?
– Non importa, ogni persona soffre: il problema è quando si soffre nello stesso istante. E’ così che finiscono i migliori matrimoni. Continua a leggere→

21. La lettera

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– Gilda, parliamoci chiaro: di questo Arturo non mi frega niente.
– La cosa mi dovrebbe far piacere.
– Voglio confidarmi, con qualcuno bisogna pur parlare: amo un uomo che si chiama Fausto. E’ sposato, e presidente di una casa editrice che sforna un bestsellers dopo l’altro.
– Che strano, potrebbe essere l’incontro ideale per Arturo: ha tutti i romanzi sepolti nel cassetto. Continua a leggere→

20. Suo marito

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Hai presente quando piove troppo? Sì, uno dei temporali che vorresti stare a casa a vedere che succede: l’albero che si piega per il vento, lo spessore dell’acqua che cresce fino a formare una specie di fiume senza pesci né piante, ma sempre fiume, come chiamiamo amore molte cose, anche quelle che non lo sono affatto. E’ per questo che sono a casa sua? Continua a leggere→

19. Quello sguardo

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Vedo un sacco di gente entrare e uscire dall’appartamento. Un uomo pallido col soprabito scuro, la ragazza che è venuta a suonare con la busta di giocattoli. Ma chi si aggiunge, adesso? Sembra un tipo distinto, sicuro di sé. La cosa comincia a complicarsi. E se facessi un colpo di testa? Se mi presentassi senza preavviso, facendo una scenata? Continua a leggere→